domenica 16 dicembre 2018

Osho: Tecniche di liberazione


tecniche di liberazione
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Un atto disciplinato non può essere di alcun aiuto, perché sarà sempre il prodotto di una mente cosciente, controllata e non andrà mai in profondità. Quando un'azione è caotica diviene profonda. Se si cerca di imporsi un modello non si approderà a niente. Meditazione significa entrare nell'inconscio, lasciarsi andare in territori e mari inesplorati.

La capacità di perseverare senza ansia di ottenere dei risultati ad ogni costo è già una grande trasformazione.

Una statua non si scolpisce, vieni solo scoperta, portata alla luce. Così l’amore è chiuso dentro l'uomo, deve solo essere scoperto.

Bisogna ricordare che un traguardo raggiunto per forza, contro la propria volontà, non può mai essere un traguardo conquistato definitivamente.

L’io accumula, l'amore regala senza limitazioni e condizioni.

Tutte le generalizzazioni sono dei miti. Aiutano a formulare teorie, ma non aiutano sul cammino della liberazione.

Per la mente caotica, come è quella frutto della realtà moderna, ci vuole un metodo caotico. Soltanto così si possono raggiungere i regni profondi del nostro essere. L'anarchia che è dentro di noi deve essere lasciata esplodere.

Sadhak Il cercatore della verità.

Il conflitto consuma energia, e la dualità che contraddistingue l'uomo ( io/altri, conio/inconscio) È un dispendio continuo.

1) Respirazione intensa, veloce, profonda.
2) Rilassare completamente il corpo.
3) So di non essere il mio corpo, allora chi sono?

La società è retta e governata da gente ammalata di serietà. L’intera società è dominata da questa malattia: la serietà. E così si è giunti a schedare, categorizzare ogni cosa. Ma ad un gioco non possono essere imposti dei limiti. Dobbiamo tornare a giocare. La creatività è fatta di gioco, e dalla creatività nasce il Satori, l’illuminazione spirituale improvvisa.

1) Si lavora con la propria energia vitale, con il Prana. Una respirazione caotica, volta a distruggere i modelli radicati in noi. Se riusciamo a distruggere i modelli di respirazione, anche gli altri si scioglieranno. Ricordo che il respiro registra tutti i mutamenti della nostra emotività, li anticipa addirittura. Conoscendo il respiro si può quindi conoscere cosa accade alla mente.
2) Si lavora per portare alla luce tutte le emozioni represse.
3) Uso il mantra “HU”, un suono sufi per l'uomo moderno più utile dell’OM. Serve a far muovere l'energia Vitale verso l'alto.

Se sei consapevole non hai bisogno di alcuna disciplina imposta. La disciplina sorgerà da se.

Più avrete un comportamento meccanico e più sarete apprezzati dalla società, perché non sarete un pericolo. La società non vuole voi, ma solo la vostra efficienza. La religione vera è ribelle, la religione vuole distruggere i condizionamenti, così come tutti i grandi illuminati della storia, da Gesù a Buddha. La religione è liberazione, vuole distruggere i comportamenti meccanici perché essi sono l'inferno della gente.

domenica 11 novembre 2018

Teoria e pratica del Mandala


L'intelletto puro, distaccato dall'animo, è la morte dell'uomo. In India l'intelletto ha un posto addirittura subordinato. 
Così avviene che, pur subendo il mio passato, io resto sempre l'artefice libero del mio domani. 
Quando la concentrazione ci strappi dal fascinoso richiamo dell'esperienza esterna, cui cedono i sensi, e ci porti a guardare dentro di noi, ci troveremo al cospetto di un interno bagliore che folgora innanzi ai nostri occhi. E' luce incolore, abbagliante. Nelle Upanishad è l'àtman che consiste in una luce interiore con cui il vate desiderava fondersi: dall'irreale conducimi al reale, dalla tenebra conducimi alla luce
Gli indiani non hanno concepito la vita come una lotta fra il bene e il male, la virtù e il peccato, ma come opposizione fra questa coscienza luminosa e il suo contrario, la psiche e il subconscio che essi chiamano maya.
Queste premesse spiegano come l'India non abbia atteso l'avvento di nessun salvatore. L'uomo è sì coscienza decaduta nel tempo e nello spazio, offuscata, ma la liberazione dipende da lui medesimo; non c'è nessun intermediario che lo possa salvare. 
Attraverso il simbolo, il neofita da forma alle infinite possibilità giacenti nel fondo del suo inconscio, alle paure inespresse, ai primordiali impulsi, alle passioni antiche. Il mandala anzitutto delinea la superficie consacrata e la preserva dall'invadere delle forze disgregatrici. E' di fatto un cosmogramma, è l'universo intero nel suo schema essenziale, nel suo processo di emanazione e riassorbimento. Il mdos (NdRC: vedi maestri Bon Po e religione indigena del Tibet) è un mondo magicamente costruito per trasfigurazione ove lo stregone è assoluto padrone. L'axis mundi (il trono del re) che attraversa il mondo e attorno al quel il mondo ruota, mette gli abitanti del mondo in rapporto con le tre sfere di esistenza: sotterranea, mediana, e superiore, ovvero iinfera, atmosferica e celeste. Il mandala è una proiezione geometrica del mondo, il mondo ridotto al suo schema essenziale, lo schema della disintegrazione dell'uno nel molto e della reintegrazione del molto nell'uno, a quella coscienza assoluta, intera e luminosa che lo yoga e la meditazione fanno nuovamente brillare in fondo all'essere nostro.   

