Questa falsa sentimentalità che rifiuta di riconoscere le ovvie ineguaglianze d'intelletto e di moralità e che perciò riduce l'insegnamento per coloro che sono molto evoluti al livello conseguibile dai meno evoluti, sacrificando così il più alto al più basso, in modo dannoso ad entrambi, non aveva posto nel virile buon senso dei Cristiani primitivi.
La conoscenza delle verità spirituali deve ottenersi così, dall'interno e non dall'esterno, dal divino Spirito del quale noi siamo tempio e non da altro Maestro.
Scopo primo della religione è affrettare l'evoluzione umana e l'annesso corollario che tutti i gradi dell'umanità che evolve devono essere presi in considerazione. Si trovano infatti uomini ad ogni stadio d'evoluzione. Ogni grande religione ha asserito di possedere un insegnamento nascosto ed ha dichiarato di essere depositaria di sapienza teoricamente e praticamente mistica, ossia sapienza occulta.
L'estasi mistica non è una facoltà propriamente detta, è uno stato dell'anima che la trasforma in modo da renderle possibile di percepire ciò che prima erale nascosto. Questo stato non sarà permanente fino a che la nostra unione con Dio non sia irrevocabile; qui, nella vita terrena, l'estasi non è che un lampo. L'uomo può cessare di essere uomo e diventar Dio, ma non può essere uomo e Dio allo stesso tempo. Il fine della conoscenza è conoscer Dio, non soltanto credere; è diventare uno con Dio, non soltanto adorare da lontano. L'uomo deve conoscere la realtà della divina Esistenza e quindi sapere, non credere solo e sperare vagamente, che il proprio interno Sé è uno con Dio e che lo scopo della vita è di giungere questa unità. A meno che sia capace di condurre a questo, la religione altro non è che "un rame risonante ed un tintinnante cembalo."
Per un candidato ai Misteri Minori e all'iniziazione sono condizioni essenziali la povertà, l'obbedienza e la castità.
San Clemente d'Alessandria e il suo discepolo Origene, scrittori del secondo e terzo secolo, sono quelli che maggiormente parlano dei Misteri della Chiesa Primitiva. L'organizzazione delle gerarchie celestiali era uno dei soggetti di cui davasi istruzione nei Misteri. Le Stromata di S. Clemente sono la nostra fonte d'informazione per ciò che riguarda i Misteri del suo tempo. Un memorandum degli insegnamenti ricevuti da Panteno. (NdRC: approfondire Imitazione di Cristo di Tommaso da Kempis).
Fate che la scienza più assoluta, la più alta ragione, divengano ancora una volta patrimonio dei conduttori del popolo; fate che l'arte sacerdotale e l'arte reale riprendano il doppio scettro dell'antiche iniziazioni, ed il mondo sociale uscirà di nuovo dal Caos, Non ardete più le imagini sante; non demolite più i templi; templi ed imagini sono necessari agli uomini; ma scacciate i mercenari dalla casa di preghiera; fate che i ciechi non siano più conduttori di ciechi, ricostruite la gerarchia dell'intelligenza e della santità e quali maestri di coloro che credono riconoscete soltanto coloro che sanno.
I maestri ed i governanti della sua nazione presto cominciarono a guardare a Gesù con gelosia e collera; la Sua spiritualità era un rimprovero costante per il loro materialismo, la Sua potenza una continua, quantunque silenziosa, rivelazione della loro debolezza.
Come quaggiù abbiamo le parole che stanno a rappresentare gli oggetti, così i simboli stanno a significare oggetti sui piani più alti. Essi sono un alfabeto pittorico adoperato da tutti gli scrittori di miti ed ognuno di questi simboli ha il suo significato riconosciuto ed è adoperato a rappresentare un dato oggetto. Per leggere i miti occorre conoscere questi simboli. Un simbolo ha un significato principale e quindi vari significati sussidiari, che hanno relazione con il significato principale.
