lunedì 30 agosto 2021

Il Vangelo segreto di Tommaso - Elaine Pagels



Giovanni 2:15-17 

15 Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui.

16 perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l'orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo.

17 E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno.

Giovanni 2:13-16

13 Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. 14Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. 15Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, 16e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato». 

Il Vangelo di Giovanni si differenzia dagli altri tre in quanto questo evangelista persegue l'idea secondo cui Gesù è Dio, fattosi uomo. Gli altri definiscono Gesù "Figlio di Dio" e messia ma non vanno oltre. Giovanni proclama che soltanto Gesù racchiude in sé la luce divina, confutando di fatto la tesi di Tommaso secondo la quale quella luce risplende in ognuno di noi. Giovanni sostiene che Gesù è l'eterna parola di Dio in forma umana. 

Gesù dice ai discepoli: State all'erta che nessuno vi inganni con le parole "Vedete qui!" o "Vedete là!". Il Figlio dell'uomo è infatti dentro di voi. Seguitelo! Chi lo cerca lo trova. Ancora, "Se porterete alla luce quello che è dentro di voi, quello che porterete alla luce vi salverà- Se non porterete alla luce quello che è dentro di voi, quello che non porterete alla luce vi distruggerà."

"Tu sei Pietro" dice Gesù all'apostolo, "e su questa pietra edificherò la mia Chiesa", una promessa in cui molti leggono la conferma del primato di Pietro nella successione apostolica e del suo ruolo di antenato spirituale del papato. 

Giovanni 10

7 Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. 8 Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. 9 Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. 10 Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza. 11 Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. 12 Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; 13 egli è un mercenario e non gli importa delle pecore. 

Una cosa soltanto il Gesù giovanneo chiede ai suoi discepoli, che credano: "Abbiate fede in Dio; e abbiate fede anche in me."

Il Gesù di Tommaso invece chiede a ogni seguace di scoprire la luce nascosta nella sua interiorità: "In una persona di luce c'è luce" dice.

Ireneo considerava i cristiani che si definivano spirituali (come il gruppo di Valentino e Tolomeo che si affidavano volentieri a sogni e rivelazioni) nient'altro che pericolosi deviazionisti. Tuttavia i vangeli del Nuovo Testamento traboccano di apparizioni, sogni, visioni e rivelazioni. 

Giovanni 16,13

Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future.

e ancora:

Giovanni 14:12-14

12 In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. 13 Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14 Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.

Il problema che Ireneo voleva risolvere era quello di come "discernere gli spiriti", ossia di come stabilire quali ispirazioni provenissero da Dio, quali dalle forze maligne e quali dall'immaginazione surriscaldata. Fu lui il primo artefice del cosiddetto "canone", la cornice entro cui sono racchiusi i vangeli di Matteo, Luca, Marco e Giovanni. 

Dall'orrore si può uscire, ci rassicura il Vangelo di Verità: non appena scopriamo la presenza di Dio, l'incubo si dissolve, il soffio divino (lo Spirito Santo) "si affrettò a rialzarlo, allorché tese la sua mano a colui che giaceva a terra." Il divino, è vero, è ineffabile, inimmaginabile, ma la nostra comprensione è connessa con le parole e le immagini, che possono tanto limitare quanto espandere le nostre percezioni. Così, benché Dio non sia né maschio né femmina, nell'evocare l'immagine di Dio Padre, il Vangelo di Verità parla anche di Dio Madre. Lo Spirito Santo è il soffio divino: con esso il Padre-Madre esalò l'intero universo degli esseri viventi ("i figli del padre sono il suo profumo") e con esso ricondurrà l'intero creato nell'abbraccio della sorgente divina. Il V di Verità esorta coloro che scoprono Dio in se stessi e se stessi in Dio a trasformare la gnosi in azione:

Parlate della verità con coloro che la cercano, 

della gnosi con coloro che, nel loro errore, hanno peccato...

rinforzate il piede di coloro che vacillano, 

tendete la mano agli infermi. Nutrite quanti hanno fame, 

consolate coloro che soffrono,

innalzate quanti lo desiderano.

Preoccuparsi degli altri e fare il bene: è così che si esegue la volontà del Padre.

Valentino e i suoi discepoli (via esperienziale), leggendo l'inizio del Vangelo di Giovanni, immaginavano Dio, il Verbo e Gesù Cristo quali onde di energia divina che, come rivoli di una grande cascata, discendevano dall'alto. Andando oltre i precetti elementari della Chiesa, ci si deve sforzare nella speranza e fede di conquistare la maturità spirituale. 

"La carne e il sangue non possono ereditare il Regno di Dio" 1 Cor 15,50.

Matteo raffigura Gesù come il re eletto da Dio, Luca ne evidenzia il ruolo sacerdotale e Marco ne esalta lo spirito profetico. Nessuno dei tre tuttavia giunge a identificarlo con Dio, e tanto meno come Dio. Ma è proprio questo ruolo che Ireneo assegna a Giovanni: soltanto Giovanni, dirà poi il padre della chiesa Origine, parla della divinità di Gesù. Ed è proprio questo agli occhi di Ireneo e di Origene, a rendere Giovanni non soltanto diverso, ma anche più elevato degli altri tre evangelisti, perché coglie quello che agli altri era sfuggito.

Ireneo conclude la sua opera in 5 libri "Contro gli eretici" esortando i cristiani a giudicare e scomunicare gli eretici.  

