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Iside
io sono, la Dea, Signora delle parole di potenza… Le parole il cui
suono e magia.
I
riti altro non sono che l'attivazione di simboli aventi un potere
naturale su un mondo superiore che potenzialmente e in germe contiene
lo svolgersi del mondo fisico… la parola simbolo è intesa nel
senso di nucleo, quintessenza; quindi, celebrando una cerimonia
simbolica, attiriamo le cause seconde nell'orbita della nostra
volontà, liberiamo il dinamismo che determina il fenomeno, Spingiamo
la mano al di fuori del piano fisico, pizzicando le corde di uno
strumento di cui la materia ascolta le armonie e ne resta
perpetuamente segnata. Ma per essere compiuto in modo efficace,
qualsiasi rito esige uno stato d'animo particolare e una speciale
preparazione del corpo, un'ambientazione opportunamente predisposta
dal punto di vista fisico, intellettuale e animico. senza di ciò
sarebbe ingenuo illudersi di poter manovrare le chiavi fenomeniche.
Il
Libro dei Morti rivela con l'anima del defunto debba servirsi di
parole di Potenza e parole di Passo durante tutto il suo tragitto
nell'altro mondo. Non basta pronunciarle a voce, occorre farle
risuonare nella propria interiorità profonda, in modo da sommuovere
le energie dormienti nell'inconscio. È questa la funzione essenziale
del simbolo.
L’impiego
delle figurine dette ushabiti, ovvero doppi del defunto. La tecnica
della creazione di homunculi mediante l’insufflazione del pneuma e
l’inserimento di una parola magica scritta sulla bambola d’argilla
è presente anche nella Kabbalah ebraica.
La
cabala ebraica ha due componenti: una è precisamente la magia egizia
Antica a base di parole di Potenza e l'altra è il neopitagorismo
alessandrino, nel quale la mistica del numero ha un ruolo
preponderante. Nello Zohar si descrive come tra Dio è il mondo si
trovi la decade delle Idee-Madri o Sephirot, che formano il
macrocosmo, o mondo delle emanazioni, aspetto intellettuale del mondo
materiale.
Incanto
è Incantesimo. Il primo indica l'azione, il secondo l'effetto che
ne deriva.
Platone:
Chi è preso da passione è, in effetti, più divino di chi egli
elegge a oggetto della passione, perché chi è preso da passione è
ispirato dal Dio.
Abbiamo
sempre tre elementi le cui proporzioni relative ci sono sconosciute
La suggestione e autosuggestione dovute alla fede dell'operatore, e
eventualmente del soggetto su cui si opera; l'azione incantatrice
naturale dovuta ai rituali e ai simboli; e infine, ed è qui il vero
punto interrogativo, la forza diretta, intrinseca, realmente
concentrata nei simboli.
Pitagora
nacque a Samo tra i 592 e il 572 a.C., vale a dire in quel VI
secolo che vide Buddha, Zoroastro, Confucio e Lao Tze costituire
insieme al maestro di Samo una pentade di superuomini, di semidei o
daimones.
Pitagora:
le anime sono sottomesse a reincarnazioni successive fino alla
liberazione di quelle che ne sono divenute degne nel corso di questa
palingenesi (successione i cicli di vita): divengono allora demoni,
geni che non tornano più su questa terra, ma si ritrovano nei
giardini stellati dei beati, al di là della Via Lattea.
Anche
in Platone troviamo il concetto di Panpsiche, anima del mondo.
La
magia gotica è una miscela di magia alessandrina, di Antica
stregoneria, di Kabbalah e di residui di magia pitagorica.
Il
pitagorismo era una religione di fraternità, ma non di uguaglianza,
il principio delle religioni iniziatiche non può francamente
accordarsi con la democrazia. Il cristianesimo e il buddismo sono
invece essenzialmente democratici. La chiesa cristiana, per gli
spiriti normali, per la grande maggioranza, ha un serbatoio di amore
e di dolcezza, di riti catartici sufficienti, adatti precisamente
alle necessità dell'umanità media. Le sue contraddizioni, le sue
umane puerilità non le impediscono di essere forse la voce
autentica, pur se flebile e deformata, del grande amore, eco della
voce divina, come la scienza umana è la proiezione attraverso la
nostra intelligenza terrestre di una realtà contemporaneamente più
semplice e più inaccessibile. Sempre la caverna di Platone.

