La malattia non è un puro accidente, un disturbo casuale senza perchè, ma esprime in ultima analisi gli aspetti repressi, temuti e accantonati, ossia l'ombra della propria vita.
L'errore della medicina moderna è quello di non considerare più l'uomo come un tutto, un'unità inseparabile di corpo e anima, ma un insieme di tanti settori indipendenti da "riparare" quando si guastano. La malattia va considerata in senso metafisico. Le malattie sono un espressione della coscienza che vuole far notare una sua necessità, un suo bisogno, e lo rivela sul corpo, che diviene così il suo livello di espressione attraverso i sintomi. Per guarire bisogna quindi trasformare la coscienza, integrare ciò che manca, illuminare l'ombra.
Chi si pone come meta l'illuminazione non ha tempo per la scienza: ha bisogno del sapere.
Medicina olistica, una medicina che tiene conto dell'uomo come unità di corpo e anima.
Il sintomo corrisponde alla spia della nostra automobile. Sarebbe sciocco prendersela col sintomo, e folle sarebbe voler limitarsi ad eliminarlo. Il sintomo non deve essere represso ma reso superfluo, osservando oltre esso, in profondità per comprendere quello che il sintomo vuole indicare.
L'emisfero sinistro del cervello umano potrebbe essere definito come verbale, perchè è responsabile della logica e della struttura della lingua, della lettura e della scrittura. Suddivide analiticamente e razionalmente tutti gli stimoli di questo mondo. Nella metà desta invece troviamo forme espressive arcaiche che più che una sintassi formano suoni e associazioni.
Ogni forma di guarigione o iniziazione porta dalla polarità all'unità.
L'esoterismo non insegna a fuggire dal mondo, ma a superarlo. A superare la polarità che lo contraddistingue, a superare l'Ego.
Tutte le tensioni dell'uomo servono a imparare a vedere meglio i rapporti, imparare a diventare più consapevoli, non a modificare le cose. Non c'è infatti niente da modificare e migliorare all'infuori della propria ottica soggettiva.
L'intera creazione esiste in te, e tutto quello che è in te esiste anche nella creazione. In un'unica goccia d'acqua si cela il segreto dell'oceano infinito. Kahlil Gibran
Dalla dualità polarizzante nasce il nostro lato ombra. Il rifiuto della metà di tutte le possibilità non fa che queste spariscano, ma le bandisce semplicemente dall'identificazione dell'Io o dalla coscienza superiore. Il polo rifiutato continua a vivere ininterrottamente nell'ombra della nostra coscienza.
Il concetto di ombra coniato da Jung implica che questa sia formata dalla somma di tutte le realtà rifiutate che divengono inconsce. L'ombra è il pericolo maggiore per l'uomo, perchè essa è in lui senza che lui lo sappia.
La legge di risonanza afferma che noi possiamo venire in contatto soltanto con ciò che suscita in noi una risonanza.
L'ombra rende malati - l'incontro con l'ombra rende sani!
I sintomi co costringono a realizzare quei principi che non volevamo vivere. Dal sintomo possiamo imparare a conoscerci, possiamo vedere quei lati della nostra anima che si trovano nell'ombra.
TUtti gli inganni di questo mondo sono nulla se paragonati con quelli che l'uomo nel corso della vita fa a se stesso.
Il polo non vissuto si realizza sempre, esso sorprende le anime nobili proprio quando non se lo aspettano.
L'amore è la chiave per unire gli opposti perchè trasforma il Tu in Io e l'Io in Tu.
La distruzione delle illusioni non è mai facile e gradevole, però dona sempre una libertà nuova.
Come la causalità rende evidenti rapporti orizzontali, così l'analogia segue verticalmente principi originari attraverso tutti i piani delle loro manifestazioni.
La fede nel concetto causale impedisce di vedere che le cause che si sono trovate sono soltanto il risultato della propria aspettativa.
Per riconoscere i contenuti importa soltanto che qualcosa esista e come esista, e non perchè esista. Il pensiero analogico esige la capacità di astrazione, pechè bisogna riconoscere concretamente il principio che viene espresso e trasferirlo su un altro piano.
Ogni sintomo rappresenta una provocazione e una possibilità di vedere e capire il problema di base. Se questo non avviene perchè ad esempio si continua a considerare il sintomo un fastidio casuale di natura funzionale, le provocazioni non solo continueranno, ma aumenteranno di intensità. Ciò viene definito dai livelli di escalation. Ogni livello rappresenta un aumento di intensità con cui il destino sollecita l'uomo a mettere in discussione la sua ottica abituale e a integrare consapevolmente qualcosa che fino a quel momento era stato represso.
La provocazione della morte è sempre quella di liberarsi. Liberarsi dall'illusione del tempo e dall'illusione dell'Io.
L'uomo viene al mondo con un corpo nuovo ma con una coscienza antica. Il livello di cosceinza che porta con se è espressione di quanto ha appreso sino a quel momento. L'uomo porta con se quindi anche i suoi problemi specifici e utilizza poi il mondo circostante per realizzarli ed elaborarli.
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