mercoledì 17 febbraio 2021

Abraxas - Sette sermoni ai morti, C.G. Jung



 "Ma Abraxas pronuncia la parola santificata e maledetta che è vita e morte insieme. Abraxas genera verità e menzogna, bene e male, luce e tenebra, nella stessa parola e nello stesso atto. Perciò Abraxas è terribile. E' splendido come il leone nell'attimo in cui abbatte la preda. E' bello come un giorno di primavera."

Sette sermoni ai morti - C.G.Jung 



"Ho sofferto abbastanza a lungo dell'incomprensione e dell'isolamento a cui si va incontro quando si dicono cose che la gente non capisce", così confida Jung alla sua segretaria (eppure questo è il destino per ogni serio ricercatore. NdRC).
Ma quanto triste sarebbe il mondo, se le regole qualche volta non fossero violate! ~Carl Gustav Jung, Ricordi, sogni, riflessioni.
Esistono due forme del pensare: il pensiero indirizzato e il sognare o fantasticare. Il primo, operando con gli elementi del linguaggio, serve a comunicare ed è faticoso, sfibrante. Il secondo per contro opera senza sforzo, spontaneamente potremmo dire, con contenuti già belli e pronti e giudato da motivi inconsci. Il primo crea acquisizioni nuove, adattamenti, imita la realtà e cerca di influire su di essa. Il secondo invece volge le spalle alla realtà, mette in libertà tendenze soggettive ed è, per quel che concerne l'adattamento, improduttivo. Questa seconda forma di pensiero, non analitico e linguistico, trascorre dal fluire spontaneo di immagini, tutt'altro che accidentale, al pensiero onirico vero e proprio, in una condizione di trance autoipnotica.
La meditazione, lungamente e profondamente coltivata, è l'unico modo di entrare desti nell'inconscio. (NdRC: il quale partorisce parte dei 60.000 pensieri che ci attraversano la mente ogni santo giorno, senza che noi ne abbiamo alcun controllo.)
Vi sono delle cose nella psiche che non sono prodotte dell'io, ma che si producono da sé, e hanno una vita propria.
Il magico è buono e cattivo, e insieme né buono né cattivo. La modalità magica si produce da sola. Si aprono le porte al caos, ne scaturisce la magia.
L'inconscio corrisponde alla mitica terra dei morti, la terra degli antenati. 
Il razionalismo e il dottrinarismo sono malattie del nostro tempo: pretendono di sapere tutto. Vi è un sapere profondo dell'anima, custodito nell'inconscio, i cui messaggi fanno capolino attraverso i sogni, il simbolismo mitico delle religioni, le esperienze straordinarie o parapsicologiche che la nostra scienza, la quale finora ha assunto la posizione più comoda, si rifiuta di prendere in considerazione.  
L'inconscio collettivo è comune a tutti; è il fondamento di ciò che gli antichi chiamavano la simpatia di tutte le cose.
Il tema delle due personalità in ciascuno di noi (NdRC: il Doppelgänger) ricorre costantemente: una personalità profonda, antica (un'intelligenza maggiore della mia dice Jung), ed una cosciente e limitata, governata dallo spirito del tempo. 
Ciò che si apre nel nostro intimo, inoltrandoci nel mondo dell'inconscio, è una dimensione che supera e sconvolge i limiti della visione cosciente, del mondo che presumiamo oggettivo, ordinato nello spazio, nel tempo, nei nessi causali meccanici della scienza positivistica, fino a sconfinare in ciò che in modo inadeguato e simbolico viene detto eternità. Può accadere di imbattersi in simboli dietro cui si celano forze potenti, nuclei emozionali impellenti al pari degli istinti, che operano come kantiane forme a priori dell'esperienza, della comprensione del suo senso, da cui si sviluppa il nostro immaginario. Gli archetipi, che sono preesistenti alla coscienza e la condizionano, appaiono nella parte che essi in realtà rappresentano, cioè di forme strutturali aprioristiche del fondamento istintivo della coscienza.
(NdRC: vedi il Saggio sulla visione degli spiriti di Schopenhauer)
Ci sono indicazioni che almeno una parte della nostra psiche non è soggetta alle leggi dello spazio e del tempo. Essa a volte funziona al di fuori della legge di casualità spazio-temporale. Allora la possibilità di una realtà al di là del mondo fenomenico, realtà in cui regnino altri valori, diventa un problema a cui non si sfugge.
L'illuminismo e l'irreligiosità moderne conducono a una condizione nevrotica di dissociazione. Dallo studio dell'esperienza dei singoli e delle grandi culture umane risulta come al fondo dell'immaginario religioso, stupefacente nella varietà e mutevolezza storica dei suoi simboli, giacciano quegli archetipi numinosi da cui quel simbolo sempre si genera: nelle sue ricorrenze, nell'impressionante trama di rispondenze in culture fra loro così distanti nel tempo e nello spazio. 
Il sacro Mistero custodito sotto la terra, la divinità ctonia, è quindi Principio di creazione e di distruzione, elargitore di vita e divoratore al tempo stesso. Il cristianesimo, osserva Jung, ha occultato questo aspetto del divino, ma esso traspare sensibilmente nel Mistero di morte e resurrezione, nel battesimo di Cristo e attraverso il rituale dell'eucarestia, atto di teofagia. 
L'aspetto dionisiaco della natura, il processo impietoso di creazione e distruzione in cui le Forze potenti della vita (i Daimona del naturalismo pagano) celebrano il loro trionfo deve trovare posto in una spiritualità "sana".
Il nuovo Dio, afferma Jung, sta in ciò che è relativo. Gli è necessaria una perfetta compiutezza, la sintesi degli opposti.
Il Dio-natura, andrà reintegrato nel Dio-creatore biblico-cristiano.
Nessuna scienza sostituirà mai il mito. Non siamo noi a inventare il mito, ma esso parla a noi come verbo di Dio. 
Ciò che la natura ha lasciato imperfetto, lo compie l'arte, dicono gli alchimisti. Soltanto io, l'uomo, con un invisibile atto di creazione, ho dato al mondo il compimento. L'uomo è il secondo creatore del mondo. La coscienza umana ha creato l'esistenza obiettiva e il significato, e così l'uomo ha trovato il suo posto indispensabile nel grande processo dell'essere.
(Approfondisci Basilide e Valentino, Origene e Plotino)

