venerdì 19 ottobre 2018

Il Numero d'Oro - Matila C. Ghyka

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Iside io sono, la Dea, Signora delle parole di potenza… Le parole il cui suono e magia.

I riti altro non sono che l'attivazione di simboli aventi un potere naturale su un mondo superiore che potenzialmente e in germe contiene lo svolgersi del mondo fisico… la parola simbolo è intesa nel senso di nucleo, quintessenza; quindi, celebrando una cerimonia simbolica, attiriamo le cause seconde nell'orbita della nostra volontà, liberiamo il dinamismo che determina il fenomeno, Spingiamo la mano al di fuori del piano fisico, pizzicando le corde di uno strumento di cui la materia ascolta le armonie e ne resta perpetuamente segnata. Ma per essere compiuto in modo efficace, qualsiasi rito esige uno stato d'animo particolare e una speciale preparazione del corpo, un'ambientazione opportunamente predisposta dal punto di vista fisico, intellettuale e animico. senza di ciò sarebbe ingenuo illudersi di poter manovrare le chiavi fenomeniche.

Il Libro dei Morti rivela con l'anima del defunto debba servirsi di parole di Potenza e parole di Passo durante tutto il suo tragitto nell'altro mondo. Non basta pronunciarle a voce, occorre farle risuonare nella propria interiorità profonda, in modo da sommuovere le energie dormienti nell'inconscio. È questa la funzione essenziale del simbolo.

L’impiego delle figurine dette ushabiti, ovvero doppi del defunto. La tecnica della creazione di homunculi mediante l’insufflazione del pneuma e l’inserimento di una parola magica scritta sulla bambola d’argilla è presente anche nella Kabbalah ebraica.
La cabala ebraica ha due componenti: una è precisamente la magia egizia Antica a base di parole di Potenza e l'altra è il neopitagorismo alessandrino, nel quale la mistica del numero ha un ruolo preponderante. Nello Zohar si descrive come tra Dio è il mondo si trovi la decade delle Idee-Madri o Sephirot, che formano il macrocosmo, o mondo delle emanazioni, aspetto intellettuale del mondo materiale.

Incanto è Incantesimo. Il primo indica l'azione, il secondo l'effetto che ne deriva.
Platone: Chi è preso da passione è, in effetti, più divino di chi egli elegge a oggetto della passione, perché chi è preso da passione è ispirato dal Dio.
Abbiamo sempre tre elementi le cui proporzioni relative ci sono sconosciute La suggestione e autosuggestione dovute alla fede dell'operatore, e eventualmente del soggetto su cui si opera; l'azione incantatrice naturale dovuta ai rituali e ai simboli; e infine, ed è qui il vero punto interrogativo, la forza diretta, intrinseca, realmente concentrata nei simboli.

Pitagora nacque a Samo tra i 592 e il 572 a.C., vale a dire in quel VI secolo che vide Buddha, Zoroastro, Confucio e Lao Tze costituire insieme al maestro di Samo una pentade di superuomini, di semidei o daimones.
Pitagora: le anime sono sottomesse a reincarnazioni successive fino alla liberazione di quelle che ne sono divenute degne nel corso di questa palingenesi (successione i cicli di vita): divengono allora demoni, geni che non tornano più su questa terra, ma si ritrovano nei giardini stellati dei beati, al di là della Via Lattea.
Anche in Platone troviamo il concetto di Panpsiche, anima del mondo.
La magia gotica è una miscela di magia alessandrina, di Antica stregoneria, di Kabbalah e di residui di magia pitagorica.

Il pitagorismo era una religione di fraternità, ma non di uguaglianza, il principio delle religioni iniziatiche non può francamente accordarsi con la democrazia. Il cristianesimo e il buddismo sono invece essenzialmente democratici. La chiesa cristiana, per gli spiriti normali, per la grande maggioranza, ha un serbatoio di amore e di dolcezza, di riti catartici sufficienti, adatti precisamente alle necessità dell'umanità media. Le sue contraddizioni, le sue umane puerilità non le impediscono di essere forse la voce autentica, pur se flebile e deformata, del grande amore, eco della voce divina, come la scienza umana è la proiezione attraverso la nostra intelligenza terrestre di una realtà contemporaneamente più semplice e più inaccessibile. Sempre la caverna di Platone.  



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