venerdì 24 aprile 2020

Magia Pratica di Jorg Sabellicus


Lungi dall'essere una barbarica forma di proto-scienza, la magia, o meglio, la "concezione magica del mondo", consente di porsi innanzi al reale su di un piano completamente differente da quello offerto dal pensiero strettamente "scientifico". Si tratta di un processo di auto-trasformazione.
Come afferma Paracelso, il potere di una fervida fantasia è la componente principale di ogni operazione magica.
Occorre anzitutto sottoporsi a una discesa agli inferi, una catabasi, in cui si dissolvono gli automatismi mentali, che ci costringono a ragionare secondo gli schemi dell'empirismo, e ci riporti a contatto con le verità iniziatiche del Mito.
Parallelismo fra Universo-Dio e uomo che ne riproduce, ridotte agli infinitesimi, tutte le caratteristiche.  
Tre sono le facoltà che un mago deve possedere in massimo grado per riuscire nella sua opera: un'incrollabile volontà, una duttile fantasia, ed un forte potere di concentrazione.
Il mago, tentando di dominare le forze occulte (nascoste), fa appello alle leggi dell'Universo. Queste non corrispondono a quelle della fisica, ma hanno un significato più profondo e condizionante. I legami fra Macrocosmo e Microcosmo gli consentono, operando sul particolare, di pervenire ad effetti universali. 
"Magia imitativa": se si agisce in un determinato modo si inducono le forze magiche ad agire nel medesimo modo.
"Legame magico": fra una cosa e la sua rappresentazione non esiste alcuna differenza. La bambola con le fattezze del nemico e battezzata con il suo nome, è il nemico.
Per indurre le forze occulte ad agire in un dato modo, il mago deve operare rispettando certe regole fisse che stabiliscono i tempi, le modalità, le successioni dei suoi atti.
La Clavicula Salomonis è probabilmente il più celebre e allo stesso tempo il più temuto fra i testi di Magia Rituale. 

Per qualsiasi operazione magica bisogna prestare grande attenzione alla data e all'ora in cui la si andrà ad eseguire. Bisogna capire l'obbiettivo e stabilire quale Pianeta governa quel tipo di operazione.  

Nessuna operazione concernente contatti con gli spiriti deve essere effettuata senza tracciare e consacrare un Circolo Magico di Protezione. Si tratta di un confine che gli Dei non possono oltrepassare, che non può essere spezzato, che né Dio né uomo può ignorare.

La prima condizione per procedere è che il mago decida ciò che vuole ottenere, e quale spirito evocare per raggiungere il suo scopo. Fatto questo, egli concentrerà tutta la propria attenzione verso il "fine cui tende". Fatto questo dovrà fabbricare  e consacrare i Pentacoli e il Circolo.
I pentacoli non sono dei talismani. I talismani aiutano la polarizzazione delle Forze Magiche, mentre i pentacoli contengono delle Forze polarizzate. I primi sono degli intermediari, i secondi dei generatori secondari. 
 La Chiave afferma esplicitamente che chiunque voglia praticare della magia deve conoscere l'arte di fabbricare i pentacoli. 
I pentacoli andranno cuciti sul petto della veste cerimoniale.
I pentacoli incutono terrore ai demoni e costringono gli spiriti dei pianeti che rappresentano ad obbedire in ogni modo all'officiante. Gli scrittori dell'occultismo mettono in guardia gli aspiranti maghi circa i tremendi pericoli che derivano dall'evocazione di spiriti. Questi possono rispondere con falsi nomi, ingannando l'operatore; possono intervenire in forma invisibile, manifestandosi solo per punire la prima imprudenza di chi li ha evocati; possono riuscire, visto che tentano con ogni mezzo, ad attirare il mago fuori dal Circolo Protettivo. 
In questo caso le conseguenze sono generalmente mortali. Prima di lasciare il Circolo infatti l'operatore deve congedare gli spiriti con la formula "Congedo dello Spirito".

I pentacoli sono preferibilmente di metalli, ma possono anche essere tracciati su pergamena vergine. In questo caso occorre osservare le corrispondenze fra i pianeti e i colori. 

Saturno - nero;
Giove- blu/celeste;
Marte- rosso;
Sole - oro/giallo;
Mercurio - tutti i colori/porpora;
Luna - argento/bianco-grigio.




Ogni pianeta possiede i propri pentacoli e i propri ambiti d'azione.
Per predisporre i diversi pentacoli vedi la loro raffigurazione da pag 53 di Magia Pratica. 