Sermoni
Il Nulla o la Pienezza noi la chiamiamo il Pleroma.
L'insegnamento di Jung-Basilide esordisce col Nulla della mistica. Omnia et Nihil omnium, tutte le cose e nulla di esse: è la formula del neoplatonismo pagano e cristiano che esprime la Trascendenza assoluta, ciò che per Eckhart era la Gottheir, la Divinità, il Fondo senza fondo, anteriore al Dio "persona".
La memoria quotidiana del Nulla, e della propria nullità, nelle pratiche di meditazione e di preghiera, è l'atto religioso per eccellenza, che può e deve congiungersi ai compiti dell'agire fra gli uomini. La coscienza è la seconda e autentica cosmogonia.
Dio e il Diavolo, non abbiamo bisogno di alcuna prova della loro esistenza, basta il fatto che siamo comunque obbligati a parlarne. 
Abraxas è il Dio sopra Dio, al di sopra cioè di Helios, il Padre che è nei cieli. Il capo dei cieli è Abraxas per questo ha in sé trecentosessantacinque numeri. Esso è la completezza dei cieli e del tempo. 
Ciò che il dio Sole dice è vita. Ciò che il Diavolo dice è morte. Ma ciò che Abraxas pronuncia è quella veneranda e maledetta parola che è vita e morte a un tempo. Abraxas dice verità e menzogna, bene e male, luce e tenebra in una sola parola. Perciò egli incute paura.
Innanzi alla terrificante ambiguità di Abraxas, il cui Potere è la VIta stessa, ciò che Jung-Basilide insegna ai morti è che "non resistergli è liberazione". Ossia accettare la contrapposizione bene-male, le loro Sante Nozze. Quindi non resistergli è anche e soprattutto non indentificarsi con un opposto o con l'altro, che è la condizione del "vedere" stesso.

