Vangelo di Maria
"Per questo voi vi ammalate e morite, perché voi amate ciò che è ingannevole, ciò che vi ingannerà. Chi può comprendere, comprenda."
Il Figlio dell'uomo è infatti dentro di voi. Seguitelo! Chi lo cerca, lo trova.
Oscurità, bramosia, ignoranza, emozione della morte, regno della carne, stolta saggezza della carne e sapienza stizzosa, queste sono le 7 potenze dell'ira.
Questo è il Vangelo di Maria Maddalena, la donna dalla quale Gesù scacciò sette demoni, la sorella di Marta, la peccatrice anonima, menzionata più volte nei quattro Vangeli; di lei è detto che le sono stati perdonati molti peccati, e che perciò ha molto amato. Il Signore amava Maria Maddalena più di tutti i discepoli, e spesso la baciava sulla bocca.
Quando Pietro assume un atteggiamento ostile alle donne, Gesù lo rimprovera immancabilmente.
La materia non ha importanza alcuna per il mondo spirituale, viene dal nulla e si dissolverà nel nulla.
Quanti vennero in questo mondo sono gocce di luce, sono scintille che dal mondo di luce furono fatte scendere da Sofia nel mondo del Pantocrator, del caos, ove sono avvinte dalle catene dell'oblio; il Salvatore scese per liberare queste scintille, destarle dal sonno, indicando la via per risalire al Padre. Per risalire al Regno della Luce è necessario superare il cosiddetto "luogo di mezzo" infestato da un gran numero di esseri malvagi. Per riuscirci è necessario aver rinunciato a tutto il mondo, a tutta la materia, essere divenuti luce genuina.
Il corpo è la grotta dell'uomo, la catena dell'oblio.
Dopo la morte, arrivando le potenze, l'iniziato deve pronunciare queste parole: io sono un figlio del Padre preesistente, un figlio del preesistente. Sono venuto per vedere tutto quello che mi appartiene e quello che mi è estraneo, e io ritorno alla mia dimora, donde sono venuto!
Vangelo di Verità
L'ignoranza del Padre fu sorgente di angoscia e di paura.
Disprezzate l'errore.
Dal momento i cui conoscerete il Padre, l'oblio non sarà più. E questa via è la verità che ha insegnato loro. Per questo motivo l'errore si adirò contro di li, lo perseguitò, lo maltrattò, lo annichilì.
Oh grande insegnamento! Si umiliò fino alla morte, colui che era rivestito di vita eterna!
Colui che è ignorante fino alla fine è opera dell'oblio e con esso sarà distrutto.
Il luogo ove si trovano invidia e discordia è la deficienza; mentre il luogo ove si trova l'unità è la perfezione.
Nell'unità ciascuno ritroverà se stesso. Nell'unità per mezzo della conoscenza, egli purificherà se stesso dalla molteplicità; come una fiamma, divorerà in se stesso la materia: oscurità per mezzo della luce, la morte per mezzo della vita. Se questo dunque avvenne a ognuno di noi, è anzitutto necessario che ognuno rifletta affinché l'abitazione sia santa e tranquilla per l'unità. (NdRC: per poterla accogliere è necessario edificare e ripulire il Sancta Sanctorum, il tempio interiore). Ognuno infatti ama la Verità poiché la Verità è la bocca del Padre; la sua lingua lo Spirito Santo.
Quanti non sono ancora pervenuti all'esistenza ignorano colui che li ha fatti. Io dunque non affermo che quanti non sono ancora pervenuti all'esistenza sono un nulla: essi sono in lui. Quando egli vorrà e se egli vorrà; in un momento futuro essi perverranno all'esistenza.
«Quando risplende la Luce, comprende che la paura da cui era preso, è nulla.
Erano talmente ignoranti del Padre che non lo vedevano. E ciò infondeva paura, confusione, instabilità, indecisione; molte erano le illusioni che li agitavano; molte le vuote stoltezze, proprio come se fossero immersi nel sonno e pervasi da sogni inquietanti; o come se fuggissero da qualche parte o ritornassero stremati dopo aver inseguito questo o quello. Si comportarono così tutti coloro che erano addormentati, allorché erano ignoranti; così finché non si levarono, allorché si svegliarono... grazie allo Spirito Santo che «Diede loro i mezzi per conoscere la gnosi del Padre e la rivelazione del Figlio»
Gesù-Cristo-Logos-Salvatore che «annunziò cose nuove, parlò di quanto è nel cuore del Padre, proferì il Logos perfetto»
Felice colui che è ritornato in sé e si è svegliato. Felice colui che ha aperto gli occhi ai ciechi. Lo Spirito si affrettò a rialzarlo non appena tese la sua mano a colui che giaceva a terra. (NdRC: attraverso la ricerca spirituale vengono meno non solo le nebbie dell'oblio ma anche le sofferenze derivanti dagli attaccamenti terreni, perché sono causate dalle false necessità).
Egli è il pastore che ha lasciato le novantanove pecore che non si erano smarrite, ed è andato alla ricerca di quella smarrita; trovatala, se ne rallegrò, Novantanove, infatti, è un numero che si trova sulla mano sinistra, che ne è padrona. Ma allorché è trovato l'uno, tutto il numero passa alla (mano) destra.
