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“Gli
esseri umani vivono in un perenne stato di sogno. Sognano quando il
cervello dorme, ma anche quando è sveglio. Hanno saputo creare un
grande sogno esteriore, il "sogno della società",
costituito da innumerevoli sogni personali, familiari e di comunità.
Questo sogno esteriore possiede una grande quantità di regole che ci
sono state inculcate fin dalla nascita. Abbiamo così imparato come
comportarci in una data società, cosa credere, cosa è bene e cosa è
male, bello o brutto, giusto o sbagliato. Non abbiamo scelto queste
credenze e queste regole; ci siamo nati e le abbiamo apprese secondo
un processo di "addomesticamento" in cui le informazioni
sono passate dal sogno esteriore a quello interiore, andando a
formare il nostro personale sistema di credenze. A questo punto non
c'è più bisogno di "istruttori" esterni, giacché
diventiamo noi stessi i nostri giudici. Tutto ciò che crediamo su
noi stessi e sul mondo rientra in quel sogno interiore, che tuttavia
ci è giunto dall'esterno e che ci impedisce di vederci per come
siamo veramente.”
I Nagual Toltechi, uomini e donne di conoscenza, affondano le loro radici culturali nella stessa Verità unitaria che troviamo nelle tradizioni esoteriche di tutto il mondo. La loro non è una religione, ma onora tutti i maestri spirituali che hanno insegnato sul nostro pianeta.
Quella Tolteca è una via di vita, che si distingue per la rapida accessibilità alla felicità e all'amore.
Sognare è la principale funzione della mente: essa sogna 24h al giorno. Il sogno collettivo composto dagli uomini sin dagli albori del tempo si è consolidato nel sogno del pianeta, costituito da un grande sogno esteriore, dalla società e le sue credenze. Siamo stati addomesticati ad apprendere questa realtà, questo sogno collettivo, abbiamo così imparato come comportarci, in cosa credere e in cosa non credere. Siamo stati addestrati a essere "bravi e buoni" secondo gli standard di questo sogno collettivo, senza aver potuto mai compiere una scelta alternativa, consapevole. Ci ritroviamo così a essere noi stessi il giudice più severo del nostro operato. Se commettiamo un errore ci giudichiamo, ci troviamo colpevoli e ci puniamo. La cosa peggiore è che ricordiamo quell'errore un'infinità di volte, e ogni volta che ce ne ricordiamo, ci giudichiamo e ci puniamo di nuovo.
Tutta la nostra mente è una fitta nebbia che i Toltechi chiamano mitote. La mente è un sogno in cui migliaia di persone parlano allo stesso tempo e nessuno può capire ciò che dicono gli altri e che ci impedisce di vedere chi siamo veramente. (maya in India).
Come uscirne? 4 semplici Accordi, dalla potenza dirompente, capaci di infrangere quegli accordi basati sulla paura che non abbiamo mai scelto ma che ci incatenano sin dalla nascita.
1) ESSERE IMPECCABILI CON LA PAROLA
La parola è il potere con cui si creano gli eventi della nostra vita. E' lo strumento della Magia. A seconda di come la usciamo essa ci renderà liberi o schiavi. Impeccabile significa senza peccato. Se la si usa per inviare veleno emozionale, si sta usando contro se stessi. Più usiamo male la parola, più sprofondiamo all'inferno.
Essa andrebbe usata per condividere l'amore.
2) NON PRENDERE NULLA IN MODO PERSONALE
Nulla di ciò che fanno gli altri è a causa nostra. Ognuno vive nel proprio sogno, nella propria mente, in un mondo completamente diverso da quello in cui viviamo noi. Quando prendiamo qualcosa in modo personale crediamo che gli altri sappiano cosa c'è nel nostro mondo e cerchiamo di imporre il nostro punto di vista sul loro.
La nostra mente esiste anche al livello degli Dei e può percepire la loro realtà.
3) NON SUPPORRE NULLA
Abbiamo la tendenza di fare supposizioni su tutto. Il problema è che poi finiamo per prenderle per verità! E' sempre meglio chiedere piuttosto che supporre. Le supposizioni causano sofferenza.
4) FAI SEMPRE DEL TUO MEGLIO
Senza preoccuparsi della qualità, l'importante è fare sempre del proprio meglio, né più, né meno, così da non dare materiale al proprio giudice interiore per muovere alcuna critica. E' l'azione concreta a far sentire intensamente felici, non il mero immaginarla. Ogni cosa che impariamo l'abbiamo imparata attraverso la ripetizione. Solo la ripetizione permette di dominare qualsiasi attività, e la ripetizione presuppone l'azione. La ripetizione crea il Maestro.
Questi quattro accordi sono l'essenza della padronanza della trasformazione. Si tratta di trasformare l'inferno in paradiso, di trasformare il sogno del pianeta nel proprio sogno personale del paradiso e onorando questi quattro accordi non c'è modo di restare all'inferno! Mai preoccuparsi del futuro, è necessario mantenere l'attenzione sull'oggi e restare nel momento presente. Siamo solo noi stessi a impedirci di essere liberi.
Bisogna entrare in guerra con il parassita annidato nella mente (Giudice e Vittima), ottenendo il controllo delle emozioni.
Il Perdono: dobbiamo perdonare coloro che ci hanno offeso, non perchè meritino il perdono per carità cristiana, ma perchè amiamo noi stessi e non vogliamo continuare a pagare per l'ingiustizia subita. Il perdono è l'unico modo per guarire. Perdonando noi stessi invece inizieremo il processo di accettazione di sé, che ci condurrà alla libertà.
Se viviamo nel sogno del pianeta è come se fossimo già morti. Chi sopravvive all'iniziazione della morte riceve il regalo più bello: la resurrezione, ossia essere di nuovo se stessi, essere come bambini, liberi e selvaggi, ma con saggezza anzichè con innocenza.
La felicità è una scelta così come lo è la sofferenza.

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