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Nella ricerca della saggezza il primo stadio è il silenzio, il secondo l'ascolto, il terzo il ricordo, il quarto la pratica, il quinto l'insegnamento.
Solomon Ibn Gabirol
12 i Principi Spirituali che riassumiamo brevemente:
- Non credete a nulla di ciò che leggete. (NdRC: Ogni concetto esposto non ha valore se non testato nel concreto della propria esistenza. Occorre mettere in pratica le lezioni e osservare i concreti miglioramenti alle quali esse conducono.)
- Esistono due realtà fondamentali, il nostro mondo dell'1%, fatto di oscurità e caos (NdRC: ricordate il mitote), e quello del 99%, il regno della Luce.
- Tutto ciò che un essere umano desidera veramente dalla vita è Luce Spirituale (NdRC: pensateci bene, praticamente nulla di ciò che desideriamo ottenere è di natura fisica, quindi è folle rincorrere i beni materiali).
- Lo scopo della vita è la trasformazione spirituale da entità reattive a esseri proattivi. (NdRC: quando noi reagiamo a un evento esterno siamo solo un effetto e non una causa; siamo quindi reattivi e non proattivi. Se lasciamo siano i flussi degli eventi esterni a condizionarci, rinunciamo al controllo, siamo quindi reattivi e non proattivi.)
- Nel momento della trasformazione (NdRC: ossia quando opponiamo resistenza a una reazione istintiva) entriamo in contatto con il regno del 99%. Non conta chi ha torto o ragione, conta la nostra decisione di non reagire!
- Mai, assolutamente mai, addossare la colpa agli altri o alle circostanze esterne (NdRC: noi riconosciamo negli altri quelle che sono le nostre colpe/debolezze e li crediamo il nemico, mentre l'unico avversario è in noi, e per essere sconfitto ci è richiesto di trasformare noi stessi)
- Resistere ai nostri impulsi reattivi crea una Luce durevole (NdRC: reagire può fornire un piacere intenso ma effimero, mentre resistere e non reagire crea in noi un piacere durevole).
- Un comportamento reattivo produce intensi lampi di Luce, ma alla fine lascia dietro di sé l'oscurità (NdRC: parallelismo con la droga).
- Gli ostacoli, il Caos, ci offrono l'opportunità di connetterci alla luce. (NdRC: non è accendendo incensi e meditando che si ottiene la trasformazione, ma affrontando situazioni scomode e resistendo.)
- Più grande è l'ostacolo, più grande è la Luce potenziale.
- Quando le sfide sembrano impossibili, infondete certezza. La Luce è sempre presente.
- Tutte le caratteristiche negative che vedete negli altri sono solo un riflesso delle vostre. Solo correggendo voi stessi potete cambiare gli altri.
La sindrome dell'improvvisamente:
Secondo la Kabbalah quando salta fuori un problema grave che interrompe bruscamente il flusso di felicità che appagava un nostro particolare desiderio, non si tratta di un evento casuale, caotico. Esiste una causa più profonda. Nel passato, da qualche parte, deve essere stato piantato un seme. Tutto ciò che accade ha sempre una ragione, anche se noi, vivendo nel mondo dell' 1% non ne riusciamo a intravvedere alcuna.
A un livello di realtà più profondo (che non possiamo percepire con i nostri 5 sensi), tutte le cose sono connesse.
Il pane della vergogna:
E' una definizione coniata dagli antichi cabalisti per descrivere tutte le emozioni negative che accompagnano una fortuna che non ci si è guadagnati.
La verità risulta sempre comprensibile a tutti, anche ai bambini e non soltanto a un'élite di intellettuali. Se un'idea, o un concetto, è complessa o contorta, è probabile che non sia la verità.
La Kabbalah ha un'unica parola per definirci: DESIDERIO.
Siamo tutti desideri ambulanti che cercano costantemente di soddisfare le proprie esigenze.
La Kabbalah riassume ogni forma di appagamento in una cola parola: LUCE poichè essa rimanda a tutti i colori e le sfumature della gioia che le persona vanno cercando.
I desideri non nascono da soli, non ce li inventiamo, quindi significa che li abbiamo già sperimentati, che originariamente eravamo connessi al mondo del 99%. I desideri sono ricordi che perdurano nella nostra anima, reminiscenze radicate nella nostra essenza.
Le Dieci Sefirot:
I 10 veli, le 10 dimensioni che separano il regno del 1% da quello del 99%. Keter rappresenta il regno più splendente della luce, Malkhut la dimensione più oscura, il nostro universo fisico.