Avendo adempiuto la buona vita exoterica, egli diviene candidato per la vita esoterica, ed entra nel periodo preparatorio dell'Iniziazione, la quale consiste nell'adempimento di certe condizioni. Queste condizioni indicano gli attributi che il candidato deve acquistare, e mentre si sforza di crearli in sé, vien detto qualche volta ch'egli percorre il Sentiero Probatorio, Sentiero che conduce alla Porta Stretta, oltre la quale è la Via Stretta o il Sentiero della Santità, la Via della Croce. Non si attende dal candidato che egli sviluppi questi attributi alla perfezione, ma in tutti egli deve aver fatto almeno qualche progresso, prima che il Cristo possa nascere in lui. Egli deve preparare un'abitazione pura per il Divino Fanciullo che deve svilupparsi in lui. Il primo di questi attributi, che sono mentali e morali, è il DISCERNIMENTO, ossia l'aspirante deve iniziare a separare nella mente sua l'Eterno dal Temporaneo, il Reale dall'Illusorio, il Vero dal Falso, il Celeste dal Terreno. "Le cose che si veggono sono sol per un tempo", dice l'Apostolo nei Corinti, "ma quelle che non si veggono sono eterne." Il senso d'irrealtà deve produrre nel candidato il DISGUSTO dell'irreale e del transitorio, che sono soltanto la vuota scorza della vita e non atti a soddisfare altro che la fame dei porci (Luca).
Altro attributo che dovrà coltivare l'aspirante è il CONTROLLO DEI PENSIERI, e ciò lo condurrà al CONTROLLO DELLE AZIONI, perché all'occhio interno il pensiero è la stessa cosa dell'azione. Dovrà inoltre acquistare la FORTEZZA d'ANIMO, poiché coloro che aspirano alla Via della Croce incontreranno ostacoli improbi. Se vuol essere inoltre figlio di Colui che fa "levar il sole sopra i buoni e sopra i malvagi, e piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti, dovrà sviluppare la TOLLERANZA. Infine FEDE a cui nulla è impossibile e l'EQUILIBRIO nel ricercare soltanto le "cose di sopra". Solo allora i Guardiani dei Misteri apriranno per lui la Porta Stretta.
Tre sono quindi gli aspetti della Vita Divina, Intelligenza, Amore e Volontà.
Mentre la Vita consiste nel dare, la vita, o persistenza della forma consiste nel prendere, poiché la forma si consuma nell'esercizio, diminuisce con l'uso. L'uomo deve imparare a non identificarsi con le forme mutabili e impermanenti, ma con la vita che persiste e cresce. Deve imparare a rinunziare al visibile per l'invisibile e nel far ciò ascende nella scala dell'essere: perché è così grande il fascino del visibile e del tangibile che se l'uomo è capace di rinunziarvi per amore di un mondo invisibile nel quale crede, egli ha acquistato già gran forza ed ha fatto un gran passo verso la realizzazione del mondo invisibile. Compiere il dovere senza desiderare risultati e riconoscimenti. Sopportare senza attendersi ricompense e dare senza chieder di essere remunerati dal Signore.
Una voce imperiosa ordina all'uomo di cedere la vita stessa. Se egli si ritrae dovrà seguitare a vivere la vita delle sensazioni, la vita dell'intelletto, la vita del mondo e mentre possiede le gioie che non osò abbandonare, egli prova un disgusto continuo, una brama costante, un continuo rimpianto, una incessante mancanza di piacere nel mondo e sente la verità del detto di Cristo: "Chi avrà voluto salvar la vita sua la perderà." e comprendere che la vita ch'egli amava e alla quale si avvinghiava così tenacemente è alla fine perduta. Mentre se tutto arrischia per obbedire alla voce che comanda e getta via la sua vita, allora, perdendola, la ritrova in vita eterna e scopre che la vita di cui fece rinunzia era solo morte in vita, che tutto ciò di cui fece abbandono altro non era che illusione e che egli ha trovato la realtà.
Nessuno può appieno divenire un Salvatore d'uomini, né simpatizzare perfettamente con tutti i dolori umani, a meno di non aver affrontato e vinto il dolore, la paura e la morte senza altro aiuto che quello del Dio dentro di sé.
Come disse Giordano Bruno: l'anima umana ha finestre e può serrarle. Il sole brilla al di fuori e la luce non muta; fate che le finestre siano aperte e la luce del sole non può far a meno di entrare. In Dio non c'è cambiamento, ma vi è mutamento nell'uomo. La volontà di quest'ultimo non può esser forzata, altrimenti la Vita divina che è in lui sarebbe impedita nella sua debita evoluzione.
