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Non esistono corsi di autostima, ma solo percorsi per liberare la mente da falsi desideri e ascoltare nel cuore quelli veri.
L'autore del poema indiano Mahabharata, Vyasa, afferma che dopo aver ascoltato attentamente una storia non si è più gli stessi. Il racconto si insinua infatti nel cuore e abbatte le barriere che lo separano dall'assoluto.
Le pratiche meditative si presentano essenzialmente in due varianti: esistono le meditazioni di consapevolezza profonda e quelle di concentrazione.
Non esisterà nessun risultato o obbiettivo prefissato, se non quello della conoscenza profonda di noi stessi.
La consapevolezza costante genera la Chiara Mente, come la si definisce nello zen. La possibilità di allontanarsi dai propri automatismi mentali è la condizione alla base della nostra libertà di esseri umani.
La vera sofferenza per l'essere umano nasce per lo più dal continuo, infinito, estenuante monologo interiore dei nostri pensieri. E' proprio l'attaccamento all'iperattività del pensiero che ci rende ciechi a tutte le capacità della mente diverse dal pensiero logico e razionale.
L'insight, o visione profonda intuitiva, è la seconda capacità che si sviluppa dalla consapevolezza, una visione immediata, profonda e penetrante, della natura e della mente.
Il mondo e ciò che accade nell'universo sono un miracolo che scienziati e religiosi cercano di spiegare, mentre lo zen vuole solo viverlo al meglio.
Dovremmo vivere ogni giorno come fosse il primo giorno della nostra vita e non come fosse l'ultimo.
Dobbiamo valorizzare l'uso della parte sinistra del corpo che spesso è solo di supporto alla destra. Quando proviamo a fare delle cose usando la mano sinistra ci risulterà difficile e dovremo usare più concentrazione e quindi più consapevolezza. Praticare questa meditazione del piede sinistro (ogni volta che entrate in un nuovo locale, fatelo con il piede sinistro) vi ricorderà di ascoltare anche il vostro intuito e non solo la ragione.
Shukke è il monaco zen in giapponese, colui che ha lasciato la casa, perchè tutto il mondo è la sua casa.
La meditazione camminata in consapevolezza è camminare per camminare, come se non dovessimo andare da nessuna parte. Camminare con calma, respirando lentamente nutre la nostra attenzione. Noteremo molte cose che non abbiamo mai osservato prima.
I TRE VELENI: nel buddhismo sono le emozioni legate a rabbia, avidità e ignoranza.
Rischiamo di arrabbiarci di continuo per cose che non ci interessano veramente.
Rischiamo di avvelenarci con l'avidità facendo nostri desideri che realmente non lo sono, ma sono solo frutto di condizionamenti indotti.
La meditazione ci permette di disintossicare il sangue da questi veleni.
I 4 pilastri della consapevolezza:
- attenzione intenzionale e fiducia e comprensione;
- tranquillità e concentrazione con giusto sforzo;
- momento presente e attenzione consapevole;
- assenza di giudizio.
I 5 ostacoli della consapevolezza:
- volere sempre qualcosa di più o di diverso:
- avversione al momento presente;
- irrequietezza che rende impossibile valutare qualsiasi situazione;
- pigrizia e torpore, accettazione passiva del vivere condizionato;
- dubbio negativo, trappola mentale che ci suggerisce: è inutile, non funzionerà, forse c'è un modo più semplice.
Le grandi decisioni richiedono la capacità di lasciare andare il vecchio per abbracciare il nuovo senza paura. Dobbiamo iniziare anche se non ci sentiamo pronti, perché la forza del coraggio che metteremo in moto sarà quella che inizierà a sviluppare l'energia per sostenere il cambiamento.
"Fai un passo indietro e ne farai due avanti."
Ogni volta che ci sentiamo vicini a giudicare noi stessi, gli altri o una particolare situazione, ci impegniamo a fermarci un attimo e a fare tre profondissimi respiri, così da essere consapevoli di ciò che stiamo vivendo.
Adottiamo il single-tasking, piuttosto che il multi-tasking, e non impieghiamo la giornata intasandola di una moltitudine di attività senza veramente concentrarci su nessuna di esse. Quando ogni cosa è fatta con consapevolezza e presenza, il tempo che viviamo non fugge ma si dilata e possiamo guadagnarne un poco di più.
Di tutto non dovremmo avere una rappresentazione fissa, o quantomeno non scolpita nella pietra. Non bisogna mai confondere la visione dell'altro con l'altro, la visione della realtà con la realtà stessa.
Soddisfare i desideri può dare piacere ed è un bene, ma la felicità è una luna che riflette una luce che non può essere che dentro di noi.
I 4 grandi voti della meditazione:
- Gli esseri sono innumerevoli, voto di aiutare tutti (mente compassionevole);
- Gli attaccamenti sono inesauribili, voto di estirparli tutti (mente amorevole);
- Gli insegnamenti sono infiniti, voto di apprenderli tutti (mente equanime);
- La via dell'illuminazione è suprema, voto di realizzarla (mente gioiosa).
Shikantaza, il silenzio che illumina la via, è la meditazione del silenzio per eccellenza. Non solo silenzio acustico, ma un atteggiamento mentale che impone di non intervenire nello svolgersi degli eventi, ma li contempla nella loro transitorietà.
Sviluppare la concentrazione: la meditazione dei 5 sassolini.
Sviluppare la presenza nel qui e ora: portiamo il soffio vitale agli oggetti che ci circondano. Il respiro è vita. Questo sviluppa una comunione con quanto ci circonda.
Il cuore della pratica spirituale è rinunciare alla ricerca di qualcosa che ci soddisfi al di fuori di noi stessi.
La perseveranza e la costanza in una pratica sono il fattore più importante.