lunedì 5 novembre 2018

Il Libro Arancione


tecniche di meditazione
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La meditazione è uno stato di non mente. La meditazione è uno stato di pura consapevolezza, priva di contenuti.  Giorno dopo giorno, perfino quando dormi, la mente è sempre in funzione, sogna, continua a rimuginare, è sempre immersa in ansie e preoccupazioni. Si prepara per il domani (NdRC: e il domani non esiste). Questa è una condizione non meditativa. la meditazione è esattamente l'opposto. Quando il traffico si è risolto, il pensiero è cessato, si fa il silenzio, questo è meditazione. Quando la consapevolezza scende in profondità dentro di te, lentamente, molto lentamente, giungeranno alcuni segni: attimi di silenzio, momenti di puro spazio, momenti di trasparenza, istanti in cui nulla in te si muove e tutto è quiete. In questi istanti realizzerai chi sei e comprenderai il mistero di questa esistenza. La mente è una cosa innaturale, non potrà mai diventare la tua dimensione naturale. Invece la meditazione è una condizione naturale che abbiamo perso. E' un paradiso perduto, ma il paradiso può essere riconquistato. 
La concentrazione è umana, la meditazione  è Divina. 
Devi ricordare che quando un metodo ti diverte devi approfondirlo quanto più ti è possibile, ma non fissarti lì, perché un giorno dovrai abbandonare anche questo. Lascia che il criterio per decidere sia la gioia. Se è ancora un metodo che ti da gioia, persisti, va avanti fino all'ultima goccia di felicità. 
La meditazione è una chiave per svelare il mistero dell'esistenza. Il corpo è solo un meccanismo. Anche la tua mente è un meccanismo. Ci si può lasciare ossessionare anche dalla meditazione, e l’ossessione è un guaio, sempre. 

La meditazione della luce dorata:  in tutte le religioni dell'antichità si usava pregare al mattino, al sorgere del sole perché al sorgere del sole corrisponde al sorgere  di tutte le energie dell'esistenza. In quel momento si può semplicemente cavalcare l'onda dell'energia che sta salendo: sarà facilissimo. 
Sdraiato semplicemente sulla schiena respira lentamente e profondamente. Quando inspiri visualizza una luce abbagliante che ti pervade dalla testa fino ai piedi. La luce ti attraversa integralmente fino a fuoriuscire dai piedi e ti riempie di energia al suo passaggio. Quando espiri visualizza l’oscurità che entra dalla punta dei piedi e sale per uscire dalla testa.

La meditazione è l'unica medicina per cui lascia perdere i tuoi problemi; inoltrati semplicemente nella meditazione.

Non permettere mai che un'attività diventi automatica.

La mente è una spina e tutte le tecniche di meditazione sono aghi per estrarre quella spina.

Colui che danza deve svanire finché rimane solo la danza.
A cosa serve la meditazione? Che guadagno ne puoi ricavare? A cosa serve la danza? A nulla. Non la puoi mangiare, non la puoi bere. Con la danza non puoi costruire una casa. Non sembra avere un'utilità. Tutto ciò che è bello ed è vero non ha alcuna utilità pratica!

Non permettere che ciò che è morto domini ciò che è vivo, non permettere che il passato influenza il presente, non permettere che la morte annienti la vita: questo è meditazione.
Quando la mente scompare, il tempo scompare.
L’arte deve esistere solo per amore dell'arte, allora è meditazione. Nessuno scopo dovrebbe interferire. Se riusciamo a deautomatizzare le nostre attività, l'intera esistenza diventa meditazione. Vivi momento per momento. Provaci per tre settimane, impegnati totalmente, con amore e con gioia. 
Solo la meditazione ti può decondizionare.
Non dico che la meditazione risolverà i problemi della vita. Dico solo che se vivi in uno spazio meditativo, i problemi scompariranno. Non verranno risolti, non è necessario risolvere un problema. In realtà il problema è il prodotto di una mente in tensione. 
Meditazione è semplicemente esistere, senza far nulla. Nessuna aspirazione ha mai avuto successo, nessun aspirazione ha mai dato felicità, esse fanno promesse che non mantengono mai. La meditazione è l'arte di spegnere il motore della mente. Esiste una dissociazione tra il corpo e la mente. Il corpo risiede nel presente e la mente non è mai nel presente: non si incontrano mai e a causa di questa dissociazione sorgono ansia, tensione e angoscia. La mente deve essere portata al presente.

Vipassana la Porta della Consapevolezza.
Il Vipassana si basa sulla consapevolezza del respiro, per cui si devono osservare semplicemente l'inspirazione e l'espirazione in qualsiasi punto del corpo in cui si riesce ad averne maggiormente la  sensazione. Diventare un astronauta dello spazio Interiore è la più straordinaria esperienza che ci sia. Rimani immobile, perché se il corpo è fermo, la mente sprofonda immediatamente nel silenzio. Quando non c'è nulla da vedere, lentamente scompare ogni interesse nel guardare. Semplicemente stando di fronte a un muro bianco nascono i te un vuoto e una  semplicità paralleli: sorge il mondo del non pensiero. 

Un pilastro di energia: è meraviglioso stare in piedi.  provatelo. Molti di voi scopriranno che è bellissimo. Se riesci a stare in piedi per un'ora è un'esperienza fantastica. Stai semplicemente in piedi, senza fare nulla, senza muoverti e scoprirai che in te qualcosa si rilassa, Diventa Silente, ti trovi centrato e ti sentirai un pilastro di energia. il corpo scompare.

Danza con le mani: se lasci alle mani totale libertà di espressione, si rilasceranno moltissime tensioni accumulate nel cervello.
Attraverso i gesti delle mani puoi entrare in meditazione profonda. Siedi semplicemente in silenzio, lascia libere le mani e rimarrai sorpreso. E’ una magia. Non occorre saltare, dimenarsi e fare molta meditazione  dinamica, le tue mani sono sufficienti.

Contemplare: non permettere alla tua consapevolezza di spostarsi. Se non permetti alla mente di muoversi, in un primo tempo si ribellerà, ma se perseveri nell'arte della contemplazione, pian piano la mente cesserà di ribellarsi. Per alcuni istanti si fermerà e quando la mente si ferma, compare la non mente. 

Le statue del Buddha sono musica scolpita del marmo, sermoni nella pietra,  oggetti di meditazione. 

Sei troppo sofisticato, troppo civilizzato, e questo ti paralizza. Un eccesso di civilizzazione è paralizzante. A piccole dosi va bene, ma in dosi massicce è pericoloso. Si dovrebbe essere in grado di tornare animali. La tua animalità deve essere liberata (NdRC: anche attraverso le meditazioni dinamiche).

