Il pensiero verticale indica il metodo logico tradizionale, mentre quello laterale è una forma diversa e più creativa di utilizzare l'intelletto. Questo metodo incoraggia a considerare un problema da diversi punti di vista e a rendersi conto della molteplicità delle vie che possono portare alla soluzione giusta.
il p.l. non si propone solo la soluzione di problemi singoli, ma si preoccupa anche di trovare nuove interpretazioni della realtà e si interessa di nuove idee di ogni genere. Invece di procedere un gradino alla volta nel senso verticale cui siamo abituati, nel p.l. si prende in considerazione, all'improvviso, un elemento nuovo del tutto arbitrario. Si cammina poi a ritroso cercando di costruire un collegamento logico tra questo nuovo elemento e il punto di partenza. Se si scorge una possibilità, essa dev'essere collaudata secondo i criteri della logica più scrupolosa. Se l'allacciamento risulta solido allora ci veniamo a trovare in una posizione favorevole, irraggiungibile con il consueto procedimento verticale.
La mente umana, per il modo in cui è organizzata, ha come sistema ottimale la funzione di interpretare le varie situazioni secondo il criterio delle probabilità. Se ciò non fosse la vita di ogni giorno diverrebbe impossibile, perché bisognerebbe analizzare profondamente ogni azione o impressione, non potendo dare nulla per scontato. Dopo aver preso in considerazione una data situazione di fatto il pensiero ha il compito di autoeliminarsi per dar posto all'azione e ciò è possibile solo se all'interpretazione più probabile di una situazione segue l'azione che ha la maggior probabilità di risultare efficace. Se il pensiero verticale significa alta probabilità, quello laterale significa bassa probabilità. Rivela aspetti insoliti o ne crea di nuovi. Va a braccetto e include il pensiero creativo. Si avvicina alla follia nel momento in cui si allontana dalle regole della logica, scegliendo il caos perché vuole servirsene come metodo. E' un attitudine che va allenata e padroneggiata.
Dal momento in cui una scoperta si rivela non è più possibile ignorarla, cè in essa una scintilla di immortalità.
Costa fatica non tener conto di un precedente, specialmente quando non esiste ancora un'alternativa. (NdRC: fortuna del principiante. Senza esperienze pregresse è possibile che inventi soluzioni e strategie nuove capaci di sconfiggere la routine consolidata e ingessata sulle proprie posizioni).
Spesso si sottovalutano le conseguenze del ppredominio delle teorie generalmente ritenute valide. Queste possono letteralmente impedire il nascere di nuove teorie che potrebbero rivelarsi molto migliori.
Idee dominanti. Il primo obbiettivo del p.l. è di dimostrare che le idee dominanti possono essere più dannose che utili.
Il bisogno di agire è la molla più potente che sollecita a capire una determinata situazione.
Entità create del tutto arbitrariamente si impongono grazie alla loro utilità fino al punto da non essere più possibile dubitare della loro esistenza. Raggiunto questo stadio esse possono costituire un reale ostacolo alla ricerca di soluzioni migliori, per cui bisognerà sempre vigilare e ricordare che sono creazioni arbitrarie!
Realtà non ancora definite vengono sempre scomposte in elementi noti, ma il considerare tali elementi come i dati analitici più appropriati a quelle realtà significa precludersi una spiegazione migliore, che può aver bisogno di elementi ancora troppo poco familiari per poter essere usati. Quante sono le persone che prendono l'iniziativa di reinterpretare, alla luce di nuovi dati, una materia che ha già avuto una spiegazione soddisfacente?
Il caso non ha limiti, l'immaginazione invece ne ha. E' difficile incamminarsi in una direzione e proporsi al contempo di non andare da nessuna parte. E' sempre spiacevole staccarsi da figure note che ci sono state ripetutamente utili.
Entità create del tutto arbitrariamente si impongono grazie alla loro utilità fino al punto da non essere più possibile dubitare della loro esistenza. Raggiunto questo stadio esse possono costituire un reale ostacolo alla ricerca di soluzioni migliori, per cui bisognerà sempre vigilare e ricordare che sono creazioni arbitrarie!
Realtà non ancora definite vengono sempre scomposte in elementi noti, ma il considerare tali elementi come i dati analitici più appropriati a quelle realtà significa precludersi una spiegazione migliore, che può aver bisogno di elementi ancora troppo poco familiari per poter essere usati. Quante sono le persone che prendono l'iniziativa di reinterpretare, alla luce di nuovi dati, una materia che ha già avuto una spiegazione soddisfacente?
