Il termine gnosticismo è stato assunto per designare una molteplicità di dottrine settarie che sorsero all'interno e intorno al cristianesimo durante i primi secoli della sua travagliata storia. Deriva da gnosis, conoscenza, nel senso di mezzo per raggiungere la salvezza stessa. Una conoscenza con un significato decisamente religioso e soprannaturale piuttosto che di ragione. Conoscenza anzitutto di Dio, di qualcosa quindi di naturalmente inconoscibile. Il non conformismo fu un principio della mentalità gnostica e fu strettamente collegato alla dottrina di uno spirito sovrano come sorgente di conoscenza diretta e di illuminazione.
Per gli gnostici la divinità è assolutamente transmondana, la sua natura è del tutto estranea a quella dell'universo. Il regno divino della luce, in sé perfetto e remoto, si contrappone al cosmo come regno delle tenebre. Il mondo è opera di potenze inferiori. L'universo, il dominio degli Arconti (governanti), è come una vasta prigione la cui cavità più interna è la terra, lo scenario della vita dell'uomo. Intorno e al di sopra di esso le sfere cosmiche sono disposte in orbite concentriche che lo racchiudono. Le sfere sono i seggi degli Arconti, specialmente dei Sette, ossia degli Dei planetari presi a prestito dal pantheon babilonese e spesso chiamati con i nomi che l'Antico Testamento usa per Dio. GLi Arconti governano collettivamente sul mondi, e ciascuno individualmente nella sua sfera è un guardiano della prigione cosmica. Il loro tirannico governo del mondo è chiamato heimarméne, Fato universale colorito di spirito gnostico anticosmico. Una legge che mira all'asservimento dell'uomo. Ciascun Arconte sbarra la strada alle anime che cercano di ascendere dopo la morte, allo scopo di impedirne la fuga dal mondo e il ritorno a Dio. Il fine ultimo dello sforzo gnostico è la liberazione dell'uomo interiore dai legami del mondo e il suo ritorno al regno nativo della luce. Condizione necessaria è che egli conosca il Dio transmondano e se stesso.
Il concetto di Vita Straniera è una delle parole simbolo maggiormente espressive che si incontrano nel linguaggio gnostico. Straniero è ciò che proviene da altro luogo e non appartiene a qui. A coloro che sono di qui appare strano, non familiare e incomprensibile. Lo Straniero soffre perciò del destino dello straniero che è solitario, senza protezione, incompreso e incapace a comprendere, in una situazione piena di pericoli. Angoscia e nostalgia della patria sono parte del suo destino. I gradi di separazione dalla Luce vengono di volta in volta definiti mondi o eoni, ossia luoghi/forze che si frappongono in modo ostile alla scintilla verso il cammino di ritorno. I demoni stessi sono sia regni spaziali che persone.
Quanto vasti sono i confini di questi mondi di tenebre!
Ho viaggiato attraverso mondi e generazioni, dice il redentore.
Il concetto ellenistico di eone rappresenta proprio questa doppia valenza di spaziale e temporale con l'aggiunta della connotazione di terrore cosmico aggiunta dagli gnostici. Ma gli eoni hanno anche caratterizzazione concreta di esseri sia divini che semidivini, che demoniaci.
L'immagine di sonno è probabilmente quella di uso più costante e più ampio. L'anima è assopita nella materia. Gli uomini non sono soltanto addormentati, ma amano il sonno. L'incoscienza di sonno e ubriachezza è una vera infezione portata dal veleno delle tenebre. Il mondo fa ogni sforzo per creare e mantenere tale stato nelle sue vittime e contrastare l'operazione di risveglio: sono infatti in gioco il suo potere e la sua esistenza stessa. L'uomo attirato nel vortice e fatto dimentico del suo vero essere diventa uno dei figli del mondo. Tale è lo scopo confessato dei poteri del mondo nell'offrire il loro vino e nel tenere il loro banchetto. All'ubriachezza di ignoranza si oppone la sobrietà di conoscenza. Il banchetto orgiastico, che ha lo scopo di trascinare l'uomo nel suo turbine ubriacatore ha un altro aspetto: il suo rumore impedisce di udire il richiamo della Vita e rende l'uomo sordo alla voce dell'Uomo Forestiero. Mentre in passato la Vita, ora impigliata nel mondo, vi giunse per via di caduta, di affondamento, gettata, presa prigioniera, questa volta il suo ingresso è di natura diversa: mandato dalla Grande Vita e investito di autorità, l'Uomo Straniero non è caduto, ma si è portato nel mondo. Con il semplice fatto della sua discesa il Messaggero prepara la via per le anime che ascendono, altrimenti il solo risvegliarsi non sarebbe stato comunque sufficiente.