Le mie meditazioni hanno lo scopo di riportarvi alla vostra infanzia, al tempo in cui non eravate persone rispettabili, al tempo in cui potevate essere folli, al tempo in cui eravate innocenti, non ancora corrotti dalla società, al tempo in cui non  avevate ancora appreso le astuzie del mondo, al tempo in cui non appartenevate a questo mondo, ma all'altro. Vorrei che voi ritornaste a quel periodo e da lì ripartiste per un'altra volta. E questa è la vostra vita. La rispettabilità e il denaro sono premi di consolazione, non sono vere conquiste. Non lasciatevi ingannare. 

L'inalazione è l'equivalente della vita, l’esalazione corrisponde alla morte.

La preghiera: L'idea di una ricompensa è solo sintomo di avidità. La preghiera è una celebrazione tale, reca una gioia e un’estasi così alte, che è in sé la ricompensa migliore.  Se hai una richiesta, la preghiera ne è contaminata. 

La preghiera non cambierà Dio. Tu pensi sempre che, pregando, Dio cambierà idea, sarà più accondiscendente, si accorgerà un po' di te. Non c'è nessuno che ti ascolta, questo cielo infinito non ti può ascoltare. Questo cielo infinito può essere con te sono te tu sei con lui. Non c'è altro modo di pregare. 

La meditazione della preghiera: Alza entrambe le mani al cielo, le palme rivolte verso l’alto, la testa sollevata, e avverti semplicemente il fluire dell’esistenza dentro di te. Sii simile a una foglia nella brezza, tremolante. Dopo due o tre minuti, o quando ti sentirai completamente ricolmo, piegato al suolo e bacia la terra. Sii semplicemente un veicolo perché l’energia divina si riunisca alla terra. Questi due stadi della meditazione devono essere ripetuti almeno sette volte, per sbloccare tutti i chakra. Questa meditazione va effettuata prima di andare a dormire, così l’energia ti circonderà tutta la notte. Al mattino ti sentirai più fresco di quanto non ti sia mai sentito. 
Glossolalia.
Quando ti incammini nel pellegrinaggio  interiore, le energie che  prima uscivano all'esterno si rivolgono all'interno e improvvisamente ti ritrovi solo come un'isola. La difficoltà si crea perché in realtà non ti interessa di essere in relazione. Il tuo desiderio è di essere te stesso, e tutti i rapporti sanno di dipendenza, di limitazione. Ma questa è una fase passeggera: non trasformarla in un atteggiamento permanente. Prima o poi, quando ti sarai ristabilizzato  dentro di te,  traboccherai ancora di energia e vorrai entrare di nuovo in un rapporto.
Crea intorno a te vibrazioni di energia amorosa.  L'amore che dipende dall’altro è un amore ben misero. L'amore che si crea dentro di te, l'amore che ha origine dal tuo essere, è vera energia. Allora ovunque andrai sarai sempre parte di quell’oceano e ti accorgerai che chiunque ti è vicino avvertirà improvvisamente un tipo di energia diversa.

Esiste una sola follia ed è quella della mente. Troppo pensare è la sola follia, tutto  il resto è meraviglioso. La mente è la malattia. Essere un testimone è l'elemento fondamentale. 

venerdì 19 ottobre 2018

Il Numero d'Oro - Matila C. Ghyka

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Iside io sono, la Dea, Signora delle parole di potenza… Le parole il cui suono e magia.

I riti altro non sono che l'attivazione di simboli aventi un potere naturale su un mondo superiore che potenzialmente e in germe contiene lo svolgersi del mondo fisico… la parola simbolo è intesa nel senso di nucleo, quintessenza; quindi, celebrando una cerimonia simbolica, attiriamo le cause seconde nell'orbita della nostra volontà, liberiamo il dinamismo che determina il fenomeno, Spingiamo la mano al di fuori del piano fisico, pizzicando le corde di uno strumento di cui la materia ascolta le armonie e ne resta perpetuamente segnata. Ma per essere compiuto in modo efficace, qualsiasi rito esige uno stato d'animo particolare e una speciale preparazione del corpo, un'ambientazione opportunamente predisposta dal punto di vista fisico, intellettuale e animico. senza di ciò sarebbe ingenuo illudersi di poter manovrare le chiavi fenomeniche.

Il Libro dei Morti rivela con l'anima del defunto debba servirsi di parole di Potenza e parole di Passo durante tutto il suo tragitto nell'altro mondo. Non basta pronunciarle a voce, occorre farle risuonare nella propria interiorità profonda, in modo da sommuovere le energie dormienti nell'inconscio. È questa la funzione essenziale del simbolo.

L’impiego delle figurine dette ushabiti, ovvero doppi del defunto. La tecnica della creazione di homunculi mediante l’insufflazione del pneuma e l’inserimento di una parola magica scritta sulla bambola d’argilla è presente anche nella Kabbalah ebraica.
La cabala ebraica ha due componenti: una è precisamente la magia egizia Antica a base di parole di Potenza e l'altra è il neopitagorismo alessandrino, nel quale la mistica del numero ha un ruolo preponderante. Nello Zohar si descrive come tra Dio è il mondo si trovi la decade delle Idee-Madri o Sephirot, che formano il macrocosmo, o mondo delle emanazioni, aspetto intellettuale del mondo materiale.

Incanto è Incantesimo. Il primo indica l'azione, il secondo l'effetto che ne deriva.
Platone: Chi è preso da passione è, in effetti, più divino di chi egli elegge a oggetto della passione, perché chi è preso da passione è ispirato dal Dio.
Abbiamo sempre tre elementi le cui proporzioni relative ci sono sconosciute La suggestione e autosuggestione dovute alla fede dell'operatore, e eventualmente del soggetto su cui si opera; l'azione incantatrice naturale dovuta ai rituali e ai simboli; e infine, ed è qui il vero punto interrogativo, la forza diretta, intrinseca, realmente concentrata nei simboli.