Secondo la Kabbalah anche gli oggetti inanimati hanno un anima, l'unica cosa che ci differenzia da essi è l'intensità del desiderio di raggiungere la Luce.
Ogni nuova nozione seminata nelle nostre menti dischiude sentieri e portali nel regno del 99 per cento attraverso i quali l'energia positiva colma il nostro essere. Lo studio della Kabbalah libera il potenziale nascosto, permettendoci di cogliere e percepire cose che non avremo mai visto prima.
La Kabbalah, come molte altre dottrine, sostiene che nel momento in cui si smette di pensare a noi stessi e a ciò che riceveremo a causa di una nostra azione, la Luce si prenderà cura di noi e potremo ricevere ogni cosa, senza paura di perderla.
La Kabbalah ci insegna che i nostri pensieri non sono originati dalla materia cerebrale. Il cervello è più simile ad un'antenna, una stazione ricevente che intercetta un segnale e poi lo ritrasmette alla mente conscia. Due sono le "emittenti cosmiche": la Luce e l'Avversario. I pensieri dell'Avversario si manifestano attraverso la nostra mente logica e razionale, attraverso il nostro ego. Il segnale della Luce si manifesta sotto forma di intuizione, di sogni, di una flebile voce nei recessi della nostra mente. Nel momento in cui vinciamo il nostro impulso a reagire interrompiamo letteralmente la trasmissione dell'Avversario e il segnale della Luce sarà centuplicato e potremo attingere all'infinita fonte di saggezza.
Libero arbitrio: Può esistere solo se nell'esistenza umana compare il concetto di tempo, ma questo è lo strumento prediletto dall'Avversario per farci credere che la bontà non ripaga, fornendo risposte ritardate nel tempo. La distanza che separa la causa dall'effetto ci impedisce di cogliere le connessioni tra i diversi eventi della nostra vita. Niente accade per caso, è solo il tempo che ci fa dimenticare la causa scatenante. Il tempo crea l'illusione del caos/caso, sebbene in realtà esista un ordine nascosto.
La Kabbalah ci insegna che ciascuno di noi arriva in questo mondo portandosi dietro una valigia dalle esistenze precedenti contenente tutte le situazioni che ci hanno mandato in cortocircuito nelle nostre vite precedenti che saremo tenuti a correggerle in un determinato punto del futuro. E' il concetto di Tikkun. Tutto ciò che ci crea disagio è una parte del nostro Tikkun.
Entriamo nel concreto:
- preoccuparsi di quello che pensano gli altri è un comportamento reattivo al quale occorre resistere;
- occorre resistere alla pigrizia, che alimenta il pane della vergogna;
- occorre resistere al proprio ego;
- resistere al giudizio;
- cadere e rialzarsi è il modo in cui noi creiamo la trasformazione spirituale che è il vero fine della vita umana;
- dare uno stop al vittimismo, resistere a tutti i sentimenti di delusione;
- quando dare una cosa è difficile, quello è il momento della vera condivisione, il momento dal quale deriva Luce durevole.
FARE MIRACOLI:
Secondo molti insegnamenti spirituali la coscienza crea la nostra realtà. Ciò che desideriamo è quanto riceviamo. Se siamo incerti riceviamo l'energia dell'incertezza. Si deve smettere di dubitare dei risultati positivi. Concentrandosi sull'eliminazione del pane della vergogna e smettendo di fissarsi sugli esiti si otterranno miracoli. Si ricordi che i risultati esistono già nel mondo del 99 percento.
Il gene di Dio racchiuso nella nostra anima ci spinge a desiderare di trasformarci nei creatori del nostro appagamento.
Lo Zohar è una candela in un mondo di tenebra. Trascende la religione, la razza, la politica e la geografia.
Dio non comanda. Dio non ordina. Non punisce né premia.
A un livello di realtà più profondo (che non possiamo percepire con i nostri 5 sensi), tutte le cose sono connesse.
Il pane della vergogna:
E' una definizione coniata dagli antichi cabalisti per descrivere tutte le emozioni negative che accompagnano una fortuna che non ci si è guadagnati.
La verità risulta sempre comprensibile a tutti, anche ai bambini e non soltanto a un'élite di intellettuali. Se un'idea, o un concetto, è complessa o contorta, è probabile che non sia la verità.
La Kabbalah ha un'unica parola per definirci: DESIDERIO.
Siamo tutti desideri ambulanti che cercano costantemente di soddisfare le proprie esigenze.
