Molte buone opere sono richieste al cristiano, ma quella di pregare deve essere prima di tutte, perché senza l'orazione non si può compiere nessun altra buona azione.
"Se tu non capisci la Parola di Dio, i demoni tuttavia capiscono quello che tu leggi e ne tremano."
Il segreto è che mente e cuore non sono la stessa cosa. La Filocalia è la chiave che apre i misteri della sacra scrittura.
"Per quanto tu ti logori, per quanto tu sottoponga il tuo corpo a fatiche e penitenze, se non avrai sempre Dio nella mente e l'ininterrotta Preghiera di Gesù nel cuore, non avrai mai la pace e sarai sempre disponibile al peccato a ogni minima occasione. Mettiti subito, fratello, a recitare la Preghiera di Gesù; ti sarà facile, in questa solitudine. Ne vedrai presto l'efficacia. Non ti verranno più pensieri empi, conoscerai la vera fede, il vero amore per Gesù."
Non serve e non giova astenersi dal peccato solo per paura dei tormenti e che l'anima può liberarsi dai pensieri peccaminosi soltanto con la custodia della mente e la mondezza del cuore. Tutto questo si ottiene con l'orazione interiore.
Gregorio di Nissa: "Infatti non si tratta di abbandonare la via del peccato per paura del castigo, come fanno gli schiavi, o di agire bene nella speranza del premio (NdRC: come mercenari), ma di temere soltanto la perdita dell'amicizia di Dio."
Prima di tutto occorre trovare la posizione del cuore. Chiudere gli occhi e contemplare con la mente il cuore, tentando di rappresentarlo quale esso è, nella parte sinistra del petto e di ascoltarne attentamente il battito.
Lc 17,21 "Il Regno di Dio è dentro di voi."
A ciascuno Dio da una vocazione diversa. Molti sono stati i predicatori e molti gli eremiti. Ciascuno scopre in sé il proprio dono, lo riconosce come la via di salvezza indicatagli da Dio.
Mt 16,26 "Che giova a un uomo guadagnare il mondo intero se perde l'anima sua?"
Gv 4,4 "Lo spirito di Dio che abita in voi è più potente dello spirito diabolico che sta nel mondo."
Non basta che noi preghiamo senza intermissione, dobbiamo rivelare lo zelo dell'orazione incessante anche agli altri.
"Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta la tua mente", "Vigilate e pregate perché non sapete l'ora", "Rimanete in me e io in voi", sono indicazioni chiare.
"Le forze avverse all'orazione del cuore possono attaccare sia da destra che da sinistra (NdRC: dal passato e dal futuro). In altre parole, se il nemico non riesce a distogliere lo spirito dall'orazione con vari pensieri e fantasie peccaminose, allora richiama alla memoria ricordi edificanti o ispira magnifici pensieri, pur di distrarci in qualche modo dall'orazione, che gli è insopportabile."
Schimnitza, una monaca giunta ad un alto grado di ascetismo e di vita spirituale.
Mt 5, 45 "Dio fa sorgere il suo sole sopra i cattivi e sopra i buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti."
Sant'Efrem il Siro: "Un buon discorso è d'argento, ma il silenzio è oro puro."
L'anima umana non è legata al luogo o alla materia: essa puo' vedere anche al buio, e gli oggetti lontani come quelli vicini. Noi non alimentiamo questa facoltà dell'anima, la soffochiamo con il peso del nostro corpo opaco, con il groviglio dei nostri pensieri casuali e distratti. Ma se ci concentriamo, isolandoci da tutto ciò che ci circonda, e raffiniamo la mente, allora l'anima ritorna in possesso di se stessa e agisce con tutte le sue potenze. Alcuni staretz riescono a vedere il proprio doppio e a penetrare il pensiero altrui.