Il mondo, afferma la Clavicula, è pieno di spiriti d'ogni genere. Con essi si può interagire attraverso gli incantesimi. Questi sono "flessibili". E' un principio della Magia: molte sono le formule e i procedimenti diretti verso determinati fini, chiaramente derivanti da diverse ispirazioni/tradizioni. Ciò si spiega col fatto che, secondo il pensiero magico, è l'intensità della forza, piuttosto che il suo carattere, a determinare l'effetto. 


Il Lemegeton o Piccola Chiave
Noto fra i maghi come Libro degli Spiriti, il Grimorio intitolato Lemegeton è stato la fonte di numerosi e autorevoli Libri Neri dei secoli XVII e XVIII. Attribuito a Re Salomone e chiamato la sua Piccola Chiave. Chi volesse usarlo per evocare gli spiriti deve copiarne le formule evocatrici di propria mano su pergamena vergine. 
I demoni del libro sono 72. Di questi 18 sono Re: fra di essi sono riconoscibili divinità babilonesi e semitiche come Baal, Asmodeus e Belial. Astaroth, il dio semitico dell'amore e della guerra, è compreso fra i Duchi, i quali sono in numero di 26. Vi sono ancora 15 Marchesi, 12 Presidenti e 5 Conti. 
Al di fuori del Circolo, a circa un metro di distanza, va disegnato con gesso o carbone consacrati un triangolo ornato da Nomi Magici: è lo spiritus locus, nel quale si manifesterà il demone evocato. Le Figure Magiche che servono per proteggersi dagli Spiriti e comandarli sono due: il Pentagramma e il sigillo di Salomone. Seguono diverse formule a partire da pag 92:
- Prima Formula Evocativa;
- Seconda Formula Evocativa per gli Spiriti Riluttanti;

- Terza Formula Evocativa per gli Spiriti Riluttanti;
- Comando al Re dello Spirito Riluttante;
- Maledizione delle Catene;
- Invocazione allo Spirito Ribelle, detta anche Il Rogo;
- Seconda invocazione allo Spirito Ribelle, detta L'Abisso;
Affinchè l'officiante non soffra grave danno, va sempre utilizzata a fine seduta la formula del Congedo. 
L'intera gerarchia obbedisce ai 4 Re dei Punti Cardinali: 
- Ziminar, Re del Nord;
- Gaap, Re del Sud;
- Corson, Re dell'Ovest;
- Amayon, Re dell'Est.
Questi sono i Re da invocare per chiamare gli Spiriti Riluttanti. 

Sono detti spiriti familiari le creature ultraterrene di ordine inferiore che assistono il mago nel suo lavoro o nelle questioni domestiche. La loro esistenza è una delle più antiche tradizioni magiche. I Greci li chiamavano Paredrii, i Romani Familiares. Es ne sono i due cani neri che seguivano Cornelio Agrippa ovunque andasse. 
Il significato del mormorio delle onde come fonte di divinazione.  

L'Almadel è un processo di Magia Rituale grazie al quale uno Spirito Angelico, dominante un punto cardinale, può essere evocato o messo a disposizione dell'operatore. Si tratta di Magia Bianca perchè l'operatore è avvertito in anticipo che le sue esperienze non possono avere fini illeciti. La Prima Altitudine è chiamata Chora Orientis. Le cerimonie per questa Chora devono essere fatte nel giorno e nell'ora del Sole. Sappi che vi sono 30 Principi, oltre quelli delle quattro Altitudini: essi si dividono i compiti fra loro, ciascuno regnando 30 giorni ogni anni. 
L'anno astrologico inizia il 22 Marzo, con l'ingresso del Sole in Ariete. 
Il Testamento di Salomone costituisce un interessante legame tra i sistemi magici ebraici e quelli babilonesi ed etiopi. Contiene materiale demonografico di straordinario interesse. 
Nel progettare la distruzione del mondo, Beelzeboul causa inoltre assassinii, insidie, guerre e crimini contro natura. 
Un demone può essere vinto scrivendo un certo numero sulla sua fronte. 
Da menzionare sono i Decani dei Pianeti, ciascuno con il proprio dominio astrologico. 