Il caso non ha limiti, l'immaginazione invece ne ha. E' difficile incamminarsi in una direzione e proporsi al contempo di non andare da nessuna parte. E' sempre spiacevole staccarsi da figure note che ci sono state ripetutamente utili.
Lo schema d'azione del pensiero laterale può essere articolato su quattro principi:
1) l'identificazione delle idee dominanti e la loro messa in discussione;
2) la ricerca di nuovi metodi d'indagine della realtà;
3) l'evasione dal rigido controllo esercitato dal pensiero verticale;
4) l'utilizzazione dei dati e delle circostanze fortuite.
Un blando spostamento del punto di osservazione può da solo portare a risultati profondamente diversi (inconoscibilità della realtà).
Appena le unità di comodo (quelle che grazie all'esperienza ci concedono veloci interpretazioni di quello che ci circonda) ricevono un nome, questo le congela e le immobilizza per sempre. La disponibilità di parole e di denominazioni condiziona rigidamente il modo di affrontare un determinato problema. La fluidità dinamica del pensiero laterale, che riunisce, scompone e ricompone i dati del problema in forme sempre nuove, scompare e con essa, la possibilità di trovare le combinazioni migliori.
Uno degli accorgimenti per evitare l'effetto coartante delle denominazioni è quello di pensare per immagini visive, senza usare per nulla i vocaboli. Le immagini visive hanno una fluidità e plasticità che le parole non potranno mai possedere.
Ogni iniziativa che non pone problemi non ha neppure molte possibilità di sviluppo. Le difficoltà di soluzione provocano i sobbalzi che fanno uscire le situazioni dal binario della comoda e mediocre routine. Nessun sistema interpretativo è così sacro da non poter essere discusso, nessuna prassi è così perfetta da non essere suscettibile di miglioramento.
Tento più è vibrata l'accusa di mistificazione da parte dei verticalisti verso i fautori del pensiero laterale, tanto più appare ovvio che essi sono legati a regole rigide e preclusioni che non hanno riscontro nella realtà. I limiti autoimposti in natura non esistono. E' proprio grazie alle illimitate possibilità del CAOS che il pensiero laterale riesce a formulare idee originali.
Una tecnica consiste nello stabilire in anticipo un certo numero di impostazioni alternative, ad ognuna delle quali il problema analizzato andrà sottoposta.
Un'altra tecnica consiste nel rovesciare deliberatamente i termini del problema capovolgendo alcuni rapporti.
Ancora, è possibile applicare i dati di una situazione ad una seconda situazione, che sia più facile da esaminare. In tal modo è possibile passare da considerazioni astratte ad analogie concrete.
Fondamentale può risultare spostare l'attenzione deliberatamente da una componente all'altra del problema.
La logica per sua natura ha l'esigenza di controllare e collaudare il pensiero in ogni sua fase. Il p.l. invece non richiede sempre la consequenzialità: quel che gli interessa è che la conclusione finale sia esatta. Talora l'itinerario migliore che conduce a una località lo si scopre solo dopo averla raggiunta.
La fluidità del possibile non impedisce l'emergere di nuove idee, come invece fa la rigidità dell'essere.
Nella sua fase embrionale, un'idea può esistere in una forma così nettamente contraddittoria che la logica non può accettarla. Ciò non significa però che non se ne potrà ricavare un'idea originale e utile. Lanciarsi su un'idea appena si presenta equivale a ucciderla. Se la logica si interessa a lei troppo presto e con troppo entusiasmo, o la congela, o la costringe entro vecchi stampi. Concentrarsi su di essa equivale a isolarla dal suo humus e arrestarne la crescita. I riflettori abbaglianti dell'attenzione impediscono quei fecondi processi semiconsci che possono farla maturare (NdRC: ora capite perchè ho deciso di affrontare questo testo e inserirlo in questo luogo? Peraltro la mia esperienza di scrittore conferma ampiamente questa visione dei fatti. Affascinante!).
Difendendo un'idea palesemente errata si possono spesso scoprire punti di vista più validi.
Osservare tutto, senza perdersi in giudizi. Grazie a questa larghezza e liberalità di recezione diventa possibile abbracciare tutte le nozioni che si presentano senza sentire ogni volta la necessità di spiegarle, classificarle, organizzarle. E' in questo modo che il caso collabora all'elaborazione delle nuove idee.
