mercoledì 26 settembre 2018

Zohar: Il Libro dello Splendore


il libro dello splendore
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Lo Zohar è il testo classico della Cabbala, per secoli considerato sacro per l'ebraismo e ancor oggi venerato nei circoli mistici al pari della Bibbia e del Talmud. Nel Libro dello Splendore l'antica tradizione esoterica dei Cabalisti, volta a tracciare un itinerario mistico verso la "presenza di Dio" si trova esposta in 21 libri, ognuno dedicato a un argomento specifico.

Gli attributi principali di Dio per i cabbalisti sono 10 e vengono chiamate sephirot. 

cabbala
L'En Soph, la Divinità Nascosta, è nelle sepiroth e, pur non esaurendosi in esse, conferisce loro linfa vitale.

Secondo lo Zohar la caduta nel corpo, provocata dal peccato originale, da una parte ha reso meno agevole il contatto tra l'uomo e Dio, dall'altra ha ridotto il flusso della vita divina nella creazione. L'azione dell'uomo tendente a riparare in qualche modo al danno provocato dal peccato di Adamo e a ristabilire l'armonia nel creato, instaurando un rapporto più frequente e costante con le sephiroth è chiamata dai cabbalisti tiqqun, riparazione appunto. 
Per la cabbala esistono tre anime nell'uomo, chiamate nephesh (principio vitale), ruach (spirtio) e neshamà (anima). Per lo Zohar le ultime due esistono già in potenza nella prima, di cui costituiscono dei gradi di maggiore perfezione. Mentre l'anima naturale nephesh è presente in ogni uomo, le altre due possono essere meritate solo attraverso la meditazione mistica , l0intensa preghiera, la bontà e tutte le altre virtù esaltate dai cabbalisti. La neshamà è infatti una parte di Dio stesso, quella famosa scintilla divina che fu posta nel primo uomo. 
Il flusso dell'En Soph scorre attraverso le sephiroth e le unisce, armonizzandole. Grave colpa è costituita dall'affrontare le sephiroth separatamente, interrompendo così la "corrente" divina. Le sephiroth sono immaginate come l'organismo di Dio. Sono da intendersi come le forme in cui Dio si manifesta, operando nel processo cosmico. 

La Shekhinà, la divina presenza, è l'anello di trasmissione della profezia delle sephiroth all'uomo. 
Nella teoria dello Zohar l'opera della creazione ha in sé non soltanto la previsione divina di quanto sarebbe avvenuto nelle generazioni successive, ma anche la conoscenza delle future trasformazioni che la creazione stessa avrebbe subito nel corso del tempo. (NdRC: nel seme è già presente tutta la storia della pianta che crescerà).

Il mondo superiore è il mondo delle prime tre sephiroth, della corona, della sapienza e dell'intelligenza, dove l'En Soph si trova nascosto agli occhi di tutti. Il secondo mondo è delle ultime sette sephiroth, ed in particolare di quella del regno, chiamata anche giustizia, che costituisce la porta attraverso la quale l'uomo perviene alla conoscenza del mistero divino.
L'uomo buono riesce a conoscere in sogno, risalendo le sephiroth, assai più dell'uomo malvagio, la cui anima non può salire in alto. Ognuno può vedere secondo il grado cui gli è dato di giungere. 
Il male vuole ricevere il potere di dominare il mondo, perchè non può dominare sinché non ne abbia ottenuto il permesso. Il male secondo lo Zohar non può né prodursi né diffondersi con le proprie forze. E' soltanto l'azione morale dell'uomo, quando è contraria al bene, che conferisce forza e vita alla massa inerte del male. Il male, lungi dal proteggere chi lo compie, ne vuole invece la distruzione.
"L'uomo che rivolge la propria preghiera deve fare se stesso povero, affinché la sua preghiera possa entrare nel novero di quelle dei poveri. Infatti i custodi delle porte celesti non lasciano entrare le altre preghiere, come fanno per quelle dei poveri, che entrano senza permesso."
Kawwanà, letteralmente intenzione, ha il significato di meditazione mistica sulle parole delle preghiera, contemporaneamente alla sua recitazione. La preghiera deve attrarre il flusso delle benedizioni dello En Soph, che lo Zohar definisce con vari appellativi: "la radice di tutte le radici", "la profondità del pozzo", "la fonte di tutto". 
Secondo la Kabbala è in potere dei giusti intercedere dinanzi a Dio per i peccati di tutta l'umanità, facendo annullare le severe punizioni già decise. Il giusto è egli stesso in grado di stabilirne di nuovi, validi per tutta la terra, quasi costringendo Dio ad accettarli.