L'Universo e l'Uomo, il Macrocosmo e il Microcosmo, sono uniti, secondo il credo dell'Alta Magia, da legami sottili e invisibili, ma fortemente condizionanti. Nulla avviene sulla terra che non abbia i suoi riflessi in una realtà più vasta, come è vero il contrario: nulla accade in cielo che non manifesti i suoi effetti sulla vita, l'ambiente e il comportamento degli uomini. 
Ogni giorno della settimana è dominato da un pianeta particolare. 
Anche le ore della giornata sono sotto il dominio degli astri. Per iniziare un rito se ne dovrà tenere conto. Per il Mago il giorno inizia al levar del sole, e la notte al suo tramonto. Le ore magiche non coincidono con quelle dell'orologio. 
Per determinarle si divide il tempo che trascorre fra alba e tramonto in 12 intervalli uguali. Ciascuno di essi è un'ora del giorno. Analogamente si fa per la notte. 
Ad ogni pianeta è associato uno spirito:
- Angelo del Sole: Michael;
- Angelo di Venere: Anael;
- Angelo di Mercurio: Raphael;
- Angelo della Luna: Gabriel;
- Angelo di Saturno: Cassiel;
- Angelo di Giove: Sachiel;
- Angelo di Marte: Samael;
Ogni spirito ha poteri particolari elencati a pag 156.
L'Arbatel del 1575 elenca altre 7 Intelligenze Celesti, dette Spiriti Olimpici. L'Arbatel ci informa inoltre che l'Universo si divide in 196 Province Olimpiche, che cadono sotto il dominio di sette Entità, ciascuna dotata di particolari poteri e caratteristiche:



- Aratron, spirito di Saturno;
- Bethor, spirito di Giove;
- Phaleg, spirito di Marte;
- Och, spirito del Sole;
- Hagith, spirito di Venere;
- Ophiel, spirito di Mercurio;
- Phul, spirito della Luna.

Il mago deve sempre tentare di porre la sua opera al centro di una serie di forze congruenti, di cui sfrutta la convergenza al fine di aumentare il proprio potere e la riuscita dell'incantamento. Ad esempio le caratteristiche dei pianeti con metalli e colori appropriati.
Non si deve credere che questi elementi siano definiti rigidamente e una volta per sempre. Ogni cosa che riguarda la Magia è fluida, intercambiabile, sostituibile.
Si dice infatti che quanto più difficile sia da ottenere un elemento/ingrediente, tanto maggiore è la sua efficacia; infatti il mago per procurarselo dovrà essere animato dalla più forte determinazione di raggiungere il proprio scopo, e un'incrollabile volontà è la componente principale di ogni operazione magica.
Per quanto concerne gli strumenti magici, il primo requisito è che siano nuovi. Il mago deve fabbricarli o almeno acquistarli personalmente, in giorni e ore dominati dal pianeta sotto i cui auspici cade la cerimonia nella quale verranno impiegati. 
Bisogna ricordare che la costanza nei tentativi spesso aumenta la propria autorità e proprio potere e terrorizza gli spiriti, invitandoli all'obbedienza. 