Il caso è in grado di offrire occasioni di cui diversamente non si sarebbe mai pensato di servirsi. Se nell'elaborazione delle idee nuove la parte del caso consiste nell'offrire occasioni determinanti, allora può ben esistere un metodo per facilitare il suo intervento. Il gioco, inteso in tutta la vastità del suo termine, è probabilmente il modo migliore, purchè si tratti di un esercizio disinteressato, senza scopi né direzioni prestabilite.
E' la sua libertà da schemi e da vincoli che permette al caso di accostare cose che altrimenti non sarebbero state disposte in quella maniera, che permette di costruire sequenze di eventi impossibili da realizzare in altro modo. L'apparente inutilità del gioco scoraggia tuttavia molta gente. I bambini smettono di giocare nel momento in cui crescendo imparano a comportarsi secondo i criteri utilitaristici dell'adulto, facendo a se stessi il peggiore dei danni. Giocando le idee si presentano da sé e ne alimentano altre. Esse non si susseguono in ordine logico e se la mente non tenta di impadronirsene ma è curiosa abbastanza da seguirle allora ne avrà sempre in quantità sufficiente, spesso anche troppe.
L'ideale per l'intelletto umano sarebbe di diventare una casa ospitale dove ogni apporto informativo è bene accetto e possano entrare non soltanto gli ospiti invitati o interessanti, ma anche il forestiero di passaggio e l'intruso.
Concentrarsi su un problema serve solo a rendere più rigido il modo in cui lo si sta considerando. Dedicarsi ogni tanto ad altri argomenti che nulla hanno a che fare con il problema aiuta.
A successo conseguito torna molto utile ricostruire le varie fasi della scoperta.
L'irrazionale utilizzato per comprendere e approfondire la propria consapevolezza sulle cose, sostituendo una visione scontata della realtà. Il pensiero laterale accetta di brancolare nel caos solo per emergerne con un'idea nuova. Il grottesco e il bizzarro sono le forme più elementari dell'originalità e le più facili da realizzare. Un'idea veramente nuova non appare mai bizzarra perchè ha una sua interiore indipendenza e compiutezza. Le idee bizzarre non sono idee nuove ma semplici distorsioni delle vecchie.
La gente non dimostra interesse per le idee in se stesse ma per l'utile che può ricavarne. I non addetti ai lavori non apporta soltanto il contributo di un'esperienza specifica di tipo diverso, ma formula il suo giudizio al di fuori degli schemi cui gli esperti di un determinato problema sono vincolati.
1) l'identificazione delle idee dominanti e la loro messa in discussione;
2) la ricerca di nuovi metodi d'indagine della realtà;
3) l'evasione dal rigido controllo esercitato dal pensiero verticale;
4) l'utilizzazione dei dati e delle circostanze fortuite.
Un blando spostamento del punto di osservazione può da solo portare a risultati profondamente diversi (inconoscibilità della realtà).
Appena le unità di comodo (quelle che grazie all'esperienza ci concedono veloci interpretazioni di quello che ci circonda) ricevono un nome, questo le congela e le immobilizza per sempre. La disponibilità di parole e di denominazioni condiziona rigidamente il modo di affrontare un determinato problema. La fluidità dinamica del pensiero laterale, che riunisce, scompone e ricompone i dati del problema in forme sempre nuove, scompare e con essa, la possibilità di trovare le combinazioni migliori.
Uno degli accorgimenti per evitare l'effetto coartante delle denominazioni è quello di pensare per immagini visive, senza usare per nulla i vocaboli. Le immagini visive hanno una fluidità e plasticità che le parole non potranno mai possedere.
Ogni iniziativa che non pone problemi non ha neppure molte possibilità di sviluppo. Le difficoltà di soluzione provocano i sobbalzi che fanno uscire le situazioni dal binario della comoda e mediocre routine. Nessun sistema interpretativo è così sacro da non poter essere discusso, nessuna prassi è così perfetta da non essere suscettibile di miglioramento.
Tento più è vibrata l'accusa di mistificazione da parte dei verticalisti verso i fautori del pensiero laterale, tanto più appare ovvio che essi sono legati a regole rigide e preclusioni che non hanno riscontro nella realtà. I limiti autoimposti in natura non esistono. E' proprio grazie alle illimitate possibilità del CAOS che il pensiero laterale riesce a formulare idee originali.
Una tecnica consiste nello stabilire in anticipo un certo numero di impostazioni alternative, ad ognuna delle quali il problema analizzato andrà sottoposta.
Un'altra tecnica consiste nel rovesciare deliberatamente i termini del problema capovolgendo alcuni rapporti.