Pitagora nacque a Samo tra i 592 e il 572 a.C., vale a dire in quel VI secolo che vide Buddha, Zoroastro, Confucio e Lao Tze costituire insieme al maestro di Samo una pentade di superuomini, di semidei o daimones.
Pitagora: le anime sono sottomesse a reincarnazioni successive fino alla liberazione di quelle che ne sono divenute degne nel corso di questa palingenesi (successione i cicli di vita): divengono allora demoni, geni che non tornano più su questa terra, ma si ritrovano nei giardini stellati dei beati, al di là della Via Lattea.
Anche in Platone troviamo il concetto di Panpsiche, anima del mondo.
La magia gotica è una miscela di magia alessandrina, di Antica stregoneria, di Kabbalah e di residui di magia pitagorica.

Il pitagorismo era una religione di fraternità, ma non di uguaglianza, il principio delle religioni iniziatiche non può francamente accordarsi con la democrazia. Il cristianesimo e il buddismo sono invece essenzialmente democratici. La chiesa cristiana, per gli spiriti normali, per la grande maggioranza, ha un serbatoio di amore e di dolcezza, di riti catartici sufficienti, adatti precisamente alle necessità dell'umanità media. Le sue contraddizioni, le sue umane puerilità non le impediscono di essere forse la voce autentica, pur se flebile e deformata, del grande amore, eco della voce divina, come la scienza umana è la proiezione attraverso la nostra intelligenza terrestre di una realtà contemporaneamente più semplice e più inaccessibile. Sempre la caverna di Platone.  



giovedì 4 ottobre 2018

Meditazione trascendentale: In acque profonde


david lynch meditazione
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Colui la cui felicità è dentro di sé, il cui appagamento è dentro di sé, la cui luce è tutta dentro di sé, quello yogi, essendo uno con il Brahman, raggiunge la libertà eterna nella coscienza divina. 
BHAGAVAD GITA

Lynch utilizza la meditazione trascendentale anche per implementare le potenzialità creative. 
"Per un'ora di buona pittura ci vogliono cinque ore filate" 
NdRC: con quest'affermazione intende che il processo creativo, quello vero e profondo, necessita dei propri tempi. Il collegamento con i "pensieri abissali" dai quali derivano le vere opere d'arte necessita una predisposizione d'animo che rasenta la trance. In questo caso il processo creativo assume una forma del tutto particolare di meditazione, e grazie a questa può essere agevolato.

"Vivere una vita d'arte significa appunto essere liberi di dare alle cose positive il tempo di accadere. Non sempre ne rimane molto da dedicare ad altro."
NdRC: non credo servano ulteriori spiegazioni per chi nutra vera passione per una qualsiasi arte... la vita dell'artista è spesso solitaria e contemplativa.

"Un'idea è un pensiero. Un pensiero che ha in serbo più di quanto tu non creda nel momento in cui lo formuli."
"Per le idee il desiderio è come un'esca. I pesci piccoli nuotano in superficie, quelli grossi in profondità. Se riesci ad espandere il bacino in cui peschi, la tua coscienza, puoi prendere pesci più grossi."
NdRC: qui entra in gioco la meditazione, che consente di rendere sconfinata la propria coscienza. Nel processo creativo l'idea viene accalappiata nella coscienza collettiva (l'Atman vedico, l'oceano di coscienza pura, il Sé), e viene ampliata senza l'intervento dalla ragione/intelletto, anche attraverso eventi all'apparenza casuali.

"La meditazione trascendentale è una tecnica semplice e comoda che permette a ogni essere umano di immergersi senza alcuno sforzo in se stesso, di sperimentare i livelli più profondi della mente e dell'intelletto e di entrare nel "campo unificato", l'oceano di coscienza pura."

"L'idea è tutto. Non tradirla e ti dirà tutto ciò che c'è da sapere, sul serio. Basta che continui a impegnarti perchè il risultato abbia lo stesso aspetto, la stessa atmosfera, gli stessi suoni e sia preciso e identico all'idea."

"Tutti noi abbiamo un effetto sull'ambiente che ci circonda. Godi di questa luce interiore, e se l'aumenti a livello esponenziale ne godi sempre più. E la luce si irradierà sempre più lontano."

"E' interessante capire come elementi privi di alcun rapporto possano andare d'amore e c'accordo. Il cervello si mette in funzione. Come fanno a essere in relazione elementi che sembrano così distanti? Poi il ragionamento fa apparire un terzo elemento che rende quasi coerenti i primi due."
NdRC: Siamo nel "Campo unificato" e dobbiamo riuscire a sviluppare il "pensiero verticale", la "sincronicità" di Jung. Naturalmente in questo ci aiuta la meditazione.

"La meditazione non è una pratica egoistica. Anche se ti immergi per entrare in contatto con il Sé, non ti stai isolando dal mondo. Stai rafforzando te stesso, in modo da poter essere più utile una volta tornato al mondo."

"In ciascuno di noi c'è un campo di unità. E' lì da sempre. Sconfinato, infinito ed eterno. E' il livello della vita che non ha mai avuto genesi. Esiste ed esisterà sempre. Può essere ravvivato. Nell'essere umano, l'atto di ravvivare questo campo conduce all'illuminazione: il pieno potenziale dell'individuo. A livello globale, lo stesso atto compiuto da un gruppo per la creazione della pace sfocerebbe nella vera pace mondiale."


mercoledì 26 settembre 2018

Zohar: Il Libro dello Splendore


il libro dello splendore
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Lo Zohar è il testo classico della Cabbala, per secoli considerato sacro per l'ebraismo e ancor oggi venerato nei circoli mistici al pari della Bibbia e del Talmud. Nel Libro dello Splendore l'antica tradizione esoterica dei Cabalisti, volta a tracciare un itinerario mistico verso la "presenza di Dio" si trova esposta in 21 libri, ognuno dedicato a un argomento specifico.

Gli attributi principali di Dio per i cabbalisti sono 10 e vengono chiamate sephirot. 

cabbala
L'En Soph, la Divinità Nascosta, è nelle sepiroth e, pur non esaurendosi in esse, conferisce loro linfa vitale.