Eros fiammeggia e svanisce morendo, mentre l'albero della vita cresce lentamente e costantemente, per incalcolabili età. Bene e male sono uniti nella fiamma. Bene e male sono uniti nella crescita dell'albero. 
Quattro è il numero degli dei principali, poiché quattro è il numero delle misure del mondo. 
Primo è l'inizio, il Dio Sole.
Secondo è Eros, che mette due insieme  e s'effonde luminoso.
Terzo è l'Albero della Vita, poiché ricolma lo spazio dei corpi.
Quattro è il Diavolo, poiché disserra tutto ciò che è chiuso. Egli dissolve quanto ha preso forma e copro, è il distruttore per cui tutto torna al nulla.
Come potreste essere fedeli alla vostra essenza se tentate di fare uno di ciò che è molteplice? Ma quel che fate agli dei si ritorce non meno contro di voi. Diverrete voi anche tutti uguali, e la vostra natura ne verrà mutilata.
Un insegnamento che risale agli esordi della filosofia è che "tutto è pieno di anime e di dei".

L'esteriorità "fuori" è illimitata, così come lo è l'interiorità "dentro". L'uomo è la porta che li congiunge, il transito che li riversa l'uno nell'altro. Per varcarla è sufficiente obbedire all'ammonimento dell'Apollo delfico: "conosci te stesso".




 




mercoledì 3 febbraio 2021

Trattato di Magia Bianca di Alice Bailey

 



La mente è sempre egoistica, egocentrica ed esprime l'ambizione personale che porta in sé il seme della propria distruzione.

I poteri dell'innocuità.
1 Innocuità nel pensiero: ne risulterà influenzato il dominio della parola;
2 Innocuità nella reazione emotiva: diverrà un canale per l'aspetto amore dell'anima;
3 Innocuità nell'azione: ne risulterà equilibrio, abilità nell'azione e liberazione della volontà creativa.

Si impara attraverso la punizione che ogni atto sconsiderato comporta. 
E' regola di sicura guida il ricordare che solitamente, i principi fondamentali per essere saggiamente compresi ed elaborati richiedono l'intervento dell'intuizione, mentre i principi secondari sono di natura puramente mentale. 
Va sempre ricordato che il compromesso, nel mondo occulto è vietato. 
L'OM fatto risuonare con preciso pensiero intenzionale ha un effetto che disturba e rimuove la materia grossolana del corpo mentale, emotivo e fisico. 
Il pensiero, la parola e l'azione che ne deriva sul piano fisico costituiscono la triplicità che rende l'uomo ciò che è e lo pone dove egli è. Lo scopo della parola è di rivestire il pensiero, mettendolo così a disposizione degli altri. Quando parliamo evochiamo un pensiero, lo rendiamo presente e portiamo ciò che è celato dentro di noi in espressione sensibile all'udito. La parola rivela, la retta parola crea una forma a scopo benefico, mentre la parola errata può produrre una forma che ha un obbiettivo malefico. Non rendendocene conto ogni giorno creiamo ininterrottamente e irresponsabilmente, nuocendo anche a noi stessi. "Prima di esser degno di parlare devi pervenire alla conoscenza." Compito del Mago Bianco è creare forme pensiero che portino rivelazioni agli esseri umani pensanti. Con il potere della sua certezza, della sua comprensione spirituale e della sua vitalità, egli infonde vita alla forma pensiero. 
Se lo studente ricordasse che ogni volta che si accinge a meditare impara a costruire e vivificare forme pensiero, il suo lavoro romperebbe la routine diventando più interessante e proficuo.
L'anima deve essere riconosciuta come luce, la luce che rivela, mentre l'aspetto Spirito più tardi verrà riconosciuto come suono. 
Osservare i propri atti attentamente, sorvegliare le proprie parole e controllare i propri pensieri affinché nessun atto manifesto, nessuna parola superflua, nessun pensiero cattivo possano interrompere il ritmo necessario da stabilire per aumentare il proprio stato vibratorio.  