lunedì 13 aprile 2020

Il pensiero laterale di Edward de Bono


Il pensiero verticale indica il metodo logico tradizionale, mentre quello laterale è una forma diversa e più creativa di utilizzare l'intelletto. Questo metodo incoraggia a considerare un problema da diversi punti di vista e a rendersi conto della molteplicità delle vie che possono portare alla soluzione giusta. 
il p.l. non si propone solo la soluzione di problemi singoli, ma si preoccupa anche di trovare nuove interpretazioni della realtà e si interessa di nuove idee di ogni genere. Invece di procedere un gradino alla volta nel senso verticale cui siamo abituati, nel p.l. si prende in considerazione, all'improvviso, un elemento nuovo del tutto arbitrario. Si cammina poi a ritroso cercando di costruire un collegamento logico tra questo nuovo elemento e il punto di partenza. Se si scorge una possibilità, essa dev'essere collaudata secondo i criteri della logica più scrupolosa. Se l'allacciamento risulta solido allora ci veniamo a trovare in una posizione favorevole, irraggiungibile con il consueto procedimento verticale.
La mente umana, per il modo in cui è organizzata, ha come sistema ottimale la funzione di interpretare le varie situazioni secondo il criterio delle probabilità. Se ciò non fosse la vita di ogni giorno diverrebbe impossibile, perché bisognerebbe analizzare profondamente ogni azione o impressione, non potendo dare nulla per scontato. Dopo aver preso in considerazione una data situazione di fatto il pensiero ha il compito di autoeliminarsi per dar posto all'azione e ciò è possibile solo se all'interpretazione più probabile di una situazione segue l'azione che ha la maggior probabilità di risultare efficace. Se il pensiero verticale significa alta probabilità, quello laterale significa bassa probabilità. Rivela aspetti insoliti o ne crea di nuovi. Va a braccetto e include il pensiero creativo. Si avvicina alla follia nel momento in cui si allontana dalle regole della logica, scegliendo il caos perché vuole servirsene come metodo. E' un attitudine che va allenata e padroneggiata. 
Dal momento in cui una scoperta si rivela non è più possibile ignorarla, cè in essa una scintilla di immortalità.  
Costa fatica non tener conto di un precedente, specialmente quando non esiste ancora un'alternativa. (NdRC: fortuna del principiante. Senza esperienze pregresse è possibile che inventi soluzioni e strategie nuove capaci di sconfiggere la routine consolidata e ingessata sulle proprie posizioni).
Spesso si sottovalutano le conseguenze del ppredominio delle teorie generalmente ritenute valide. Queste possono letteralmente impedire il nascere di nuove teorie che potrebbero rivelarsi molto migliori. 
Idee dominanti. Il primo obbiettivo del p.l. è di dimostrare che le idee dominanti possono essere più dannose che utili. 
Il bisogno di agire è la molla più potente che sollecita a capire una determinata situazione.
Entità create del tutto arbitrariamente si impongono grazie alla loro utilità fino al punto da non essere più possibile dubitare della loro esistenza. Raggiunto questo stadio esse possono costituire un reale ostacolo alla ricerca di soluzioni migliori, per cui bisognerà sempre vigilare e ricordare che sono creazioni arbitrarie!
Realtà non ancora definite vengono sempre scomposte in elementi noti, ma il considerare tali elementi come i dati analitici più appropriati a quelle realtà significa precludersi una spiegazione migliore, che può aver bisogno di elementi ancora troppo poco familiari per poter essere usati. Quante sono le persone che prendono l'iniziativa di reinterpretare, alla luce di nuovi dati, una materia che ha già avuto una spiegazione soddisfacente?
Il caso non ha limiti, l'immaginazione invece ne ha. E' difficile incamminarsi in una direzione e proporsi al contempo di non andare da nessuna parte. E' sempre spiacevole staccarsi da figure note che ci sono state ripetutamente utili.
Lo schema d'azione del pensiero laterale può essere articolato su quattro principi:
1) l'identificazione delle idee dominanti e la loro messa in discussione;
2) la ricerca di nuovi metodi d'indagine della realtà;
3) l'evasione dal rigido controllo esercitato dal pensiero verticale;
4) l'utilizzazione dei dati e delle circostanze fortuite.
Un blando spostamento del punto di osservazione può da solo portare a risultati profondamente diversi (inconoscibilità della realtà).
Appena le unità di comodo (quelle che grazie all'esperienza ci concedono veloci interpretazioni di quello che ci circonda) ricevono un nome, questo le congela e le immobilizza per sempre. La disponibilità di parole e di denominazioni condiziona rigidamente il modo di affrontare un determinato problema. La fluidità dinamica del pensiero laterale, che riunisce, scompone e ricompone i dati del problema in forme sempre nuove, scompare e con essa, la possibilità di trovare le combinazioni migliori.
Uno degli accorgimenti per evitare l'effetto coartante delle denominazioni è quello di pensare per immagini visive, senza usare per nulla i vocaboli. Le immagini visive hanno una fluidità e plasticità che le parole non potranno mai possedere. 