domenica 9 settembre 2018

Il Destino come scelta


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L'uomo è l'immagine fedele dell'universo macrocosmico (Paracelso).
Sul tempio di Delfi era scritto: "Conosci te stesso, per conoscere Dio."
L'uomo è soltanto una cellula di un organismo che chiamiamo pianeta terra. Come tutti i pianeti, anche la terra ha un'intelligenza individuale e possiede non solo un corpo, ma anche una coscienza. In quanto cellula, l'uomo deve adempiere soltanto a un compito, ciò il servizio che gli è stato affidato nell'universo, il suo programma natale.
Campi di percezione e ipnosi. Ad esempio quando vogliamo distrarre un bimbo che si è fatto male mostrandogli qualcosa di interessante. Il piccolo dimentica letteralmente il dolore, perché finisce fuori dal suo campo di percezione, non perché svanisce. L'ipnosi, l'autosuggestione e simili sono solo alcune delle tecniche possibili per aprire la strada a livelli sconosciuti dalla psiche.
Gli Indiani definiscono questo mondo "maya", mondo delle illusioni, gli antichi Egizi parlavano del velo di Iside e Platone con il suo paragone della caverna, cercò di spiegare agli uomini che essi non vedono la realtà, ma solo ombre. La via esoterica vuole far uscire dal sonno collettivo e condurre alla coscienza vigile dell'umanità autentica. L'esoterismo desta coloro che non dormono più così profondamente e sono disposti ad aprire gli occhi.
Bisogna anzitutto liberarsi dalla favola dell'influsso del mondo esterno. 
Ogni persona può percepire solo quegli aspetti della realtà per i quali possiede capacità di risonanza. Quello che si trova al di fuori di questa capacità per la persona che non può percepirlo non esiste affatto. Per questo ognuno crede di conoscere tutta la realtà e che al di fuori di essa non ci sia nulla. 
Tutto quello che nel mondo esterno disturba indica semplicemente che non si è conciliati con se stessi col principio analogo. Ognuno è in grado di modificare e configurare il mondo in base alle proprie idee, senza combattere e senza esercitare la forza. L'uomo deve solo modificare se stesso, ed ecco che tutto il mondo si modifica con lui. Ogni persona vive nel proprio mondo e di questi ce ne sono tanti quanti sono gli uomini. TUtti questi mondi sono solo parziali aspetti del mondo reale, che segue leggi ferree e non si fa influenzare dalle pretese umane di cambiamento. Se l'uomo impara a chiedersi il senso di tutto ciò che gli capita, non solo imparerà a conoscere se stesso e i propri problemi, ma scoprirà anche le possibilità di cambiamento. 

Con il progressivo ampliamento della coscienza dell'umanità ogni teoria scientifica prima o poi viene superata. La verità di oggi è l'errore di domani.

Le 4 colonne portanti dell'esoterismo occidentale sono l'astrologia, la kabbalah, l'alchimia e la magia.

Ovunque nell'universo, sopra e sotto, in cielo e in terra, nel macrocosmo come nel microcosmo, a ogni livello di manifestazione regnano le medesime leggi. L'uomo è l'immagine fedele dell'universo. Come vediamo una piccola parte dello spettro della luce, e udiamo soltanto le frequenze che si trovano entro i limiti di un determinato campo, così riusciamo a percepire solo una parte della realtà. Non esiste il caso, dietro ogni evento c'è una legge, anche se non riusciamo a distinguerla con i nostri sensi.