Se tu dai a Dio la minima briciola, Egli te la ripagherà in oro. Se solo ti proponi di andare verso il Padre, Egli ti verrà incontro. Nessuna buona piccola azione è vana e passerà inosservata all'onnipotente occhio di Dio.
San Giovanni afferma che mentre pronunciamo la Preghiera niente ci distingue dai Santi, dai Padri e dai Martiri perché anche se pieni di peccato, quando preghiamo l'orazione ci lava immediatamente.
Utile è ripercorrere con la memoria, e segnare, tutti i peccati commessi in vita nostra.
Le radici che alimentano i germogli del peccato sono sempre 4:
- non amare Dio; (fare di se stessi un idolo al quale rendo un culto ininterrotto cercando in ogni occasione il piacere dei sensi e l'appagamento dei desideri)
- detestare il prossimo;
- non credere alla Parola di Dio e all'immortalità;
- essere colmi di orgoglio e ambizione.
"Signore fa sì che io ti ami come ho saputo un tempo amare il peccato" (NdRC: compreso l'amare se stessi).
Nel Vangelo si trova la piena e minuziosa conoscenza della pratica dell'orazione esposta in ordine sistematico dal principio alla fine.
1) Preparazione e introduzione all'orazione, Mt 6, 5-14:
"E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 6 Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà."
" 7 Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. 8 Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate."
"9 Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
10 venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
11 Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
12 e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
13 fa che non cadiamo nella tentazione,
e liberaci dal male.
14 Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; 15 ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe."
Mt 7, 7-12: "7 Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 8 Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. 9 Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? 10 E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? 11 Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!
12 Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti."
Mc 14, 32-39: "32 Poi essi arrivarono ad un luogo chiamato Getsemani; ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedete qui, finché io abbia pregato». 33 Quindi prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, e cominciò ad essere preso da timore e angoscia; 34 e disse loro: «L'anima mia è grandemente rattristata, fino alla morte; rimanete qui e vegliate». 35 E, andato un poco avanti, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, si allontanasse da lui quell'ora. 36 E disse: «Abba, Padre, ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che tu vuoi». 37 Quindi, tornato indietro, trovò i discepoli che dormivano e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non hai avuto la forza di vegliare una sola ora? 38 Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; certo lo spirito è pronto, ma la carne è debole». 39 Se ne andò di nuovo e pregò, dicendo le medesime parole."
Lc 11, 5-13: "5 Poi aggiunse: «Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: Amico, prestami tre pani, 6 perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti; 7 e se quegli dall'interno gli risponde: Non m'importunare, la porta è già chiusa e i miei bambini sono a letto con me, non posso alzarmi per darteli; 8 vi dico che, se anche non si alzerà a darglieli per amicizia, si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono almeno per la sua insistenza.
9 Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 10 Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. 11 Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? 12 O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? 13 Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!».