Secondo lo Zohar la caduta nel corpo, provocata dal peccato originale, da una parte ha reso meno agevole il contatto tra l'uomo e Dio, dall'altra ha ridotto il flusso della vita divina nella creazione. L'azione dell'uomo tendente a riparare in qualche modo al danno provocato dal peccato di Adamo e a ristabilire l'armonia nel creato, instaurando un rapporto più frequente e costante con le sephiroth è chiamata dai cabbalisti tiqqun, riparazione appunto. 
Per la cabbala esistono tre anime nell'uomo, chiamate nephesh (principio vitale), ruach (spirtio) e neshamà (anima). Per lo Zohar le ultime due esistono già in potenza nella prima, di cui costituiscono dei gradi di maggiore perfezione. Mentre l'anima naturale nephesh è presente in ogni uomo, le altre due possono essere meritate solo attraverso la meditazione mistica , l0intensa preghiera, la bontà e tutte le altre virtù esaltate dai cabbalisti. La neshamà è infatti una parte di Dio stesso, quella famosa scintilla divina che fu posta nel primo uomo. 
Il flusso dell'En Soph scorre attraverso le sephiroth e le unisce, armonizzandole. Grave colpa è costituita dall'affrontare le sephiroth separatamente, interrompendo così la "corrente" divina. Le sephiroth sono immaginate come l'organismo di Dio. Sono da intendersi come le forme in cui Dio si manifesta, operando nel processo cosmico. 

La Shekhinà, la divina presenza, è l'anello di trasmissione della profezia delle sephiroth all'uomo. 
Nella teoria dello Zohar l'opera della creazione ha in sé non soltanto la previsione divina di quanto sarebbe avvenuto nelle generazioni successive, ma anche la conoscenza delle future trasformazioni che la creazione stessa avrebbe subito nel corso del tempo. (NdRC: nel seme è già presente tutta la storia della pianta che crescerà).

Il mondo superiore è il mondo delle prime tre sephiroth, della corona, della sapienza e dell'intelligenza, dove l'En Soph si trova nascosto agli occhi di tutti. Il secondo mondo è delle ultime sette sephiroth, ed in particolare di quella del regno, chiamata anche giustizia, che costituisce la porta attraverso la quale l'uomo perviene alla conoscenza del mistero divino.
L'uomo buono riesce a conoscere in sogno, risalendo le sephiroth, assai più dell'uomo malvagio, la cui anima non può salire in alto. Ognuno può vedere secondo il grado cui gli è dato di giungere. 
Il male vuole ricevere il potere di dominare il mondo, perchè non può dominare sinché non ne abbia ottenuto il permesso. Il male secondo lo Zohar non può né prodursi né diffondersi con le proprie forze. E' soltanto l'azione morale dell'uomo, quando è contraria al bene, che conferisce forza e vita alla massa inerte del male. Il male, lungi dal proteggere chi lo compie, ne vuole invece la distruzione.
"L'uomo che rivolge la propria preghiera deve fare se stesso povero, affinché la sua preghiera possa entrare nel novero di quelle dei poveri. Infatti i custodi delle porte celesti non lasciano entrare le altre preghiere, come fanno per quelle dei poveri, che entrano senza permesso."
Kawwanà, letteralmente intenzione, ha il significato di meditazione mistica sulle parole delle preghiera, contemporaneamente alla sua recitazione. La preghiera deve attrarre il flusso delle benedizioni dello En Soph, che lo Zohar definisce con vari appellativi: "la radice di tutte le radici", "la profondità del pozzo", "la fonte di tutto". 
Secondo la Kabbala è in potere dei giusti intercedere dinanzi a Dio per i peccati di tutta l'umanità, facendo annullare le severe punizioni già decise. Il giusto è egli stesso in grado di stabilirne di nuovi, validi per tutta la terra, quasi costringendo Dio ad accettarli.

domenica 9 settembre 2018

Il Destino come scelta


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L'uomo è l'immagine fedele dell'universo macrocosmico (Paracelso).
Sul tempio di Delfi era scritto: "Conosci te stesso, per conoscere Dio."
L'uomo è soltanto una cellula di un organismo che chiamiamo pianeta terra. Come tutti i pianeti, anche la terra ha un'intelligenza individuale e possiede non solo un corpo, ma anche una coscienza. In quanto cellula, l'uomo deve adempiere soltanto a un compito, ciò il servizio che gli è stato affidato nell'universo, il suo programma natale.
Campi di percezione e ipnosi. Ad esempio quando vogliamo distrarre un bimbo che si è fatto male mostrandogli qualcosa di interessante. Il piccolo dimentica letteralmente il dolore, perché finisce fuori dal suo campo di percezione, non perché svanisce. L'ipnosi, l'autosuggestione e simili sono solo alcune delle tecniche possibili per aprire la strada a livelli sconosciuti dalla psiche.
Gli Indiani definiscono questo mondo "maya", mondo delle illusioni, gli antichi Egizi parlavano del velo di Iside e Platone con il suo paragone della caverna, cercò di spiegare agli uomini che essi non vedono la realtà, ma solo ombre. La via esoterica vuole far uscire dal sonno collettivo e condurre alla coscienza vigile dell'umanità autentica. L'esoterismo desta coloro che non dormono più così profondamente e sono disposti ad aprire gli occhi.
Bisogna anzitutto liberarsi dalla favola dell'influsso del mondo esterno. 
Ogni persona può percepire solo quegli aspetti della realtà per i quali possiede capacità di risonanza. Quello che si trova al di fuori di questa capacità per la persona che non può percepirlo non esiste affatto. Per questo ognuno crede di conoscere tutta la realtà e che al di fuori di essa non ci sia nulla. 
Tutto quello che nel mondo esterno disturba indica semplicemente che non si è conciliati con se stessi col principio analogo. Ognuno è in grado di modificare e configurare il mondo in base alle proprie idee, senza combattere e senza esercitare la forza. L'uomo deve solo modificare se stesso, ed ecco che tutto il mondo si modifica con lui. Ogni persona vive nel proprio mondo e di questi ce ne sono tanti quanti sono gli uomini. TUtti questi mondi sono solo parziali aspetti del mondo reale, che segue leggi ferree e non si fa influenzare dalle pretese umane di cambiamento. Se l'uomo impara a chiedersi il senso di tutto ciò che gli capita, non solo imparerà a conoscere se stesso e i propri problemi, ma scoprirà anche le possibilità di cambiamento. 