L'iniziato entra in un mondo di forze e questo passo è reso possibile dalla formazione che egli riceve quando è aspirante. Questo per prima cosa deve scoprire il tipo di energia che predomina e rappresenta la forza motivante nella sua vita quotidiana, dopo di che comincia a riorganizzare, riorientare e ricostruire i suoi corpi. Tutto questo insegnamento può essere riassunto in due parole: vizio e virtù. Vizio è l'energia degli involucri, sintetizzati dalla personalità, che governa le attività della vita e assoggetta l'anima agli involucri, agli impulsi e alle tendenze del sé inferiore. Virtù è il richiamare nuove energie e nuovi ritmi di vibrazione affinché l'anima diventi il fattore governante positivo e le forze dell'anima sostituiscano quelle dei corpi. Questo è il processo di formazione del carattere, propedeutico ad ogni ulteriore passo avanti. 
Lo sviluppo del giusto movente è uno sforzo progressivo e con la scoperta di se stessi il punto focale dell'incentivo si sposta continuamente.
Lo studio del giusto movente conduce naturalmente al giusto servizio. Dal servizio come espressine d'amore verso un individuo, la famiglia o la nazione, si passa all'Uno. 
Contemplare significa mantenere una visione ferma, volta in un'unica direzione, verso un obbiettivo specifico.
E' focalizzando intensamente l'intenzione nella testa e volgendo l'attenzione, tramite il terzo occhio, al centro da usare, che la forza trova il suo giusto sblocco. questa forza è potenziata dalla volontà intelligente indirizzata, che infonde energia.
Il piano astrale, all'apparenza caleidoscopico, è un impenetrabile disordine, poiché è il punto d'incontro delle forze. Una delle prime cose che l'aspirante deve imparare è a dissociare la propria aura, in senso emotivo, da quella dell'ambiente circostante. Usando la mente che analizza e separa, il corpo astrale viene dominato. L'aspirante deve farsi strada attraverso questo panorama illusorio, trovando il capo del filo che lo guiderà fuori dal labirinto, aggrappandosi fermamente ad ogni minuscolo frammento di realtà che gli si presenti, imparando a distinguere il vero dall'illusorio, il permanente dall'impermanente e la certezza dall'irrealtà. 
La sostanza del piano astrale, in senso simbolico, è animata da tre tipi di forza divina, che riuniti, producono la grande illusione. Sono:
- la forza del desiderio egoistico;
- la forza della paura;
- la forza di attrazione sessuale.
L'energia segue il pensiero, e il potere di una forma pensiero aumenta con l'attenzione che le prestiamo, fino a dominarci completamente. 

La realtà governi ogni mio pensiero e la verità sia maestra della mia vita.

E' necessario coltivare un atteggiamento mentale che rifiuti di perdere tempo ad alimentare paure illusorie (NdRC: quanto ne perdiamo rimuginando a quello che potrà accadere domani? Al prossimo colloquio? Al prossimo incontro amoroso? E più ne perdiamo, più quelle forme pensiero si radicano, rubandoci energia.)
Due cose sono da tenere in grande considerazione:
- gli stati d'animo non hanno alcuna importanza, né corrispondono allo stato dell'anima. L'aspirante deve accentrarsi nella coscienza dell'anima, rifiutare di lasciarsi influenzare dalle condizioni alterne cui sembra essere soggetto; deve semplicemente "stare nell'essere spirituale";
- l'equilibrio può essere raggiunto solo quando l'alternarsi sia divenuto consuetudine e che il flusso e riflusso ciclico continuerà fintantoché l'attenzione dell'anima oscillerà fra uno degli aspetti della forma e il vero uomo spirituale. 
Stabilire e stabilizzare abitudini corrette è uno dei principali requisiti essenziali dell'aspirante al discepolato. Una di queste è un atto di volontà che vi porti ogni giorno alle cinque del pomeriggio, in qualsiasi circostanza voi siate a recitare la seguente breve dedica:

"Possa il Potere della Vita Unica fluire tramite il gruppo di tutti i ceri servitori. Possa l'Amore dell'Anima Una caratterizzare la vita di tutti coloro che cercano di aiutare i Grandi Esseri. Possa io compiere la mia parte nel Lavoro Unico, dimentico di me stesso, con innocuità e giusta parola."