Pensiero verticale: bisogna capire che un principio primo attraversa verticalmente tutti i piani delle forme di manifestazione. Il numero dei piani orizzontali in cui suddividiamo ciò che ci circonda è illimitato (piante, animali, giocattoli, macchine, cibi ecc...). Non siamo abituati a pensare in termini di catene verticali di concetti (tutti facenti capo a uno dei principi primi), motivo per cui non riusciamo a individuare gli elementi comuni sebbene essi siano presenti (sempre).
Tutto ciò che la natura produce consiste della trinità corpo, anima e spirito. Per lo spirito, sin dai tempi antichi, si scelse il simbolo del cerchio, simbolo di perfezione e di unità. Per l'anima il semicerchio o la coppa che rappresenta la ricettività, la sensibilità. Per il corpo la croce che, come il numero 4 rappresenta la natura della materia. 
Gli antichi considerarono 7 principi originari: Sole, Luna, Mercurio, Marte, Venere, Giove e Saturno. L'Astrologia è e resta la dottrina che studia i principi primi archetipici e non le stelle. I principi primi attraversano, grazie a catene analogiche, tutti i piani delle forme di manifestazione. Il piano di osservazione scelto dall'astrologia è il cielo e attraverso l'analogia ciò che essa trova nel cielo lo può trasferire a qualsiasi altro piano. 
Il tempo non possiede solo una quantità, ma anche una qualità che consente che emergano solo quei fatti che sono adeguati a quel determinato livello di qualità. Anticamente si conosceva la legge "Ogni principio porta in sé la fine". Ciò vuol significare che nel momento dell'inizio di una cosa sono già determinati il suo intero decorso e la sua fine. Anticamente faceva parte dei compiti dei sacerdoti indagare la qualità del tempo.
L'istanza che si occupa di far sì che l'uomo non smetta mai di imparare e lo confronta quindi sempre con nuovi problemi è chiamata dall'uomo destino. A ogni uomo nel momento della nascita si affianca un programma di vita, determinato con certezza. Ognuno deve portare a termine il proprio programma, il come viene determinato dalla legge di polarità che ci consente la scelta della via da intraprendere per assolvere agli obblighi del programma. Due sono le vie:
- L'apprendimento consapevole, che presuppone un uomo sempre disponibile ad affrontare le richieste del destino ed i problemi sul cammino;
- L'apprendimento inconsapevole. Avviene automaticamente ogni volta che l'uomo trascura di risolvere consapevolmente un problema. E' legato al dolore.
Quando l'uomo fugge, è il destino a incanalarlo verso il processo di apprendimento che da solo non ha voluto recepire. 
Al destino interessa solo il risultato finale, non il cammino seguito. Il risultato finale è l'apprendimento consapevole, non quante pene l'uomo procuri a se stesso con il suo continuo rifiuto a imparare. 
"Chi non impara, soffre."
L'uomo non si incarna in questo mondo per godersi pigramente il calore del sole, ma per evolversi e servire il mondo secondo le proprie capacità. Chi fa questo consapevolmente troverà la felicità. 
L'uomo cerca qualcosa che chiama felicità, senza avere un'idea precisa di cosa sia in realtà, finendo spesso con l'identificarla in qualcosa di materiale e comunque attinente al mondo esterno. La felicità è uno stato di coscienza, una condizione dell'anima. (NdRC: invece la felicità va ritrovata dentro se stessi. Vedi i quattro accordi di Don Miguel Ruiz, 4 Fai sempre del tuo meglio. Giorno per giorno, in base alla qualità dell'energia di quel giorno. Provare per credere!)
Le Norne all'opera

Nella vita dell'uomo non esiste il caso.
Compito di ogni malattia è far conoscere all'uomo un determinato principio che l'uomo non accettava spontaneamente. E' quini possibile rendere superflua una malattia in quanto le possibilità di realizzazione del medesimo principio vengono trasferite su altri piani, alternandoli in senso verticale.

Per raggiungere l'assoluta libertà bisogna seguire le seguenti regole auree:
- conosci te stesso (il microcosmo);
- conosci le leggi di questo universo (il macrocosmo);
- riconosci che le leggi sono buone (in armonia);
- sottoponiti volontariamente e completamente alle leggi che hai riconosciuto buone.

La malattia è il modo più frequente con cui si realizza il destino. Prima dell'intervento di Ippocrate curare spettava alla classe sacerdotale e quindi alla religione. La malattia rappresenta un apprendimento passivo volto a rendere familiare alla persona una realtà non ancora accettata. Guarire significa cogliere l'informazione contenuta nella malattia. Questo presuppone che uno si ponga il problema del significato della malattia (NdRC: non della causa e dei sintomi, che gettano le basi in tempi passati e i passaggi intercorsi non possono essere profittevolmente ricostruiti.)
Essere ammalati significa che l'uomo è uscito da un ordine, che non vive più in armonia con la legge. Questo stato patologico viene segnalato dai sintomi, che fungono da segnali e che se ben interpretati possono indicarci la via per capire la malattia e per guarire. La guarigione quindi è legata ad un processo di presa di coscienza che concilia l'ammalato col principio primo (archetipo/divinità) di cui si è ammalato. 