Ogni cristiano che abbia studiato anche superficialmente l'umana costituzione, riconosce in essa tre distinti costituenti: lo spirito, l'anima e il corpo. Anche la teologia cristiana accetta questa triplice suddivisione. La parola corpo significa un veicolo di coscienza, o uno strumento di coscienza. L'uomo vero, l'uomo immortale che è lo Spirito, è la Trinità nell'uomo. L'anima è duplice e comprende la mente e la natura passionale.
Il corpo è a propria volta suddivisibile in: - corpo fisico, in esso l'uomo effettua la sua attività cosciente allo stato di veglia, nel mondo fisico; - corpo del desiderio, durante il sonno l'uomo abbandona il corpo fisico e trasferisce la sua attività cosciente nel corpo del desiderio che funziona nel mondo invisibile più vicino alla nostra terra visibile. E' il più basso dei mondi iperfisici, il primo dei mondi nei quali l'uomo passa dopo la morte; - corpo mentale, così chiamato perché in esso funziona la natura intellettuale dell'uomo finché essa ha a che fare con i concreto. E' il veicolo di coscienza dell'uomo nel secondo dei mondi iperfisici. Queste parti della forma dell'uomo compongono il corpo naturale di cui parla S. Paolo.
Il corpo spirituale si divide in tre componenti. Il corpo causale, che perdura da una vita all'altra e contiene tutte le memorie del passato, sede della coscienza e detentrice dello scettro della volontà. Il corpo di beatitudine, il corpo glorificato del Cristo, non contiene materiali raccolti dall'uomo nel suo lungo pellegrinare, è pura opera di Dio. Cresce di vita in vita sino alla Risurrezione. La terza divisione è il tenue velo di materia che separa lo Spirito individuale come essere che pure permette l'interpenetrazione di tutto da tutto ed è così l'espressione dell'unità fondamentale.
Il Cristianesimo ha sempre riconosciuto l'esistenza di tre mondi o regioni per le quali l'uomo passa, il mondo fisico, uno stato intermedio nel quale l'uomo va dopo la morte, e il mondo celeste.
Le minuscole particelle che compongono il corpo fisico si rinnovano in continuazione. Sono formate dai cibi e dai liquidi che ingeriamo, dall'aria che respiriamo e dalle particelle prese dal nostro ambiente fisico tanto di persone quanto di cose. Noi possiamo continuamente purificare il nostro corpo scegliendo bene i materiali al fine di rendere il nostro veicolo sempre più puro e capace di recepire le vibrazioni più sottili. Chi aspirava a raggiungere i Misteri si sottoponeva a certe regole di dieta, di abluzioni ed era molto cauto alle persone con cui si associava e alle località che frequentava. Anche il corpo del desiderio cambia in simil guisa, ma i materiali che lo formano sono espulsi ed attirati dai desideri che sorgono, dai sentimenti, dalle passioni e dalle emozioni. Se questi sono grossolani, il corpo del desiderio sarà altrettanto grossolano, incapace di esser sensibile alle più alte influenze vibratorie. L'uomo purifica questo più alto veicolo della coscienza in proporzione di quanto domina la sua natura inferiore, di quanto diviene altruista nei suoi desideri, nei sentimenti e nelle emozioni e rende il suo amore per quelli che lo attorniano meno egoista ed esclusivo. Il risultato è che quando si trova fuori dal corpo, durante il sonno, prova esperienze più alte, più pure ed istruttive e, dopo la morte, lasciato il corpo fisico, passerà rapidamente attraverso lo stato intermedio perché il corpo del desiderio si disintegrerà molto rapidamente. Il corpo mentale è similmente costituito, ma in questo caso dai pensieri. Esso sarà il veicolo della coscienza nel mondo celeste, ma è fabbricato ora dalle aspirazioni, dall'immaginazione, dalla ragione, dal raziocinio, dalle facoltà artistiche, dall'uso di tutti i poteri mentali. Allorché l'uomo inizia l'evoluzione più alta, questo corpo mentale entra in uno stato di attività indipendente anche da questo lato della morte, e l'uomo diviene gradatamente cosciente della sua vita celeste anche in mezzo al turbine dell'esistenza mondana. Allora egli diventa il Figliuolo dell'uomo che è nel cielo, il quale può parlare delle cose celesti con l'autorità che dà la conoscenza. Quindi tutto quello che è necessario per essere in cielo consiste nel divenir coscienti di queste vibrazioni, vivificando, organizzando, evolvendo questo corpo celestiale.