Con il progressivo ampliamento della coscienza dell'umanità ogni teoria scientifica prima o poi viene superata. La verità di oggi è l'errore di domani.

Le 4 colonne portanti dell'esoterismo occidentale sono l'astrologia, la kabbalah, l'alchimia e la magia.

Ovunque nell'universo, sopra e sotto, in cielo e in terra, nel macrocosmo come nel microcosmo, a ogni livello di manifestazione regnano le medesime leggi. L'uomo è l'immagine fedele dell'universo. Come vediamo una piccola parte dello spettro della luce, e udiamo soltanto le frequenze che si trovano entro i limiti di un determinato campo, così riusciamo a percepire solo una parte della realtà. Non esiste il caso, dietro ogni evento c'è una legge, anche se non riusciamo a distinguerla con i nostri sensi.

Pensiero verticale: bisogna capire che un principio primo attraversa verticalmente tutti i piani delle forme di manifestazione. Il numero dei piani orizzontali in cui suddividiamo ciò che ci circonda è illimitato (piante, animali, giocattoli, macchine, cibi ecc...). Non siamo abituati a pensare in termini di catene verticali di concetti (tutti facenti capo a uno dei principi primi), motivo per cui non riusciamo a individuare gli elementi comuni sebbene essi siano presenti (sempre).
Tutto ciò che la natura produce consiste della trinità corpo, anima e spirito. Per lo spirito, sin dai tempi antichi, si scelse il simbolo del cerchio, simbolo di perfezione e di unità. Per l'anima il semicerchio o la coppa che rappresenta la ricettività, la sensibilità. Per il corpo la croce che, come il numero 4 rappresenta la natura della materia. 
Gli antichi considerarono 7 principi originari: Sole, Luna, Mercurio, Marte, Venere, Giove e Saturno. L'Astrologia è e resta la dottrina che studia i principi primi archetipici e non le stelle. I principi primi attraversano, grazie a catene analogiche, tutti i piani delle forme di manifestazione. Il piano di osservazione scelto dall'astrologia è il cielo e attraverso l'analogia ciò che essa trova nel cielo lo può trasferire a qualsiasi altro piano. 
Il tempo non possiede solo una quantità, ma anche una qualità che consente che emergano solo quei fatti che sono adeguati a quel determinato livello di qualità. Anticamente si conosceva la legge "Ogni principio porta in sé la fine". Ciò vuol significare che nel momento dell'inizio di una cosa sono già determinati il suo intero decorso e la sua fine. Anticamente faceva parte dei compiti dei sacerdoti indagare la qualità del tempo.
L'istanza che si occupa di far sì che l'uomo non smetta mai di imparare e lo confronta quindi sempre con nuovi problemi è chiamata dall'uomo destino. A ogni uomo nel momento della nascita si affianca un programma di vita, determinato con certezza. Ognuno deve portare a termine il proprio programma, il come viene determinato dalla legge di polarità che ci consente la scelta della via da intraprendere per assolvere agli obblighi del programma. Due sono le vie:
- L'apprendimento consapevole, che presuppone un uomo sempre disponibile ad affrontare le richieste del destino ed i problemi sul cammino;
- L'apprendimento inconsapevole. Avviene automaticamente ogni volta che l'uomo trascura di risolvere consapevolmente un problema. E' legato al dolore.
Quando l'uomo fugge, è il destino a incanalarlo verso il processo di apprendimento che da solo non ha voluto recepire. 
Al destino interessa solo il risultato finale, non il cammino seguito. Il risultato finale è l'apprendimento consapevole, non quante pene l'uomo procuri a se stesso con il suo continuo rifiuto a imparare. 
"Chi non impara, soffre."
L'uomo non si incarna in questo mondo per godersi pigramente il calore del sole, ma per evolversi e servire il mondo secondo le proprie capacità. Chi fa questo consapevolmente troverà la felicità. 
L'uomo cerca qualcosa che chiama felicità, senza avere un'idea precisa di cosa sia in realtà, finendo spesso con l'identificarla in qualcosa di materiale e comunque attinente al mondo esterno. La felicità è uno stato di coscienza, una condizione dell'anima. (NdRC: invece la felicità va ritrovata dentro se stessi. Vedi i quattro accordi di Don Miguel Ruiz, 4 Fai sempre del tuo meglio. Giorno per giorno, in base alla qualità dell'energia di quel giorno. Provare per credere!)
Le Norne all'opera

Nella vita dell'uomo non esiste il caso.
Compito di ogni malattia è far conoscere all'uomo un determinato principio che l'uomo non accettava spontaneamente. E' quini possibile rendere superflua una malattia in quanto le possibilità di realizzazione del medesimo principio vengono trasferite su altri piani, alternandoli in senso verticale.

Per raggiungere l'assoluta libertà bisogna seguire le seguenti regole auree:
- conosci te stesso (il microcosmo);
- conosci le leggi di questo universo (il macrocosmo);
- riconosci che le leggi sono buone (in armonia);
- sottoponiti volontariamente e completamente alle leggi che hai riconosciuto buone.

La malattia è il modo più frequente con cui si realizza il destino. Prima dell'intervento di Ippocrate curare spettava alla classe sacerdotale e quindi alla religione. La malattia rappresenta un apprendimento passivo volto a rendere familiare alla persona una realtà non ancora accettata. Guarire significa cogliere l'informazione contenuta nella malattia. Questo presuppone che uno si ponga il problema del significato della malattia (NdRC: non della causa e dei sintomi, che gettano le basi in tempi passati e i passaggi intercorsi non possono essere profittevolmente ricostruiti.)
Essere ammalati significa che l'uomo è uscito da un ordine, che non vive più in armonia con la legge. Questo stato patologico viene segnalato dai sintomi, che fungono da segnali e che se ben interpretati possono indicarci la via per capire la malattia e per guarire. La guarigione quindi è legata ad un processo di presa di coscienza che concilia l'ammalato col principio primo (archetipo/divinità) di cui si è ammalato. 