Il tentativo di evitare il dolore, comunque e dovunque si manifesti, mostra sempre che chi ne è l'autore è tutto fuorché un iniziato. Herbert Fritsche
Anche i numeri possiedono una propria qualità capace di identificarli per quello che realmente sono: i modelli e i simboli della creazione. I numeri, al pari delle lingue, non sono cose pensate o create dall'uomo, ma qualcosa di scoperto dall'uomo. I numeri sono qualità primarie, realtà di ordine superiore. Tutti i numeri sono soltanto diverse rappresentazioni delle prime 9 cifre. Esistono solo 9 cifre primarie. 
L'addizione Teosofica consiste nel sommare aritmeticamente tutte le cifre di un numero dall'1 fino al numero stesso compreso. Diviene così evidente che tutti i numeri sono leggibili a triadi perchè il numero 4 rappresenta l'1 ad un livello superiore (NdRC: e chiude il cerchio visto che 4=1 dato che  1+2+3+4= 10 = 1+0 = 1 e via dicendo). Tutti i numeri possono essere ricondotti ai primi quattro, i quali rappresentano le seguenti idee prime:
- 1 è l'unità originaria, il principio attivo, creatore, maschile (FUOCO);
- 2 è il principio femminile, ricettivo, passivo, capace di accogliere l'impulso dell'1 (ACQUA);
- 3 è il risultato del rapporto dell'unità con l'opposizione duale, è neutrale (ARIA);
- 4 in sé non è niente di nuovo, è bipolare, perchè da un lato è il risultato passivo della prima triade e dall'altro è l'inizio attivo della nuova su un nuovo piano (TERRA).
La creazione procede, a tutti i livelli, per triadi (Padre, Figlio e Spirito Santo; Brahma, Shiva e Vishnu; Iside, Osiride e Horus). Ogni ulteriore differenziazione è sempre e soltanto una ripetizione della trinità su un piano diverso.   
In esoterismo si parla di un piano mentale, uno astrale e di quello materiale. Nell'uomo questi corrispondono al corpo mentale (spirito), astrale (anima) e fisico (corpo).
Non si sfugge all'oscurità evitando di guardarla, ma trasformandola in luce: altrimenti continueremo a portarcela dietro. 

Soltanto chi è divenuto sapiente attraverso l'amore si libera dalla croce della causa e dell'effetto alla quale l'ignoranza l'aveva inchiodato. Solo l'amore pone una fine alla catena delle rinascite.
Hans Sterneder

Vita e morte sono anch'esse un ritmo come inspirazione ed espirazione, veglia e sonno ecc... è solo la dimensione maggiore, il diverso livello, che rende difficile all'uomo di rendersene conto. Solo la reincarnazione è in armonia con tutte le leggi dell'universo. Aldiquà e aldià non sono spazialmente diversi, ma sono paragonabili a livelli diversi di percezione o di coscienza. Vivere significa imparare, indipendentemente dal fatto che il singolo l'accetti oppure no. 

Il destino si incarica con giustizia assoluta di far sì che ognuno impari proprio quello che meno vuole accettare e a cui oppone la massima resistenza. La legge del karma esige dall'uomo l'assunzione della piena responsabilità del proprio destino.
Ogni nuovo giorno nasce come una tavola bianca, vergine, sulla quale possiamo costruire e configurarlo come meglio ci pare. Eppure ogni nuovo giorno è figlio di quanto abbiamo fatto nei giorni precedenti che ne influenzano il corso (NdRC: il concetto è il medesimo di quando si scrive un romanzo. Ogni capitolo è nuovo ma al contempo figlio di quanto scritto in precedenza. Ogni nuovo capitolo, le scelte possibili si restringono, anche se in potenza abbiamo ogni possibilità). Medesima prospettiva si può applicare al ciclo delle vite.  
TUtto quello che abbiamo imparato nella catena delle nostre incarnazioni si rispecchia nella maturità e nel livello di coscienza con cui la persona nasce. L'anima porta con sé un determinato livello di evoluzione, e questo non ha niente a che fare né con l'ereditarietà (DNA), né con l'influsso dell'ambiente. La differenza fra i singoli individui è il risultato delle esperienze fatte nelle precedenti incarnazioni. 

La cosiddetta cronaca Akasha (mente collettiva?) è paragonabile a una banca dati nella quale è immagazzinata, indipendentemente dal tempo, la somma di tutti gli eventi del presente, del passato e del futuro. 
La paura è mancanza di conoscenza.
Dobbiamo imparare a leggere le lettere della realtà, per poter riconoscere che tutto ciò che è visibile è solo un simbolo, una cifra che sta al posto di idee superiori. L'evoluzuine ha bisogno di tranquillità, il che non è equivalente di inattività. La tranquillità deriva dalla fiducia che tutto quello che accadrà, accadrà al momento giusto. Il valore della maggior parte degli esercizi consiste più nel fatto che si fa regolarmente qualcosa di definito che nell'esercizio stesso. Un rito è l'imitazione microcosmica consapevole di una realtà macrocosmica. Chi eleva la vita quotidiana a rituale, non corre il rischio che l'esoterismo divenga per lui una fuga dal mondo. L'esoterismo non deve allontanare da questo mondo terreno, ma vuole aiutare a illuminare l'esistenza di tutti i giorni e a redimerla.