Non l'esser salvati da un Cristo esterno, ma l'esser glorificati da un Cristo interno, insegnava il Cristianesimo esoterico dei Misteri Minori. Lo stadio di discepolo doveva mutarsi in quello di Figlio. La vita di Figlio doveva esser vissuta tra gli uomini fino a che non terminava con la Risurrezione ed il Cristo glorificato diveniva uno dei perfetti Salvatori del mondo.
L'impulso all'evoluzione dell'uomo è dato sia nella forma superiore della volontà sia in quella inferiore del desiderio.
Esistono nei mondi invisibili Intelligenze di varia specie che vengono in relazione con l'uomo formando una vera scala di Giacobbe in cui gli Angeli di Dio scendono e salgono ed ecco il Signore sta al di sopra di essa. Alcune di queste Intelligenze sono grandi Potenze Spirituali, altre sono esseri limitatissimi, e in quanto alla coscienza, inferiori all'uomo. Questa parte occulta della Natura è un fatto riconosciuto da tutte le religioni. Tutto il mondo è pieno di cose viventi, invisibili agli occhi della carne. I mondi invisibili interpretano il visibile ed esseri dotati di intelligenza si affollano introno a noi da ogni lato. Alcuni di questi esseri sono accessibili alle richieste dell'uomo, altre si arrendono all'umana volontà. Il Cristianesimo riconosce l'esistenza della classe più alta di queste Intelligenze col nome di Angeli ed insegna che sono eglino gli Spiriti ministratori, ma quale sia il loro ministerio, quale la loro relazione con gli esseri umani, sono tutte cose che facevano parte dell'istruzione data nei Misteri Minori, come nei Maggiori era dato di godere la vera comunicazione con tali Esseri. Oltre a tutti questi vi sono esseri invisibili che l'uomo crea costantemente, poiché le vibrazioni dei suoi pensieri e dei suoi desideri creano forme di materia sottile di cui l'unica vita è il pensiero od il desiderio che le anima; l'uomo così dà vita a un esercito di servi invisibili che vagano nei mondi invisibili cercando di compiere la di lui volontà. (NdRC: le così dette forme pensiero)
Il desiderio spirituale attira risposta dal regno spirituale. Ancora una volta la legge delle vibrazioni simpatiche si afferma ed alla nota dell'alta aspirazione risponde una nota del suo stesso ordine, lo sprigionarsi di una energia della sua stessa specie, una vibrazione sincrona. Tale risposta sarà tanto maggiore quanto più riusciremo a sopprimere la personalità e tanto maggiore sarà l'intensità dell'aspirazione. La meditazione è preghiera silenziosa o non formulata, o come disse Platone, l'ardente rivolgersi dell'anima al Divino; non per domandare alcun benefizio speciale (come generalmente è intesa la preghiera), ma per il bene stesso, per il Supremo Bene Universale. Giamblico dice che le preghiere producono una indissolubile e sacra comunione con gli Dei. Fa sì che l'anima si riposi negli Dei come in un porto che mai non fallisce. Il continuo esercizio della preghiera e della meditazione nutre il vigore del nostro intelletto e rende il ricettacolo dell'anima assai più capace a ricevere le comunicazioni degli Dei.
In una forma o nell'altra il perdono dei peccati si trova nella maggior parte delle religioni, se non in tutte; e possiamo concludere senza tema d'errore, secondo il principio che ogniqualvolta si riscontra questo consenso di opinioni, esso è basato sopra qualche fatto di natura. Inoltre vi è nella natura umana qualche cosa che risponde a questa idea che i peccati sono perdonati; osserviamo che la coscienza del male operato causa sofferenza e che quando le persone si sbarazzano del passato e si liberano dei legami inceppanti del rimorso, esse vanno innanzi col cuore allegro e gli occhi ridenti, benché prima fossero avvolte dalle tenebre.
