Questo simbolo, di origine islandese, è un sigillo magico, che veniva tracciato sulle navi per non perdere la rotta e sapersi orientare anche nel cattivo tempo. Questo simbolo è attestato nel manoscritto di Huld, redatto da Geird Vigfusson nel 1880, ma si pensa che abbia origini più antiche. Una pagina del manoscritto, nel quale viene mostrato, oltre al nome è riportata la seguente frase:” Se qualcuno porta con sé questo simbolo, non perderà mai la propria strada nella tempesta o nel cattivo tempo, anche se percorre una strada a lui sconosciuta”
Desine fata deum flecti sperare precando. Smetti di sperare che i decreti degli dei possano esser piegati con le preghiere.
lunedì 6 agosto 2018
domenica 5 agosto 2018
Cosmogonia Infinitimondi: Ulnar, Re e padre degli Antichi, Signore del Tuono
La Triade composta da Ulnar - Nulla - Asul rappresenta i Primi Nati dopo la scomparsa di Perfezione. Ne rappresentano gli aspetti predominanti e fondanti: Equilibrio - Amore - Forza.
Sono ai vertici del triangolo esistenziale.
Asul è la Forza che impone e pretende il cambiamento, Nulla è colei che apporta amore incondizionato, colei che anela il ritorno all'Età dell'Oro, della Perfezione e infine Ulnar, il garante dell'equilibrio duraturo.
Ulnar, Re e padre degli Dei Antichi, Signore del Tuono rappresenta l'equilibrio, la giustizia, colui che valuta con la razionalità infallibile. E' all'occorrenza un militare, ma lo fa da condottiero, da infallibile stratega.
Crea e supervisiona le Leggi. E' il Signore del tuono e del fulmine, è il castigo divino che segue al giusto giudizio. Lui è la disciplina che consegue all'ordinata pianificazione e valutazione. E' l'ordine costituito, il governo, in lui risiede il potere che si autoalimenta e si autodifende. E' il difensore dello status quo.
La sua dimora è il Palazzo Celeste, dove regna assiso nel suo scranno di granito posto nella Sala del Tuono, circondato dalla Guardia della Tempesta, esseri dagli occhi d’argento, maestosi nelle loro corazze di ardesia bianca, armati con lunghe alabarde di diamante e incaricati da Ulnar di far compiere il suo volere.
Inno dell'Equilibratore
Lode a Te Padre delle genti.
Lode a Te Creatore dei cieli, degli uomini e degli armenti.
A Te che osservi e sancisci, provvedi e custodisci.
A Te Padre Ulnar rendiamo grazia e offriamo dedizione.
Concedi il Tuo Regno ai tuoi figli prediletti.
Schianta e atterrisci i pavidi e i reietti.
Donaci la forza del tuono, la rapidità del fulmine.
Sostegno e vigore da te riceviamo, fede e valore a te offriamo.
Eternamente.
Estratto dal romanzo I prerotiani bianchi:
"Il Signore del Tuono e Padre di
tutti gli Antichi era comodamente seduto sullo scranno di granito. Un
manto di nuvola lo circondava lasciandone trasparire solo una figura
indistinta ma dalla mole enorme.
Fulmini e saette sfrigolavano in
quell'ammasso etereo che costituiva la sua corazza divina. Una sorta
di nube temporalesca che sempre lo cingeva e dalla quale era ben
distinguibile solo un elmo bronzeo con un alto cimiero rosso al pari
degli occhi del Dio che grazie alla loro lucentezza fendevano la
coltre circostante."
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