L'uomo è in generale ciò che i desideri fanno di lui. Come un uomo pensa, tale egli è. Il corpo astrale, con i suoi desideri e appetiti, i suoi umori, i sentimenti e le sue brame insaziabili, plasma il corpo fisico mediante le forze di attrazione che affluiscono attraverso esso, guidando infallibilmente l'uomo all'esaudimento dei suoi desideri. Per quello bisogna stare attenti a ciò che si pensa/desidera. Obiettivi animaleschi porteranno a uomini dai forti appetiti. Il corpo astrale è il campo di battaglia per l'aspirante. 
Krishna nella Gita indica quelle che sono le regole per superare depressione e dubbio:
- conosci te stesso come l'essere immortale;
- governa la tua mente, poiché per mezzo di quella mente l'essere immortale può essere conosciuto;
- apprendi che la forma non è che il velo che nasconde lo splendore della divinità;
- realizza che la vita una pervade tutte le forme, sicché non vi è morte, non vi è dolore, non vi è separazione;
- distaccati perciò dal lato forma e vieni a me, dimorando nel luogo in cui si trovano luce e vita. Così l'illusione finirà.
E' l'innocuità che scaturisce dalla vera comprensione e dal dominio dell'anima sulla personalità, che conduce inevitabilmente all'espressione spirituale nella vita d'ogni giorno. Emana dalla capacità di entrare nella coscienza e penetrare nel modo di comprendere del proprio fratello, dopo di che tutto viene perdonato e dimenticato nel desiderio di soccorrere e aiutare. Con l'innocuità si impara a neutralizzare tutte le emanazioni malefiche. 
Tre sono le forze da domare: della parola, del pensiero e del proposito (azione). (NdRC: approfondire il pensiero psicologico dell'introspezionismo.)
Vivendo nell'innocuità l'aspirante offrirà un canale puro, diverrà un avamposto per la coscienza del Maestro e provvederà un centro d'energia attraverso il quale la Fratellanza potrà operare.
Tre aspetti caratterizzano la mente umana:
- la mente concreta inferiore;
- la mente astratta (connessa al mondo delle idee);
- l'intuizione o ragion pura.
L'aspirante deve imparare a controllare la sua natura psico-emotiva usando la mente in modo corretto. Il discepolo deve intensificare l'attenzione mentale, e usando la mente in modo corretto, giungere a una realizzazione più elevata e rendere attivo e utilizzabile un fattore ancora superiore, l'intuizione. 
La forma pensiero va mantenuta nella propria coscienza, le si dà forma ed energia con il potere di tutta la propria focalizzazione mentale. La regola enuncia le tre cose che un aspirante deve fare:
- trovare la formula che cristallizzi la forma che ha costruito, come fanno gli architetti quando riducono la forma desiderata a una formula matematica (NdRC: le formule alla base di una costruzione rappresentano, sono simbolicamente, la costruzione stessa. Queste formule occulte esistono sul piano degli archetipi, il Mondo di Briah, che per l'aspirante è il mondo dell'intuizione);
- pronunciare le parole che daranno vitalità alla forma portandola così sul piano fisico;
- pronunciare la frase che staccherà la forma pensiero dall'aura dell'aspirante, per impedirle di attingere alle sue energie ed esaurirle.
Così come nell'uomo la vita tiene insieme la forma, la anima, la vitalizza e la spinge all'attività, rendendolo un essere vivente, così la vita di Dio, secondo l'espressione cristiana, adempie il medesimo scopo dell'universo producendo quell'insieme coerente, vivente e vitale che chiamiamo sistema solare. 
Ogni idea esternata possiede quindi una forma, animata dal desiderio e creata dal potere della mente. Il piano del desiderio è quello sul quale la mente impone le sue concezioni per produrre l'idea incarnata, per rivestire l'idea di una forma. E' quindi il terreno della gestazione. In precedenza la mente ha ricevuto l'idea archetipa, come l'anima l'ha captata e visualizzata. A sua volta l'anima riceve la formula presentatale nel mondo delle idee. Avete quindi "l'idea presentata", "l'idea percepita" e "l'idea formulata", nonché l'idea che si esprime in manifestazione. E' bene tener presente che l'emergere dell'idea della Mente Universale nel mondo delle forme tangibili è governato dai fattori che seguono:
- le energie che emanano dal piano degli archetipi.
- lo stato di consapevolezza intuitivo.
- l'attività dello stato di coscienza mentale. 
Solo chi è in qualche misura padrone del processo di meditazione è in grado di tenere la mente ferma nella luce. 
Le masse non pensano, quindi non generano cause che col tempo produrrebbero i loro effetti.
Possiamo occuparci delle forme pensiero che l'uomo comincia a creare mentre quotidianamente impara a pensare, poiché questa è la prima lezione che va appresa nel lavoro magico. Colui che crea con materia mentale deve:
- imparare a costruire con intelligenza;
- imprimere lo slancio iniziale, per mezzo delle giuste parole che animeranno ciò che egli ha costruito, permettendo così alla forma pensiero di trasmettere l'idea voluta;
