domenica 21 novembre 2021

Anarchia e cristianesimo - Jacques Ellul

 



Due sono le incrollabili certezze dell'autore: l'imprescindibilità della Bibbia per la liberazione dell'umanità e la centralità di Cristo.
 C'è sempre stato un anarchismo cristiano, in tutte le epoche vi sono stati cristiani che hanno riscoperto la semplice verità biblica, sia sul piano intellettuale sia su quello mistico o sociale. Tertulliano, Fra Dolcino, Francesco d'Assisi, John Wycliff, Martin Lutero, Felicité de Lamennais, John Bost, Charles de Foucault...
Le autorità sono inviate da Dio come un flagello per punire l'uomo che è malvagio. Ma i cristiani, dal momento in cui si comportano bene e cessano di essere malvagi, non sono più tenuti a ubbidire alle autorità politiche e devono organizzarsi in comunità autonome al margine della società e dei poteri.
E' per la libertà che siete stati affrancati. Siete stati liberati, non lasciatevi ridurre a schiavi da nulla, dice Paolo nelle Lettere ai Corinzi. La legge perfetta è la legge della libertà, dice Giacomo. 
Nelle guerre provocate dalla religione il problema della verità diventa centrale. Nell'avversario si vede l'incarnazione del Maligno e della Menzogna, e dunque questo deve essere completamente eliminato. Il che è assolutamente vero non solo per le religioni tradizionali, ma anche per quelle nuove che le hanno sostituite: ad esempio, la religione della Patria, la religione del Comunismo, la religione del Denaro. Tutte le guerre fatte in nome di un credo religioso sono guerre "inespiabili".
E' vero che ogni religione è portatrice di guerra, ma la parola di Dio non è una religione, anzi il più grave tradimento consiste proprio nell'averne fatto una religione. 
Libro dei Giudici: In quel tempo non c'era alcun re in Israele. Ognuno faceva ciò che gli sembrava meglio. 
Gesù, se non è stato un nemico del potere, certamente lo ha considerato con disprezzo, rifiutandogli ogni autorità, mettendolo in discussione in modo radicale, qualunque fosse questo potere. E tutto senza impiegare metodi violenti per distruggerlo, anche se si è parlato molto, in questi ultimi anni, di un Gesù "guerrigliero" e di un Gesù da cui il popolo si aspettava che cacciasse i romani, due ipotesi che ritengo insensate. (NdRC: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù» Gv 18,36)
Il nemico condusse Gesù su un alta montagna, gli indicò tutti i regni del mondo e la loro gloria dicendogli: "Tutte queste cose io ti darò se, prosternandoti, mi adorerai", Matteo 4, 8-9 e ancora "Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. Se ti prostri dinanzi a me, tutto sarà tuo", Luca 4, 6-7
Tutto quanto concerne la politica e le autorità appartiene al diavolo, che ne può disporre liberamente. Ne consegue che coloro che detengono un potere, sia esso politico, giuridico o amministrativo, l'hanno ricevuto dal demonio e da quello dipendono, che ne siano consci o meno. 
"I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere. Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande fra voi, si farà vostro servo, e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo." Matteo 20, 25-27
Gesù esorta i discepoli non tanto a combattere questi re e potenti, quanto a lasciarli da parte e a costruire ai margini una società diversa, una società dove non ci sia né potere, né autorità, né gerarchia. Questo deve essere il compito di ogni vero Cristiano, mettendo in atto tutto un insieme di piccoli atti di consapevolezza volti in tal senso.  

Cerca e leggi l'Ecclesiaste.

Nel processo al cospetto di Pilato sembra che Gesù ritenga impossibile ottenere giustizia da queste autorità e dunque valuti assolutamente inutile provare a difendersi. Quando parla lo fa con sdegno e ricorrendo all'ironia.
Luca 22, 52-53 "Voi siete usciti con spade e bastoni, come contro un ladrone, mentre ero ogni giorno con voi al tempio, e non mi avete mai messo le mani addosso; ma questa è l'ora vostra, l'ora delle potestà delle tenebre." In altre parole, accusa espressamente i gran sacerdoti di essere una potenza del male. 
Più che un guerrigliero quindi Gesù è un contestatore "globale" che utilizza la "non cooperazione" pacifica.
Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene. 
L'esistenza di queste exousiai (autorità, arconti?) spirituali spiegherebbe l'universalità dei poteri politici e anche il fatto, sorprendente, che gli uomini vi si sottomettano come se la cosa fosse scontata. Sarebbero queste potenze spirituali a ispirare i governanti, e poiché esse possono essere buone o malvagie, angeliche o demoniache, le autorità terrestri rifletterebbero quelle nelle cui mani sono cadute. Ogni potere viene da Dio, ma ogni potere è vinto in Cristo.
L'autore infine ipotizza fra le cause del crollo dell'Impero Romano proprio l'instaurarsi e il proliferare del cristianesimo anche fra le classi alte della società e la conseguente messa in pratica della totale obiezione di coscienza e rifiuto di assumere cariche politiche, militari e amministrative rilevanti. Compresa la semplice militanza nelle legioni in quanto incompatibile con il precetto della non violenza. Questo costrinse gli imperatori a far ricoprire questi incarichi a barbari. 
Con il Concilio di Arles del 314 d.C. lo Stato comincia a dominare la Chiesa. Termina così il movimento cristiano antistatalista, antimilitarista e "anarchico".
 



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