Lc 18, 1-8: "1 Diceva loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: 2 «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. 3 In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: «Fammi giustizia contro il mio avversario». 4 Per un po' di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: «Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, 5 dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi»». 6 E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. 7 E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? 8 Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
Gv 4, 5-25: "5 Giunse dunque a una città della Samaria, chiamata Sicar, vicina al podere che Giacobbe aveva dato a suo figlio Giuseppe; 6 e là c'era la fonte di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del cammino, stava così a sedere presso la fonte. Era circa l'ora sesta. 7 Una donna della Samaria venne ad attingere l'acqua. Gesù le disse: «Dammi da bere». 8 (Infatti i suoi discepoli erano andati in città a comprare da mangiare.) 9 La donna samaritana allora gli disse: «Come mai tu che sei Giudeo chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?» Infatti i Giudei non hanno relazioni con i Samaritani. 10 Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: "Dammi da bere", tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato dell'acqua viva». 11 La donna gli disse: «Signore, tu non hai nulla per attingere, e il pozzo è profondo; da dove avresti dunque quest'acqua viva? 12 Sei tu più grande di Giacobbe, nostro padre, che ci diede questo pozzo e ne bevve egli stesso con i suoi figli e il suo bestiame?» 13 Gesù le rispose: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; 14 ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna». 15 La donna gli disse: «Signore, dammi di quest'acqua, affinché io non abbia più sete e non venga più fin qui ad attingere». 16 Egli le disse: «Va' a chiamare tuo marito e vieni qua». 17 La donna gli rispose: «Non ho marito». E Gesù: «Hai detto bene: "Non ho marito"; 18 perché hai avuto cinque mariti; e quello che hai ora, non è tuo marito; ciò che hai detto è vero». 19 La donna gli disse: «Signore, vedo che tu sei un profeta. 20 I nostri padri hanno adorato su questo monte, ma voi dite che è a Gerusalemme il luogo dove bisogna adorare». 21 Gesù le disse: «Donna, credimi; l'ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22 Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23 Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori. 24 Dio è Spirito; e quelli che l'adorano, bisogna che l'adorino in spirito e verità». 25 La donna gli disse: «Io so che il Messia (che è chiamato Cristo) deve venire; quando sarà venuto ci annuncerà ogni cosa». 26 Gesù le disse: «Sono io, io che ti parlo!"
Gv 15, 4-8: "4 Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. 5 Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 6 Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. 7 Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. 8 In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli."
Gv 16, 23-25: "23 Quel giorno non mi domanderete più nulla. In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. 24 Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena. Io ho vinto il mondo! 25 Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l'ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre."
Nella Filocalia, 25 Padri Spirituali hanno raccolto tutto ciò che sapevano sull'Orazione del Cuore.
Senza la Fede è impossibile piacere a Dio (Ebr. 11,6)
La Fede è un dono spirituale e ci è dato dallo Spirito Santo.
Chiedete e vi sarà dato (Mt. 7,7)
La fede si conquista con l'orazione.
La fede senza le opere è morta in se stessa.
San Gregorio il Sinaita assicura: "Prega e pensa quel che vuoi", i tuoi pensieri si purificheranno con l'orazione. L'orazione illuminerà il tuo intelletto; ne scaccerà tutti i pensieri insidiosi. "Prega e non accanirti troppo a dominare le passioni con le tue sole forze." L'orazione le annineterà per te. Gv 4,4 Lo Spirito di Dio che abita in voi è più potente di colui che sta nel mondo.
La radice, l'essenza e la forza di tutte le passioni e azioni dell'uomo è il suo innato amor di sé. Ogni desiderio umano, ogni impresa, ogni azione tende ad appagare l'amor di sé, a ricercare quello che è il proprio piacere. La soddisfazione di questa esigenza è una costante della vita dell'uomo naturale. Ma lo spirito umano non si appaga di ciò che è solo dei sensi e l'innato amor di sé non si acquieta mai; perciò i desideri si sviluppano sempre di più, l'ansia di felicità cresce, riempie l'immaginazione e istiga i sentimenti allo stesso fine.
Lo sconforto è il peggiore dei peccati e la principale arma usata dal mondo delle tenebre contro di noi.
"Resta in silenzio nella tua cella ed essa ti insegnerà ogni cosa."
Domanda il Professore: Ma il silenzioso eremita che si è sottratto al rapporto umano, in che modo potrà, senza agire, essere utile al suo prossimo, in che modo contribuire al benessere della società umana?
Risposta dello Starets: Anzitutto colui che offre benefici divulgando convenienti ed esperimentati metodi di perfezionamento spirituale, diventa il benefattore di interi popoli. Appresso, l'uomo di mondo udendo parlare del devoto solitario avverte un impulso verso la vita devota, ricorda ciò che l'uomo può essere sulla terra. L'eremita silenzioso insegna con il suo stesso silenzio.