- inviare la propria forma pensiero, correttamente orientata verso la sua meta, dirigendola in modo talmente esatto da raggiungere l'obbiettivo ed adempiere lo scopo di chi l'ha emessa. 
Con l'accrescersi del potere della mente e della capacità di differenziare il proprio pensiero da quello della massa, l'essere umana dà inevitabilmente forma alla sostanza mentale. 
Ogni aspirante deve imparare tre lezioni:
- ogni forma pensiero che costruisce ubbidisce all'impulso di un'emozione o di un desiderio;
- ogni forma pensiero potrà rimanere nella sua aura oppure farsi strada verso un obbiettivo percepito, facendosi strada nell'aura mentale di un altro essere umano o di un gruppo;
- il creatore della forma pensiero rimane responsabile della sua creazione (NdRC: non odiate, poiché l'odio torna sempre al punto da cui fu emanato).
Il lavoro dei primi tre anni sarà il più duro per l'aspirante, dopo di che la mente sarà assorbita dalle idee e non più dalle forme pensiero. Rifiutando di vivere nel proprio mondo di pensiero ed entrando in quello delle idee, ossia quello dell'anima e della mente superiore, entrando nell'onda delle correnti del pensiero superiore. 
Quattro regole:
1) Imparare a mantenersi focalizzati nella testa con la visualizzazione, la meditazione e con la pratica costante della concentrazione; sviluppare la capacità di vivere sempre di più come il sovrano seduto sul trono fra le sopracciglia. Ogni occupazione quotidiana è un'occasione.
2) Imparare a servire con il cuore e non insistendo emotivamente in un'attività tesa a occuparsi degli affari degli altri (NdRC: agire senza secondi fini, bandire il do ut des).
3) Imparare a ritirare la coscienza nella testa prima di accingerci al sonno. Esercizio da compiersi sempre prima di addormentarsi. 
4) Annotare e osservare tutti i fenomeni connessi al processo di ritiro, sia durante la meditazione che al momento di addormentarsi. 
In questa esposizione si parla di leggi, ma si tratta di degli impulsi divini che emanano da un Creatore Cosmico che diventano leggi quando producono effetti nella materia dello spazio, dove non incontrano alcuna resistenza. 
I Sette pensatori maggiori dell'universo, i Signori dei Sette Raggi (NdRC: approfondire)
L'importanza di perseverare. L'insuccesso non impedisce mai la riuscita. Le difficoltà sviluppano le forze dell'anima. Il segreto del successo è sempre di mantenersi saldi ed essere impersonali. Il secondo requisito è il distacco. Chi opera in magia bianca deve mantenersi quanto più possibile libero, evitando d'identificarsi con ciò che ha creato o tentato di creare. Il segreto per tutti gli aspiranti è di coltivare l'atteggiamento dello spettatore e dell'osservatore silenzioso. 
E' profondamento vero che i desideri dell'uomo determinano le forme di cita che egli attrae a sé, come un magnete. L'energia va dove vanno i pensieri. 
Qualsiasi impulso a giustificarsi è una tentazione da evitare.
Il senso esoterico è il principale requisito necessario all'aspirante, in questo periodo della storia mondiale. Per coltivarlo è necessaria la meditazione, una meditazione continua, soprattutto all'inizio. Con l'andare del tempo la meditazione quotidiana lascerà lo spazio a un orientamento spirituale costante. Il distacco fra l'uomo e le sue forme sarà così completo che egli vivrà sempre assiso sul seggio dell'osservatore. Da là dirigerà le attività della mente, delle emozioni e delle energie.
Sviluppare una continuità di coscienza universale, capace di trascendere la morte. 
E' la natura dualistica della mente che produce l'illusione, poiché la mente dell'uomo gli presenta le chiavi del regno dei cieli, oppure gli chiude la porta d'ingresso al mondo delle realtà spirituali. E' la mente concretizzante priva di principi la causa di tutti i mali dell'umanità. E' il senso dell'io separato, lo spirito individualistico separativo, che ha portato l'umanità alla condizione presente, eppure anche questo fa parte del grande processo di sviluppo.  
Abbassare il proprio ideale per adattarlo alla propria debolezza è la soluzione cui ricorrono i più.
Cinque sono gli istinti principali individuati dagli psicologi alla base dei comportamenti umani:
- istinto di conservazione dato dalla paura della morte;
- istinto sessuale data dalla paura della solitudine;
- istinto gregario dato dalla ricerca di sicurezza;
- istinto di autoaffermazione dato dalla paura di non ricevere riconoscimenti e porta all'egocentrismo;
- istinto di ricerca, dato dalla paura dell'ignoto.
Queste tendenze, anche se basate sulla paura, hanno dato origine alla civiltà moderna, con tutti i suoi pregi e difetti. 
Le paure, se agissero sul piano dell'anima piuttosto che su quello degli istinti, potrebbero compiere miracoli ancora maggiori rispetto a quelli effettuati nell'evoluzione sino a oggi.