Ogni iniziativa che non pone problemi non ha neppure molte possibilità di sviluppo. Le difficoltà di soluzione provocano i sobbalzi che fanno uscire le situazioni dal binario della comoda e mediocre routine. Nessun sistema interpretativo è così sacro da non poter essere discusso, nessuna prassi è così perfetta da non essere suscettibile di miglioramento.
Tento più è vibrata l'accusa di mistificazione da parte dei verticalisti verso i fautori del pensiero laterale, tanto più appare ovvio che essi sono legati a regole rigide e preclusioni che non hanno riscontro nella realtà. I limiti autoimposti in natura non esistono. E' proprio grazie alle illimitate possibilità del CAOS che il pensiero laterale riesce a formulare idee originali.  
Una tecnica consiste nello stabilire in anticipo un certo numero di impostazioni alternative, ad ognuna delle quali il problema analizzato andrà sottoposta.
Un'altra tecnica consiste nel rovesciare deliberatamente i termini del problema capovolgendo alcuni rapporti. 
Ancora, è possibile applicare i dati di una situazione ad una seconda situazione, che sia più facile da esaminare. In tal modo è possibile passare da considerazioni astratte ad analogie concrete. 
Fondamentale può risultare spostare l'attenzione deliberatamente da una componente all'altra del problema. 
La logica per sua natura ha l'esigenza di controllare e collaudare il pensiero in ogni sua fase. Il p.l. invece non richiede sempre la consequenzialità: quel che gli interessa è che la conclusione finale sia esatta. Talora l'itinerario migliore che conduce a una località lo si scopre solo dopo averla raggiunta. 
La fluidità del possibile non impedisce l'emergere di nuove idee, come invece fa la rigidità dell'essere. 
Nella sua fase embrionale, un'idea può esistere in una forma così nettamente contraddittoria che la logica non può accettarla. Ciò non significa però che non se ne potrà ricavare un'idea originale e utile. Lanciarsi su un'idea appena si presenta equivale a ucciderla. Se la logica si interessa a lei troppo presto e con troppo entusiasmo, o la congela, o la costringe entro vecchi stampi. Concentrarsi su di essa equivale a isolarla dal suo humus e arrestarne la crescita. I riflettori abbaglianti dell'attenzione impediscono quei fecondi processi semiconsci che possono farla maturare (NdRC: ora capite perchè ho deciso di affrontare questo testo e inserirlo in questo luogo? Peraltro la mia esperienza di scrittore conferma ampiamente questa visione dei fatti. Affascinante!).
Difendendo un'idea palesemente errata si possono spesso scoprire punti di vista più validi.
Osservare tutto, senza perdersi in giudizi. Grazie a questa larghezza e liberalità di recezione diventa possibile abbracciare tutte le nozioni che si presentano senza sentire ogni volta la necessità di spiegarle, classificarle, organizzarle. E' in questo modo che il caso collabora all'elaborazione delle nuove idee. 
Il caso è in grado di offrire occasioni di cui diversamente non si sarebbe mai pensato di servirsi. Se nell'elaborazione delle idee nuove la parte del caso consiste nell'offrire occasioni determinanti, allora può ben esistere un metodo per facilitare il suo intervento. Il gioco, inteso in tutta la vastità del suo termine, è probabilmente il modo migliore, purchè si tratti di un esercizio disinteressato, senza scopi né direzioni prestabilite. 
E' la sua libertà da schemi e da vincoli che permette al caso di accostare cose che altrimenti non sarebbero state disposte in quella maniera, che permette di costruire sequenze di eventi impossibili da realizzare in altro modo. L'apparente inutilità del gioco scoraggia tuttavia molta gente. I bambini smettono di giocare nel momento in cui crescendo imparano a comportarsi secondo i criteri utilitaristici dell'adulto, facendo a se stessi il peggiore dei danni. Giocando le idee si presentano da sé e ne alimentano altre. Esse non si susseguono in ordine logico e se la mente non tenta di impadronirsene ma è curiosa abbastanza da seguirle allora ne avrà sempre in quantità sufficiente, spesso anche troppe. 
L'ideale per l'intelletto umano sarebbe di diventare una casa ospitale dove ogni apporto informativo è bene accetto e possano entrare non soltanto gli ospiti invitati o interessanti, ma anche il forestiero di passaggio e l'intruso. 
Concentrarsi su un problema serve solo a rendere più rigido il modo in cui lo si sta considerando. Dedicarsi ogni tanto ad altri argomenti che nulla hanno a che fare con il problema aiuta. 
A successo conseguito torna molto utile ricostruire le varie fasi della scoperta. 
L'irrazionale utilizzato per comprendere e approfondire la propria consapevolezza sulle cose, sostituendo una visione scontata della realtà. Il pensiero laterale accetta di brancolare nel caos solo per emergerne con un'idea nuova. Il grottesco e il bizzarro sono le forme più elementari dell'originalità e le più facili da realizzare. Un'idea veramente nuova non appare mai bizzarra perchè ha una sua interiore indipendenza e compiutezza. Le idee bizzarre non sono idee nuove ma semplici distorsioni delle vecchie.   
La gente non dimostra interesse per le idee in se stesse ma per l'utile che può ricavarne. I non addetti ai lavori non apporta soltanto il contributo di un'esperienza specifica di tipo diverso, ma formula il suo giudizio al di fuori degli schemi cui gli esperti di un determinato problema sono vincolati.