Il tentativo di evitare il dolore, comunque e dovunque si manifesti, mostra sempre che chi ne è l'autore è tutto fuorché un iniziato. Herbert Fritsche
Anche i numeri possiedono una propria qualità capace di identificarli per quello che realmente sono: i modelli e i simboli della creazione. I numeri, al pari delle lingue, non sono cose pensate o create dall'uomo, ma qualcosa di scoperto dall'uomo. I numeri sono qualità primarie, realtà di ordine superiore. Tutti i numeri sono soltanto diverse rappresentazioni delle prime 9 cifre. Esistono solo 9 cifre primarie. 
L'addizione Teosofica consiste nel sommare aritmeticamente tutte le cifre di un numero dall'1 fino al numero stesso compreso. Diviene così evidente che tutti i numeri sono leggibili a triadi perchè il numero 4 rappresenta l'1 ad un livello superiore (NdRC: e chiude il cerchio visto che 4=1 dato che  1+2+3+4= 10 = 1+0 = 1 e via dicendo). Tutti i numeri possono essere ricondotti ai primi quattro, i quali rappresentano le seguenti idee prime:
- 1 è l'unità originaria, il principio attivo, creatore, maschile (FUOCO);
- 2 è il principio femminile, ricettivo, passivo, capace di accogliere l'impulso dell'1 (ACQUA);
- 3 è il risultato del rapporto dell'unità con l'opposizione duale, è neutrale (ARIA);
- 4 in sé non è niente di nuovo, è bipolare, perchè da un lato è il risultato passivo della prima triade e dall'altro è l'inizio attivo della nuova su un nuovo piano (TERRA).
La creazione procede, a tutti i livelli, per triadi (Padre, Figlio e Spirito Santo; Brahma, Shiva e Vishnu; Iside, Osiride e Horus). Ogni ulteriore differenziazione è sempre e soltanto una ripetizione della trinità su un piano diverso.   
In esoterismo si parla di un piano mentale, uno astrale e di quello materiale. Nell'uomo questi corrispondono al corpo mentale (spirito), astrale (anima) e fisico (corpo).
Non si sfugge all'oscurità evitando di guardarla, ma trasformandola in luce: altrimenti continueremo a portarcela dietro. 

Soltanto chi è divenuto sapiente attraverso l'amore si libera dalla croce della causa e dell'effetto alla quale l'ignoranza l'aveva inchiodato. Solo l'amore pone una fine alla catena delle rinascite.
Hans Sterneder

Vita e morte sono anch'esse un ritmo come inspirazione ed espirazione, veglia e sonno ecc... è solo la dimensione maggiore, il diverso livello, che rende difficile all'uomo di rendersene conto. Solo la reincarnazione è in armonia con tutte le leggi dell'universo. Aldiquà e aldià non sono spazialmente diversi, ma sono paragonabili a livelli diversi di percezione o di coscienza. Vivere significa imparare, indipendentemente dal fatto che il singolo l'accetti oppure no. 

Il destino si incarica con giustizia assoluta di far sì che ognuno impari proprio quello che meno vuole accettare e a cui oppone la massima resistenza. La legge del karma esige dall'uomo l'assunzione della piena responsabilità del proprio destino.
Ogni nuovo giorno nasce come una tavola bianca, vergine, sulla quale possiamo costruire e configurarlo come meglio ci pare. Eppure ogni nuovo giorno è figlio di quanto abbiamo fatto nei giorni precedenti che ne influenzano il corso (NdRC: il concetto è il medesimo di quando si scrive un romanzo. Ogni capitolo è nuovo ma al contempo figlio di quanto scritto in precedenza. Ogni nuovo capitolo, le scelte possibili si restringono, anche se in potenza abbiamo ogni possibilità). Medesima prospettiva si può applicare al ciclo delle vite.  
TUtto quello che abbiamo imparato nella catena delle nostre incarnazioni si rispecchia nella maturità e nel livello di coscienza con cui la persona nasce. L'anima porta con sé un determinato livello di evoluzione, e questo non ha niente a che fare né con l'ereditarietà (DNA), né con l'influsso dell'ambiente. La differenza fra i singoli individui è il risultato delle esperienze fatte nelle precedenti incarnazioni. 

La cosiddetta cronaca Akasha (mente collettiva?) è paragonabile a una banca dati nella quale è immagazzinata, indipendentemente dal tempo, la somma di tutti gli eventi del presente, del passato e del futuro. 
La paura è mancanza di conoscenza.
Dobbiamo imparare a leggere le lettere della realtà, per poter riconoscere che tutto ciò che è visibile è solo un simbolo, una cifra che sta al posto di idee superiori. L'evoluzuine ha bisogno di tranquillità, il che non è equivalente di inattività. La tranquillità deriva dalla fiducia che tutto quello che accadrà, accadrà al momento giusto. Il valore della maggior parte degli esercizi consiste più nel fatto che si fa regolarmente qualcosa di definito che nell'esercizio stesso. Un rito è l'imitazione microcosmica consapevole di una realtà macrocosmica. Chi eleva la vita quotidiana a rituale, non corre il rischio che l'esoterismo divenga per lui una fuga dal mondo. L'esoterismo non deve allontanare da questo mondo terreno, ma vuole aiutare a illuminare l'esistenza di tutti i giorni e a redimerla. 

lunedì 6 agosto 2018

Vegvisir – Il Compasso Runico


Questo simbolo, di origine islandese, è un sigillo magico, che veniva tracciato sulle navi per non perdere la rotta e sapersi orientare anche nel cattivo tempo. Questo simbolo è attestato nel manoscritto di Huld, redatto da Geird Vigfusson nel 1880, ma si pensa che abbia origini più antiche. Una pagina del manoscritto, nel quale viene mostrato, oltre al nome è riportata la seguente frase:” Se qualcuno porta con sé questo simbolo, non perderà mai la propria strada nella tempesta o nel cattivo tempo, anche se percorre una strada a lui sconosciuta

domenica 5 agosto 2018

Cosmogonia Infinitimondi: Ulnar, Re e padre degli Antichi, Signore del Tuono






La Triade composta da Ulnar - Nulla - Asul rappresenta i Primi Nati dopo la scomparsa di Perfezione. Ne rappresentano gli aspetti predominanti e fondanti: Equilibrio - Amore - Forza. 
Sono ai vertici del triangolo esistenziale.
Asul è la Forza che impone e pretende il cambiamento, Nulla è colei che apporta amore incondizionato, colei che anela il ritorno all'Età dell'Oro, della Perfezione e infine Ulnar, il garante dell'equilibrio duraturo.