Istinto                                            Corrispondenza                                Metodo
conservazione                                immortalità                                     ricerca spiritualistica
sessuale                                         unione spirituale                             religione
                                                        unificazione                                    misticismo
gregario                                          conoscenza di gruppo                    fratellanza
autoaffermazione                            asserzione del sé                           psicologia
ricerca                                            intuizione                                         educazione

Due sono le paure che assillano l'aspirante:
- paura dell'opinione pubblica;
- paura dell'insuccesso.
Il vero discepolo vede la visione. Cerca allora di mantenersi in stretto contatto con la sua anima, in modo da conservare la stabilità mentre si sforza di fare della visione una realtà; egli intende pervenire a ciò che, dal punto di vista del mondo, sembra impossibile, sapendo che la visione non si materializza per mezzo di espedienti e indebiti adattamenti delle idee suggerite da consiglieri terreni o intellettuali. 
Riflettere su un insuccesso o temere di sbagliare rappresenta comunque una grave perdita di tempo per il discepolo. L'insuccesso non esiste, può esserci solo la perdita di tempo, ma prima o poi il discepolo perseverante riuscirà a fare del buon lavoro. Il senso del tempo produce annebbiamento e disappunto, mentre in realtà il lavoro procede e la lezione appresa "sbagliando" rappresenta una salvaguardia per il futuro.