La Kabbalah riassume ogni forma di appagamento in una cola parola: LUCE poichè essa rimanda a tutti i colori e le sfumature della gioia che le persona vanno cercando.
I desideri non nascono da soli, non ce li inventiamo, quindi significa che li abbiamo già sperimentati, che originariamente eravamo connessi al mondo del 99%. I desideri sono ricordi che perdurano nella nostra anima, reminiscenze radicate nella nostra essenza.
Le Dieci Sefirot:
I 10 veli, le 10 dimensioni che separano il regno del 1% da quello del 99%. Keter rappresenta il regno più splendente della luce, Malkhut la dimensione più oscura, il nostro universo fisico.
Secondo la Kabbalah anche gli oggetti inanimati hanno un anima, l'unica cosa che ci differenzia da essi è l'intensità del desiderio di raggiungere la Luce.
Ogni nuova nozione seminata nelle nostre menti dischiude sentieri e portali nel regno del 99 per cento attraverso i quali l'energia positiva colma il nostro essere. Lo studio della Kabbalah libera il potenziale nascosto, permettendoci di cogliere e percepire cose che non avremo mai visto prima.
La Kabbalah, come molte altre dottrine, sostiene che nel momento in cui si smette di pensare a noi stessi e a ciò che riceveremo a causa di una nostra azione, la Luce si prenderà cura di noi e potremo ricevere ogni cosa, senza paura di perderla.
La Kabbalah ci insegna che i nostri pensieri non sono originati dalla materia cerebrale. Il cervello è più simile ad un'antenna, una stazione ricevente che intercetta un segnale e poi lo ritrasmette alla mente conscia. Due sono le "emittenti cosmiche": la Luce e l'Avversario. I pensieri dell'Avversario si manifestano attraverso la nostra mente logica e razionale, attraverso il nostro ego. Il segnale della Luce si manifesta sotto forma di intuizione, di sogni, di una flebile voce nei recessi della nostra mente. Nel momento in cui vinciamo il nostro impulso a reagire interrompiamo letteralmente la trasmissione dell'Avversario e il segnale della Luce sarà centuplicato e potremo attingere all'infinita fonte di saggezza.
Libero arbitrio: Può esistere solo se nell'esistenza umana compare il concetto di tempo, ma questo è lo strumento prediletto dall'Avversario per farci credere che la bontà non ripaga, fornendo risposte ritardate nel tempo. La distanza che separa la causa dall'effetto ci impedisce di cogliere le connessioni tra i diversi eventi della nostra vita. Niente accade per caso, è solo il tempo che ci fa dimenticare la causa scatenante. Il tempo crea l'illusione del caos/caso, sebbene in realtà esista un ordine nascosto.
La Kabbalah ci insegna che ciascuno di noi arriva in questo mondo portandosi dietro una valigia dalle esistenze precedenti contenente tutte le situazioni che ci hanno mandato in cortocircuito nelle nostre vite precedenti che saremo tenuti a correggerle in un determinato punto del futuro. E' il concetto di Tikkun. Tutto ciò che ci crea disagio è una parte del nostro Tikkun.
Entriamo nel concreto:
- preoccuparsi di quello che pensano gli altri è un comportamento reattivo al quale occorre resistere;
- occorre resistere alla pigrizia, che alimenta il pane della vergogna;
- occorre resistere al proprio ego;
- resistere al giudizio;
- cadere e rialzarsi è il modo in cui noi creiamo la trasformazione spirituale che è il vero fine della vita umana;
- dare uno stop al vittimismo, resistere a tutti i sentimenti di delusione;
- quando dare una cosa è difficile, quello è il momento della vera condivisione, il momento dal quale deriva Luce durevole.
FARE MIRACOLI:
Secondo molti insegnamenti spirituali la coscienza crea la nostra realtà. Ciò che desideriamo è quanto riceviamo. Se siamo incerti riceviamo l'energia dell'incertezza. Si deve smettere di dubitare dei risultati positivi. Concentrandosi sull'eliminazione del pane della vergogna e smettendo di fissarsi sugli esiti si otterranno miracoli. Si ricordi che i risultati esistono già nel mondo del 99 percento.
Il gene di Dio racchiuso nella nostra anima ci spinge a desiderare di trasformarci nei creatori del nostro appagamento.
Lo Zohar è una candela in un mondo di tenebra. Trascende la religione, la razza, la politica e la geografia.
Dio non comanda. Dio non ordina. Non punisce né premia.


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