Curatevi di voi stessi, non curatevi delle cose estranee che avete respinto, che avete abbandonato.
Non rivolgetevi a quanto avete vomitato, per nutrirvene. Non diventate tarme, non diventate vermi: sono cose che avete definitivamente respinto.
Non diventate un luogo del diavolo, poiché l'avete definitivamente distrutto.
Non rafforzate quei vostri ostacoli vacillanti: sarebbe una restaurazione.
Colui che è senza legge è nulla: danneggia più se stesso che la legge. Compie, infatti, le sue azioni come un senza legge.
Egli conosce le sue sementi avendole seminate egli stesso nel suo paradiso. Il suo paradiso è il luogo del suo riposo, è la perfezione grazie al pensiero del Padre; e queste sono le parole della sua meditazione. Ognuna delle sue parole è opera della sua singola volontà nella manifestazione del suo Logos.
Egli conosce l'inizio e la fine di tutti. Quando verrà la loro fine, egli domanderà loro ciò che avranno fatto.
Perciò tutte le emanazioni del Padre sono Pleromi, tutte le sue emanazioni hanno la loro radice in colui che le ha fatte tutte crescere da se stesso e ha assegnato loro i loro destini.
Ognuna fu poi manifestata affinché per opera del loro pensiero fossero perfette.
Infatti il luogo al quale rivolgono il pensiero, quel luogo è la loro radice, che le innalza in tutte le altezze fino al Padre; esse raggiungono (allora) il suo capo -che è il loro riposo -, e si trattengono accanto a lui, si da poter affermare di avere partecipato al suo volto baciandolo.
Questo è il modo di essere di coloro che hanno ricevuto (qualcosa) dall'alto, dalla sconfinata grandezza: sono protesi verso l'unico, il perfetto, che è là per loro; non discendono nell'Amenti; sono esenti da gelosia e da sospiri, da morte, si riposano in colui che è in riposo; non hanno tormenti, né sono impegnati nella ricerca della verità; essi stessi sono la verità; il Padre è in loro, ed essi sono nel Padre, poiché sono perfetti e indivisibili da questo (essere) veramente buono: non soffrono alcuna privazione, ma si riposano, rinfrescati nello Spirito.
Presteranno attenzione alla loro radice. Volgeranno il loro interesse alle (cose) nelle quali egli (il Padre) troverà la propria radice, e la sua anima non soffrirà danno alcuno.
Questo è il luogo dei beati, questo è il loro luogo.
Vangelo di Verità denominato Codex Jung. E' considerato uno scritto Valentiniano.
Il Dio supremo è detto Padre che non ha inizio. Risiede nel Pleroma (pienezza). Genera il Logos, detto pure Salvatore, Gesù Cristo, e crea il tutto, cioè gli Eoni. Gli eoni sono in grado di conoscere il Padre soltanto con la meditazione del Logos.
Nella sua ascesa verso il Pleroma lo gnostico via via si riconosce e si libera dalle potenze che lo trattengono nella materia e nell'errore, ma non si tratta di un cammino semplice.
Visto dalla realtà del Padre, tutto il mondo inferiore è morto, è un'illusione, un sogno, una ubriacatura.
"Colui che ode, si desti dal suo profondo sonno! Alzati e ricorda e segui la tua radice e guardati dagli angeli della povertà!"
"L'oblio no sarà più. Questo è il Vangelo."
All'autore non importa dove e per mezzo di chi l'errore opera: in esso è riassunta tutta la vasta realtà dell'opposizione.
"Eravate un tempio ma vi siete resi una tomba. Smettete di essere una tomba, e ridiventate un tempio sicché dimori in voi la rettitudine e la divinità." (Insegnamenti di SIlvano)
Gli uomini devono sapere che quanto hanno deriva dal Padre, e quanto non hanno deriva da loro stessi.
Il Metropator è l'essere supremo che nell'Apocrifo di GIovanni si presenta: Io sono il Padre, io sono la Madre, io sono il Figlio.
Ebrei 4,12-13
12 Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. 13 Non v'è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto.
Nella parabola della pecora smarrita, il fatto che sia il pastore a cercare la pecora, significa che l'uomo da solo non può giungere alla conoscenza del Padre, e senza l'opera del pastore il Padre non sarebbe conosciuto.
Il Dio degli gnostici non è "giusto", bensì buono e misericordioso, e anche per questo essi sono contrari all'A.T., opera di un Dio giusto.
Quando tutte le scintille rientreranno nel Pleroma, sull'universo si spanderà una grande ignoranza e quaggiù non vi saranno più tensione, brame, sofferenze ecc. Nella sua ignoranza ognuno sarà pago.
Il Padre è la sintesi di tutte le particelle disperse, che riunendosi ricostituiscono l'Anima Mundi, il Padre del tutto.
Il Vangelo di Verità ha attestato che il bisogno fondamentale dell'uomo è la conoscenza (gnosi) della natura di Dio, che è verità.

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