Egli ruppe le loro torri di guardia e fece una breccia nella loro compattezza.
Gli Arconti, minacciati nel loro dominio e nella loro stessa esistenza dalla missione del Messaggero, gli infliggono sofferenza e morte (spesso non reali ma simboliche. Passione di Cristo). Per lo gnosticismo il Salvatore non viene una sola volta nel mondo, ma dall'inizio del tempo egli si aggira in forme differenti attraverso la storia, egli stesso esiliato nel mondo finché la sua missione cosmica non sarà ultimata e ne sarà liberato, così come l'uomo libererà la propria scintilla. La triade fede-conoscenza-speranza è la risposta all'ascolto della chiamata.
Ho mandato una chiamata nel mondo: ogni uomo sia vigilante su se stesso. Chiunque è vigilante su di sé sarà salvato dal fuoco divoratore.
La caratteristica gnostica specifica del processo creativo è di rappresentarlo come progressiva deteriorazione durante la quale l'Epinoia, portatrice delle potenze creatrici separate dalla loro sorgente, perde il controllo sulle sue proprie creazioni e diviene sempre di più vittima delle loro forze che tendono ad affermare se stesse.
Inno della Perla: si trova negli Atti apocrifi dell'apostolo Tommaso. Il termine pneuma è usato nello gnosticismo come equivalente dell'espressione sé spirituale, negli gnostici cristiani anche scintilla o seme di luce.
Gli angeli, o il demiurgo, sono detti creatori e reggitori del mondo, anche quando la loro linea di provenienza non è dal Dio supremo, siamo in presenza di un principio non completamente malvagio, ma piuttosto inferiore o degenerato. Saturnino, discepolo di Simon Mago ci dice che il Padre inconoscibile ha fatto gli angeli, gli arcangeli, le potenze e le dominazioni. Il mondo tuttavia, e quanto esso contiene, è stato fatto da sette angeli particolari, e anche l'uomo è opera degli angeli, uno dei quali è il dio ebraico Yahweh. Il tema dell'orgoglio demiurgico è frequente nella letteratura gnostica, comprese le allusioni all'Antico Testamento.
Con la denominazione di Ofiti (greco antico: ὄφις, "serpente") o Naasseni (ebraico: nâhâsh, "serpente") si individuano tutti i sistemi gnostici, che veneravano il Serpente corruttore di Adamo ed Eva, ritenuto elargitore agli uomini della conoscenza del Bene e del Male preclusa dal Dio del Vecchio Testamento, creatore del mondo, ma, ritenuto dalla gnosi, inferiore al Dio supremo.
L'eletto gnostico disprezza profondamente le potenze inferiori, anche se sono le reggitrici di questo mondo. Ciò non esclude un sentimento di paura, che si trova curiosamente mescolato all'audacia della provocazione. La preoccupazione principale dell'anima è di sfuggire ai terribili arconti, e piuttosto che trovarsi faccia a faccia con loro essa preferisce, se le riesce, di svignarsela inosservata.
Per Marcione giustizia e bontà sono contraddittorie e quindi non possono trovarsi riunite in un medesimo dio. Il dio giusto è quello della Legge, il dio buono è quello del Vangelo. Qui Marcione intende la giustizia della Legge come puramente formale, ristretta, retributiva e vendicativa (occhio per occhio, dente per dente): una tale giustizia, non proprio cattiveria, è proprietà fondamentale del dio-creatore. Perciò il dio che Cristo ha indicato come falso non è il persiano Ahriman, non l'assoluta tenebra, né la materia, ma semplicemente il dio del mondo come presentato dalla Legge e dai Profeti, il dio dell'Antico Testamento. La virtù morale sotto la Legge sarebbe preferibile secondo norme terrene alla licenziosità, ma non ha grande importanza dal punto di vista della salvezza trascendente. Antitesi fra "grazia gratis data" e "giustificazione per mezzo delle opere". (NdRC: collegamento con la Sephirah Geburah del giudizio e dei rischi di eccessi di severità, se non temperata dal pilastro della pietà).
Il Poimandres di Ermete Trismegisto: Dio è extramondano, mentre il Demiurgo ha il suo seggio all'interno del sistema cosmico, sebbene nella sfera più elevata e più esterna, l'ottava (Leviathan?).