Ancora, è possibile applicare i dati di una situazione ad una seconda situazione, che sia più facile da esaminare. In tal modo è possibile passare da considerazioni astratte ad analogie concrete.
Fondamentale può risultare spostare l'attenzione deliberatamente da una componente all'altra del problema.
La logica per sua natura ha l'esigenza di controllare e collaudare il pensiero in ogni sua fase. Il p.l. invece non richiede sempre la consequenzialità: quel che gli interessa è che la conclusione finale sia esatta. Talora l'itinerario migliore che conduce a una località lo si scopre solo dopo averla raggiunta.
La fluidità del possibile non impedisce l'emergere di nuove idee, come invece fa la rigidità dell'essere.
Nella sua fase embrionale, un'idea può esistere in una forma così nettamente contraddittoria che la logica non può accettarla. Ciò non significa però che non se ne potrà ricavare un'idea originale e utile. Lanciarsi su un'idea appena si presenta equivale a ucciderla. Se la logica si interessa a lei troppo presto e con troppo entusiasmo, o la congela, o la costringe entro vecchi stampi. Concentrarsi su di essa equivale a isolarla dal suo humus e arrestarne la crescita. I riflettori abbaglianti dell'attenzione impediscono quei fecondi processi semiconsci che possono farla maturare (NdRC: ora capite perchè ho deciso di affrontare questo testo e inserirlo in questo luogo? Peraltro la mia esperienza di scrittore conferma ampiamente questa visione dei fatti. Affascinante!).
Difendendo un'idea palesemente errata si possono spesso scoprire punti di vista più validi.
Osservare tutto, senza perdersi in giudizi. Grazie a questa larghezza e liberalità di recezione diventa possibile abbracciare tutte le nozioni che si presentano senza sentire ogni volta la necessità di spiegarle, classificarle, organizzarle. E' in questo modo che il caso collabora all'elaborazione delle nuove idee.
Il caso è in grado di offrire occasioni di cui diversamente non si sarebbe mai pensato di servirsi. Se nell'elaborazione delle idee nuove la parte del caso consiste nell'offrire occasioni determinanti, allora può ben esistere un metodo per facilitare il suo intervento. Il gioco, inteso in tutta la vastità del suo termine, è probabilmente il modo migliore, purchè si tratti di un esercizio disinteressato, senza scopi né direzioni prestabilite.
E' la sua libertà da schemi e da vincoli che permette al caso di accostare cose che altrimenti non sarebbero state disposte in quella maniera, che permette di costruire sequenze di eventi impossibili da realizzare in altro modo. L'apparente inutilità del gioco scoraggia tuttavia molta gente. I bambini smettono di giocare nel momento in cui crescendo imparano a comportarsi secondo i criteri utilitaristici dell'adulto, facendo a se stessi il peggiore dei danni. Giocando le idee si presentano da sé e ne alimentano altre. Esse non si susseguono in ordine logico e se la mente non tenta di impadronirsene ma è curiosa abbastanza da seguirle allora ne avrà sempre in quantità sufficiente, spesso anche troppe.
L'ideale per l'intelletto umano sarebbe di diventare una casa ospitale dove ogni apporto informativo è bene accetto e possano entrare non soltanto gli ospiti invitati o interessanti, ma anche il forestiero di passaggio e l'intruso.
Concentrarsi su un problema serve solo a rendere più rigido il modo in cui lo si sta considerando. Dedicarsi ogni tanto ad altri argomenti che nulla hanno a che fare con il problema aiuta.
A successo conseguito torna molto utile ricostruire le varie fasi della scoperta.
L'irrazionale utilizzato per comprendere e approfondire la propria consapevolezza sulle cose, sostituendo una visione scontata della realtà. Il pensiero laterale accetta di brancolare nel caos solo per emergerne con un'idea nuova. Il grottesco e il bizzarro sono le forme più elementari dell'originalità e le più facili da realizzare. Un'idea veramente nuova non appare mai bizzarra perchè ha una sua interiore indipendenza e compiutezza. Le idee bizzarre non sono idee nuove ma semplici distorsioni delle vecchie.
La gente non dimostra interesse per le idee in se stesse ma per l'utile che può ricavarne. I non addetti ai lavori non apporta soltanto il contributo di un'esperienza specifica di tipo diverso, ma formula il suo giudizio al di fuori degli schemi cui gli esperti di un determinato problema sono vincolati.

Nessun commento:
Posta un commento
I commenti sono soggetti a moderazione da parte degli amministratori