Allorché un uomo commette un'azione malvagia egli si lega al dolore poiché il dolore è la pianta che germoglia sempre dal seme del peccato. Si può dire con anche maggior precisione che il peccato ed il dolore sono i due lati di uno stesso atto e non due eventi separati.
Sforzi spasmodici verso il miglioramento sono frustrati dalle vecchie abitudini e ripetutamente falliscono fino a che l'uomo, sopraffatto dal dolore del passato e dalla disperazione del presente, s'ingolfa in una tenebra senza speme.
Qui noi giudichiamo dalle azioni, foglie morte del passato; là essi giudicano dalla volontà, seme germinante del futuro. Quindi il Cristo sempre ripete agli uomini nel mondo inferiore: Non giudicate.
Dio rispetta sempre l'individualità dell'uomo e non entra nella di lui coscienza fino che questa non si apra ad accoglierlo. "Ecco, io sono alla porta e picchio", è l'attitudine di ogni Intelligenza Spirituale verso l'anima umana in evoluzione; questo aspettare l'aprirsi della porta non è dovuto a mancanza di simpatia, ma alla più profonda saggezza. L'uomo non può essere forzato, deve essere libero. Egli non è uno schiavo, ma l'embrione di un Dio e la sua crescenza non dev'essere forzata, ma voluta dall'interno sé.
Un Sacramento ha due caratteristiche che lo distinguono in quanto tale. La cerimonia exoterica la quale è un'allegoria pittorica, la rappresentazione di una data cosa per mezzo di atti e materiali speciali. La seconda caratteristica appartiene ai fatti dei mondi invisibili ed è studiata dalla scienza occulta. Un Sacramento unisce il mondo materiale con le sottili e invisibili regioni con le quali ha attinenza. E' un anello di congiunzione fra questo e gli altri mondi, non solo ma è anche una via, un mezzo per il quale le energie del mondo invisibile sono trasmutate in azione nel mondo fisico. I 7 Sacramenti del Cristianesimo non fanno eccezione. Per capirli è necessario conoscere le Intelligenze invisibili che amministrano la Natura. Molti gradi e gerarchie di esseri invisibili esistono fra la Trinità e l'umanità; i più alti in grado sono i 7 Spiriti di Dio, i 7 Fuochi, o Fiamme che stanno presso il trono di Dio. Ognuno di essi è a capo di un vasto esercito di Intelligenze, che tutte condividono la sua natura ed agiscono sotto la sua direzione; queste Intelligenze si dividono a loro volta in diverse gerarchie ed abbiamo così i Troni, i Poteri, i Principi, le Dominazioni, gli Arcangeli, gli Angeli. Di tutto questo parlano gli scritti dei Padri della Chiesa che erano versati nei Misteri.
I corpi sottili devono essere accordati alla nota dell'Essere cercato, se l'influenza di questo deve trovare via libera alla natura del devoto; e questo sempre fu fatto nell'antichità mediante l'uso dei suoni. Onde la musica è sempre stata parte integrale della devozione, e alcune cadenze speciali sono state preservate con cura, e tramandate di età in età (NdRC: Vie dei Canti di B.Chatwin).
Nella Chiesa Cattolica si adopera sempre il latino negli atti importanti del culto, non per nascondere la verità al popolo, bensì per ottenere certe vibrazioni che non si potrebbero avere nei mondi sottili, se tali preghiere fossero dette nelle lingue europee viventi.
Questa è la spiegazione razionale dei pellegrinaggi e del ritiro temporaneo di alcuni nella solitudine; l'uomo rientra in se stesso per cercare il Dio che è in lui, ed è aiutato dall'atmosfera che lo circonda, creata da migliaia di altri esseri che prima di lui hanno cercato la stessa cosa nello stesso posto.
PACE A TUTTI GLI ESSERI
PREGHIERA “ABSORBEAT” (FF 277)
di San Francesco
Rapisca, ti prego, o Signore,
I’ardente e dolce forza del tuo amore
la mente mia da tutte le cose che sono sotto il cielo,
perché io muoia per amore dell’amor tuo,
come tu ti sei degnato morire
per amore dell’amor mio.

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