Nella loro discesa le anime trascinano con sé il torpore di Saturno, la collera di Marte, la concupiscenza di Venere, l'avidità di guadagno di Mercurio, la bramosia di potere di Giove; le quali cose provocano una confusione nelle anime, di modo che esse non possano più servirsi del loro potere e delle facoltà loro proprie.
Ermete afferma che coloro i quali conoscono Dio non soltanto sono salvi dagli attacchi dei demoni, ma non sono più sotto il potere del fato. Tre idee gnostiche: La Tenebra che si innamora della Luce e si impossessa di una parte di essa; quella della Luce che si innamora della Tenebra e si sprofonda volontariamente in essa; quella di una radiazione, riflesso (un eidolon) o immagine della Luce proiettata giù (o che si rispecchia generando un alter ego di livello inferiore) nella Tenebra e qui trattenuta fermamente da quest’ultima. (Liturgia di Mitra)
E' necessario conoscere i nomi segreti degli Arconti perché questo è un mezzo indispensabile per vincerli. Ma qual'è l'interesse degli Arconti nell'ostacolare l'esodo dell'anima dal mondo?Epifanio risponde così: Essi dicono che l'anima è il nutrimento degli Arconti e delle Potenze senza il quale non possono vivere, perché essa proviene dalla rugiada dall'alto e da loro forza. Quando si è impregnata di conoscenza... essa ascende in cielo e si difende innanzi a ciascun potere e sale al di là di essi fino alla Madre eccelsa e al Padre del Tutto da dove essa è discesa in questo mondo.
Due figure simboliche che rappresentano nel loro fato la caduta divina: l'Uomo Primordiale, maschile e il Pensiero di Dio, femminile, sotto il nome di Sophia. In molte tradizioni è questo secondo aspetto quello fallace del Dio ultramondano, che finisce precipitato in balia degli Arconti. Tre essenze ebbero origine dalle esperienze della Sophia: dalla sua passione, la materia; dalla sua conversione, l'anima; dalla sua ricezione della luce del Salvatore dopo la purificazione, il pneuma.
Il Demiurgo crea sette cieli, che sono angeli nello stesso tempo, al di sopra dei quali risiede. Perciò è chiamato anche Heptade e la Madre, sopra di lui, Ogdoade. In tale posizione egli è il Luogo del Mezzo, avendo al di sopra la Sophia e al di sotto il mondo materiale da lui formato. Sotto altro aspetto, la Madre, è nel mezzo, ossia sopra al Demiurgo, ma sotto il Pleroma, da cui è tenuta fuori "fino alla consumazione". Il Demiurgo, in altre tradizioni, è anche visto come il "principio di Mezzo", inferiore al Padre perfetto ingenerato e superiore all'avversario. Né buono come il primo, né malvagio e ingiusto come il secondo, ma propriamente chiamato "giusto" e arbitro del suo tipo di giustizia, inferiore a quella del Padre. Come il Demiurgo è una creatura della Madre formato dalla sostanza psichica, così il Demonio, chiamato anche "Cosmocrator", è una creatura del Demiurgo, formata dalla sostanza spirituale di malvagità, che a sua volta ha origine nell'angoscia: e qui abbiamo l'insegnamento sconcertante che Satana, con i demoni, essendo lo spirito (pneuma) di malvagità, conosce le cose che sono al di sopra, mentre il Demiurgo, essendo soltanto psichico, non le conosce!
L'imitazione illecita ed errata del divino da parte delle potenze inferiori è un'idea largamente diffusa nello gnosticismo: essa culmina nella creazione dell'uomo naturale. Ciascun Arconte dà il suo contributo all'anima, che perciò è settemplice.
