domenica 11 novembre 2018

Teoria e pratica del Mandala


L'intelletto puro, distaccato dall'animo, è la morte dell'uomo. In India l'intelletto ha un posto addirittura subordinato. 
Così avviene che, pur subendo il mio passato, io resto sempre l'artefice libero del mio domani. 
Quando la concentrazione ci strappi dal fascinoso richiamo dell'esperienza esterna, cui cedono i sensi, e ci porti a guardare dentro di noi, ci troveremo al cospetto di un interno bagliore che folgora innanzi ai nostri occhi. E' luce incolore, abbagliante. Nelle Upanishad è l'àtman che consiste in una luce interiore con cui il vate desiderava fondersi: dall'irreale conducimi al reale, dalla tenebra conducimi alla luce
Gli indiani non hanno concepito la vita come una lotta fra il bene e il male, la virtù e il peccato, ma come opposizione fra questa coscienza luminosa e il suo contrario, la psiche e il subconscio che essi chiamano maya.
Queste premesse spiegano come l'India non abbia atteso l'avvento di nessun salvatore. L'uomo è sì coscienza decaduta nel tempo e nello spazio, offuscata, ma la liberazione dipende da lui medesimo; non c'è nessun intermediario che lo possa salvare. 
Attraverso il simbolo, il neofita da forma alle infinite possibilità giacenti nel fondo del suo inconscio, alle paure inespresse, ai primordiali impulsi, alle passioni antiche. Il mandala anzitutto delinea la superficie consacrata e la preserva dall'invadere delle forze disgregatrici. E' di fatto un cosmogramma, è l'universo intero nel suo schema essenziale, nel suo processo di emanazione e riassorbimento. Il mdos (NdRC: vedi maestri Bon Po e religione indigena del Tibet) è un mondo magicamente costruito per trasfigurazione ove lo stregone è assoluto padrone. L'axis mundi (il trono del re) che attraversa il mondo e attorno al quel il mondo ruota, mette gli abitanti del mondo in rapporto con le tre sfere di esistenza: sotterranea, mediana, e superiore, ovvero iinfera, atmosferica e celeste. Il mandala è una proiezione geometrica del mondo, il mondo ridotto al suo schema essenziale, lo schema della disintegrazione dell'uno nel molto e della reintegrazione del molto nell'uno, a quella coscienza assoluta, intera e luminosa che lo yoga e la meditazione fanno nuovamente brillare in fondo all'essere nostro.   

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