Poi c'è Sant'Isacco il Siro: Non comparare coloro che fanno nel mondo segni e prodigi, con coloro che vivono consapevolmente nel silenzio. Ama piuttosto l'inattività del silenzio, non il saziare gli affamati nel mondo, o la conversione di molte persone a Dio. Meglio per te liberare te stesso dalla morsa del peccato, che liberare schiavi dalla schiavitù."
Ai contemplativi è affidato il sommo compito di mantenere vivo lo spirito della verità, raccogliendolo dai secoli passati, conservarlo per quelli futuri e trasmetterlo ai posteri.
L'orazione fervente del giusto è molto potente.
Tre sono i metodi essenziali indicati dai Padri del Deserto per giungere all'orazione interiore:
1) la frequenza nell'invocare il nome di Cristo;
2) la concentrazione durante l'invocazione;
3) la discesa in se stessi, ossia l'ingresso della mente nel cuore.
Queste sono le tre chiavi.
La quantità conduce alla qualità.
La concentrazione è la guardia della mente come ha detto Niceforo il Monaco.
Attraverso la meditazione e la concentrazione sul cuore si procede alla discesa in se stessi (NdRC: a conoscere e confrontarsi con lo spirito del profondo.)
Agire sempre come se ci si trovasse al cospetto di Dio, perché così è.
San Giovanni Climaco: "Con il Nome di Gesù colpisci i nemici; non c'è arma più potente di questa, né in cielo né in terra."
Leggi poco, ma quel poco approfondisci e assimila.
San Simeone il Nuovo Teologo: Da quando l'uomo fu cacciato dal paradiso e si è allontanato dal Signore, al diavolo con i demoni fu concesso d'insidiare subdolamente, giorno e notte, la forza spirituale di ogni uomo. La mente non può in nessun modo difendersi se non con il costante ricordo di Dio.
Gv 15,5: Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.
Sermoni di Eschilo di Gerusalemme
La vigilanza è la custode costante della mente sulla soglia del cuore; essa scorge avvicinarsi i pensieri estranei, questi ladri e predoni; ascolta quello che dicono e fanno, questi geni malefici, e vede le immagini seducenti che i demoni compongono, quando vogliono lusingare la mente e sedurla con le illusioni. Se riusciamo a mettere in pratica la virtù della sobrietà e della custodia del cuore, allora apprenderemo l'arte della lotta spirituale.
Chi pratica la vita interiore deve esercitare in ogni istante queste quattro virtù: l'umiltà, la concentrazione, l'opposizione ai pensieri e l'orazione.
Il diavolo, come leone ruggente, va in giro con le sue orde, cercando chi divorare.
La perseveranza è la madre dell'abitudine, sia nella virtù che nel vizio.
L'orazione perpetua disperde dentro di noi le cupe nubi e i venti degli spiriti del male.
Sermoni di Filoteo il Sinaita
La prima porta che introduce alla Gerusalemme spirituale, cioè nella concentrazione della mente, è il saggio silenzio delle labbra, anche se la mente non tace ancora; la seconda porta è la misurata continenza nel cibo, nel bere e nel dormire; la terza, che purifica a un tempo corpo e mente, è la continua memoria e meditazione della morte.
La concentrazione e l'orazione, unite, sono simili alle ruote del carro infuocato di Elia, perché sollevano nell'alto dei cieli colui che vi si accosta.
LOTTE ASCETICHE
Il silenzio genera l'ascesi, l'ascesi genera il pianto, il pianto il timore, il timore l'umiltà, l'umiltà il ravvedimento. il ravvedimento l'amore, ed infine l'amore rende l'anima assennata e priva delle passioni.
Anche una sola parola può allontanare la mente dal ricordo di Dio, se i demoni la tentano con la complicità dei sensi. Custodire l'anima è un'impresa grande e paurosa.
Giudica, o Signore, i miei oppositori, espugna coloro che mi assediano!
"Signore, da forza alla mia forza!" Sal 29
"Signore, concedi una salda fermezza alla mia concentrazione."

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