La nascita di Eva ci comunica che nella nostra mente e nei nostri cuori esiste una capacità latente che, se risvegliata, ci connette con il divino.  L'autore del Libro Segreto la chiama epinoia. Pur essendo Dio incomprensibile, esistono delle facoltà che ce lo rivelano. I modi della conoscenza, capaci di condurre alla rivelazione, tutti indicati con vocaboli al femminile, sono la pronoia (attesa cosciente o anticipazione consapevole), l'ennoia (autoriflessione) e la prognosis(pre-conoscenza o intuizione). A condurre alla vera visione interiore è soprattutto la luminosa epinoia, il cui significato è affine al concetto romantico di immaginazione. L'epinoia però se pur indispensabile è una dote ambigua. A Giovanni che gli chiede se tutti gli esseri umani ricevano in dono la luminosa epinoia, il Salvatore risponde di sì: "La forza discenderà su ogni persona, perché senza di lei nessuno può reggersi." Essa, prosegue Gesù, fortifica coloro che la prediligono, perché permette di distinguere il bene dal male, e dunque l'etica è inseparabile dalla comprensione spirituale. "Quando lo spirito della vita aumenta, si legge nel Libro Segreto, e il potere discende su un'anima e la irrobustisce, nessuno può più ingannarla con le opere malvage. 

Costantino convocò a sue spese un concilio dei vescovi a Nicea affinché definissero i principi ufficiali della fede cristiana. Nacque così il Credo Niceno, il cosiddetto canone ufficiale, ossia i 27 testi che compongono il Nuovo Testamento.  

L'epinoia, proclamava Ireneo, conduce solamente all'errore: un punto di vista che la Chiesa cattolica sottoscrisse allora e sottoscrive ancora. 

 Il Vangelo di Tommaso

Questi sono i detti segreti che Gesù, il Vivente, disse e Giuda Tommaso, il Gemello, scrisse:

3 Gesù disse: "Se coloro che vi guidano vi dicono: ecco, il Regno è nei cieli, allora gli uccelli del cielo vi precederanno. Se vi dicono: Ecco, è nel mare, allora i pesci del mare vi precederanno. Il Regno è invece dentro di voi e fuori di voi. Quando conoscerete voi stessi, allora sarete conosciuti e capirete che siete figli del Padre, il Vivente. Ma se non conoscerete voi stessi, vivrete nella povertà e sarete la povertà."

10 Gesù disse: "Ho gettato fuoco sul mondo, ed ecco, lo custodisco fino a quando non divamperà."

16 Gesù disse: "Forse pensano che io sia venuto a portare la pace nel mondo. Non sanno che sono venuto a portare il conflitto sulla terra: fuoco, spada, guerra. Perché in una casa saranno cinque: tre saranno contro due e due contro tre, il padre contro il figlio e il figlio contro il padre, e saranno soli."

24 I discepoli dissero: "mostraci il luogo in cui sei, perché è necessario che lo cerchiamo. Egli disse: Chi ha orecchie per intendere, intenda! In una persona di luce c'è luce e illumina il mondo. Se non risplende, è tenebra."

28 Gesù disse: "Sono stato in mezzo agli uomini e sono apparso nella carne. Li ho trovati tutti ubriachi e non ho trovato nessuno assetato e la mia anima si affatica per i figli degli uomini, perché il loro cuore è cieco e non vedono: sono venuti vuoti al mondo e vuoti vogliono andarsene dal mondo. Nel frattempo però sono ubriachi. Quando avranno smaltito il vino, allora si pentiranno."

39 Gesù disse: "I farisei e gli scribi si sono impossessati delle chiavi della conoscenza e le hanno nascoste. Non sono entrati loro, né hanno lasciato entrare coloro che lo desiderano. Voi, però, siate scaltri come serpenti e innocenti come colombe."

41 Gesù disse: "Verrà dato a chi ha già qualcosa nella mano e a chi non ha nulla sarà tolto anche quel poco che ha."

44 Gesù disse: "Chi bestemmia il Padre sarà perdonato e sarà perdonato chi bestemmia il Figlio. Ma chi bestemmia lo Spirito Santo non sarà perdonato né in terra, né in cielo."

49 Gesù disse: "Beati voi solitari ed eletti, perché troverete il Regno. Da esso infatti siete venuti e a esso tornerete."

56 Gesù disse: "Chi ha conosciuto il mondo, ha trovato un cadavere, e il mondo non è degno di chi ha trovato un cadavere."

57 Gesù disse: "Il Regno del Padre è simile a un uomo che aveva una buona semente. DI notte venne il suo nemico e mescolò la zizzania ai semi buoni. L'uomo non permise ai suoi operai di strappare la zizzania, ma disse loro: No, altrimenti potreste estirpare insieme anche il grano. Nel giorno della mietitura invece la zizzania sarà ben visibile e verrà sradicata e bruciata.

64 I compratori e i mercanti non entreranno nella casa del Padre.

67 Gesù disse: "Chi sa tutto, ma è povero dentro di sé, manca di tutto."

70 Gesù disse: "Se porterete alla luce quello che è dentro di voi, quello che porterete alla luce vi salverà. Se non porterete alla luce quello che è dentro di voi, quello che non porterete alla luce vi distruggerà."

87 Gesù disse: "Misero è il corpo che dipende da un corpo, e misera è l'anima che dipende da entrambi."

93 "Non date ai cani ciò che è santo affinché non lo gettino nel letamaio. Non date le perle ai porci, potrebbero calpestarle."

94 Gesù disse: "Chi cerca trova e a chi bussa verrà aperto."




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