Quello di Mani è l'unico sistema gnostico che divenne una forza storica di ampia portata, e la religione basata su di esso, nonostante il suo tramonto finale, deve essere annoverata tra le maggiori religioni dell'umanità. Egli fuse deliberatamente elementi buddisti, zoroastriani e cristiani considerando se stesso il quarto e ultimo profeta. Il fondamento della sua dottrina è l'infinità dei primi principi; la parte di mezzo riguarda il loro mescolamento e la fine, la separazione della Luce dalle Tenebre. I Manichei persiani chiamavano la Tenebra personificata Ahriman, le fonti arabe Arcidiavolo o Iblis, quelle greche quasi unanimemente Hyle, ossia Materia. Per i Manichei il male è senza possibilità di redenzione, per l'eternità. La lotta tra Luce e Tenebra si concentra sull'uomo che diviene la posta principale e nello stesso tempo il principale campo di battaglia delle due parti contendenti. Questo innalza le gesta e il destino dell'uomo singolo ad un'importanza assoluta nella storia dell'esistenza stessa. La creazione di Eva per i seguaci di Mani aveva uno scopo particolare. Essa è più completamente soggetta ai demoni, divenendo così il loro strumento contro Adamo; ad essa infusero la loro concupiscenza per sedurre Adamo: una seduzione non soltanto di concupiscenza carnale, ma per mezzo di questa un desiderio di riproduzione, l'invenzione più potente della strategia di Satana. Perché non soltanto avrebbe prolungato indefinitamente la cattività della Luce, ma avrebbe anche disperso la Luce per mezzo della moltiplicazione così da rendere infinitamente più difficile l'opera di salvezza, la cui unica via consiste nel risvegliare ogni anima individuale. Dal Shauhpurakan di Mani: "Da eone ed eone gli apostoli di Dio non cessarono di portare quaggiù la Sapienza e le Opere. Così in una data epoca la loro venuta si manifestò nelle regioni dell'India per mezzo dell'apostolo che fu Budda; in altra epoca, nella terra di Persia per mezzo di Zoroastro; in un'altra ancora, nella terra di Occidente, per mezzo di Gesù. Dopo ciò, in quest'ultima epoca, codesta rivelazione discese e lo spirito di profezia per mezzo di me, Mani, l'apostolo del vero Dio, giunse nella terra di Babilonia.
Si conferma la triade dello gnosticismo cristiano formata di pneumatici, psichici e sarkici (ilici, uomini carnali). Di conseguenza ci sono tre vie per le anime dopo la morte: gli eletti vanno al Paradiso della Luce; i Soldati, i guardiani della religione e sostenitori degli eletti, devono ritornare nel mondo e nei suoi terrori così spesso e così a lungo fintantoché la loro luce e il oro spirito siano stati liberati e dopo molto vagabondare raggiungeranno l'assemblea degli eletti; i peccatori cadono in potere del Demonio e finiscono nell'Inferno (En-Nadim).
L'idea greca di Cosmos indica ordine in generale, sia del mondo che di una famiglia, di uno stato o di una vita. Gli gnostici invece introducono il concetto di heimarméne, il fato cosmico oppressivo, separando il Dio esterno dal cosmo materiale. Un'aperta bestemmia agli occhi dell'antichità. Il regno del divino inizia dove finisce quello del cosmo, ossia all'ottava sfera. La visione gnostica non è né pessimistica, né ottimistica, ma escatologica: anche se il mondo è una prigione esiste un'alternativa costituita dal Dio oltremondano.
Gli angeli che hanno creato il mondo stabilirono "giuste azioni" per condurre l'uomo in schiavitù con tali precetti. Simon Mago
Due vie quindi, una che prevede il rifiuto all'obbedienza alla natura per mezzo dell'eccesso, l'altra per mezzo dell'astensione. Sono entrambe vie per vivere all'infuori delle norme del mondo, dell'inganno arcontico.
L'heimarméne è il governo che le potenze cosmiche esercitano su di noi per mezzo di noi stessi e la sua manifestazione è il vizio umano in ogni sua forma, il cui principio comune non è altro che l'abbandono dell'io al mondo. Perciò l'esistenza nel mondo è essenzialmente uno stato di essere posseduto dal mondo, nel senso letterale, ossia demonologico del termine.
Ciascuno ha con sé dalla nascita un demone come buon mistagogo della vita. Menandro
L'uomo è un accampamento di molti spiriti diversi. Basilide
Dove prevale l'ignoranza di Dio, là necessariamente deve abitare il demone malvagio; perché come hai imparato, l'anima è un ricettacolo o degli dei o dei demoni. Porfirio
Ad uno ad uno i 7 poteri demoniaci (planetari o zodiacali) vengono espulsi dal soggetto e sostituiti dai poteri di Dio che discendono in lui mediante la grazia e progressivamente col loro ingresso compongono la persona nuova. L'iniziato, preparato asceticamente, è del tutto ricettivo anziché attivo.
(Approfondire, Samael che si dice significhi il dio cieco)
Per gli gnostici, sebbene siamo gettati nella temporalità, abbiamo un'origine nell'eternità e perciò anche un fine nell'eternità.

