Inno manicheo del VII secolo, rinvenuto in Cina
Misericordia! Raccoglimi e coglimi!
Fammi entrare nel gregge soave e pacifico della luce,
Raggiungere l'amena, fiorita altura, il bosco della legge
Dove io mi possa aggirare libero e senza paura.
Sono un odoroso seme della luce
Gettato nel fitto di una foresta tra i rovi.
Misericordia! Sollevami
Nell'aia della legge, nel ricettacolo della luce.
Sono, o Santo, una vite
Piantata in una campagna pura, nel giardino della legge.
Ma poi soffocata dai viticci, irretita dalle liane,
Che mi tolsero la forza migliore e diedero il tormento dell'aridità.
Sono, o Santo, un suolo grasso e ubertoso
Dove furono piantate dai demoni cinque piante velenose.
Oh, ti prego, impugna la scure, la lama affilata, la falce della legge,
E svelli, e brucia e ridona purezza!
Io sono, o Santo, un vestito nuovo splendente
Che fu macchiato dai demoni con sozzure.
O, ti prego, lavalo con l'acqua della legge e rinnovalo.
Che io ottenga il corpo beato, trascendente e le membra pure.

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