Ulnar, Re e padre degli Dei Antichi, Signore del Tuono rappresenta l'equilibrio, la giustizia, colui che valuta con la razionalità infallibile. E' all'occorrenza un militare, ma lo fa da condottiero, da infallibile stratega. 
Crea e supervisiona le Leggi. E' il Signore del tuono e del fulmine, è il castigo divino che segue al giusto giudizio. Lui è la disciplina che consegue all'ordinata pianificazione e valutazione. E' l'ordine costituito, il governo, in lui risiede il potere che si autoalimenta e si autodifende. E' il difensore dello status quo.
La sua dimora è il Palazzo Celeste, dove regna assiso nel suo scranno di granito posto nella Sala del Tuono, circondato dalla Guardia della Tempesta, esseri dagli occhi d’argento, maestosi nelle loro corazze di ardesia bianca, armati con lunghe alabarde di diamante e incaricati da Ulnar di far compiere il suo volere. 

A livello di Arcani Maggiori, Ulnar è L'Imperatore (4)




Inno dell'Equilibratore

Lode a Te Padre delle genti.
Lode a Te Creatore dei cieli, degli uomini e degli armenti.
A Te che osservi e sancisci, provvedi e custodisci.
A Te Padre Ulnar rendiamo grazia e offriamo dedizione.
Concedi il Tuo Regno ai tuoi figli prediletti.
Schianta e atterrisci i pavidi e i reietti.
Donaci la forza del tuono, la rapidità del fulmine.
Sostegno e vigore da te riceviamo, fede e valore a te offriamo.
Eternamente.



 Estratto dal romanzo I prerotiani bianchi:

"Il Signore del Tuono e Padre di tutti gli Antichi era comodamente seduto sullo scranno di granito. Un manto di nuvola lo circondava lasciandone trasparire solo una figura indistinta ma dalla mole enorme.
Fulmini e saette sfrigolavano in quell'ammasso etereo che costituiva la sua corazza divina. Una sorta di nube temporalesca che sempre lo cingeva e dalla quale era ben distinguibile solo un elmo bronzeo con un alto cimiero rosso al pari degli occhi del Dio che grazie alla loro lucentezza fendevano la coltre circostante."


mercoledì 18 luglio 2018

Neopaganesimo


paganesimo in chiave moderna
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Allora andiamo a raccogliere i punti salienti di questo prezioso libello:

  • La Wicca è più di ogni altra cosa un'attitudine verso la vita, un modo di vivere, una filosofia basata sulla ricerca e riscoperta dell'Incanto.
  • Gli Dei sono dentro l'uomo almeno quanto fuori da lui. Secondo i più antichi precetti magici macrocosmo e microcosmo coincidono. (NdRC: oggi anche la scienza se n'è resa conto)
  • Dei come forme-pensiero, quindi creati dall'uomo e non viceversa, fino a diventare indipendenti. (NdRC: energia creativa, volontà, forza psichica, prana, mana, ki, kia, vril ecc...)
  • Dei restano degli archetipi sotto qualunque punto di vista.
  • Si passa da una concezione lineare del tempo tipica della fede giudaico/cristiana a una concezione circolare.
  • Non esiste distinzione fra Magia e Religione secondo la Wicca. L'Alta Magia è volta all'evoluzione spirituale di sé, la Bassa Magia è volta al risultato materiale, immediato e concreto.
  • La Magia non è altro che un codice che ci permette di parlare e interpretare la lingua degli Dei. E' la volontà e non le liturgie a fare la differenza. La Magia è un linguaggio, ognuno può scegliere quello che preferisce o addirittura inventare il proprio. (NdRC: Austin Osman Spare) 
  • E' vero che l'inconscio è la chiave del potere, questo però non significa che tutto il potere sia nell'inconscio. L'alterazione della coscienza è l'innesco che rende possibili gli incantesimi. Questi servono a influenzare l'Universo attraverso la volontà, ma hanno anche lo scopo di focalizzare l'attenzione sul problema che si vuole risolvere, rendendo più facile il farlo. (NdRC: facendo fluire la Volontà nell'inconscio)
  • Costruire un nuovo immaginario per ottenere un nuovo mondo. L'arte di mutare la realtà manipolando i simboli è Arte Magica per eccellenza.
  • Discordiani: con il nostro apparato di costruzione dei concetti chiamato mente, guardiamo alla realtà attraverso le idee-sulla-realtà che la nostra cultura ci offre. Le idee-sulla-realtà sono erroneamente etichettate realtà. La Realtà reale è a un livello più profondo di quella del concetto. Preso atto di questo dato di fatto è auspicabile riuscire a costruire la propria realtà, non adattarsi a quella inventata da altri e dalla società.
  • Chaos Magick: Peter Carrol e Ray Sherwin. "Niente è vero. Tutto è permesso." La Chaos Magick riconosce il potere e la malleabilità delle diverse credenze e di conseguenza le usa come strumenti per l'azione magica. Non esiste una realtà oggettiva, esistono modelli, mappe, reality tunnels ed è con quelli che interagiamo giorno per giorno. La conseguenza è che l'unica realtà attendibile consiste nelle nostre illusioni, nelle mappe che noi stessi disegniamo, quindi modificando le mappe modificheremo la realtà. Invece di concentrarsi sul rituale suggeriscono di tornare alla radice universale della Magia, ossia tra il rapporto tra un segno e i quel che il segno rappresenta. Il fulcro attorno al quale la Chaos Magick ruota è l'esperienza pratica, l'azione magica concreta.  Strumento base è la sigillazione di Austin Osman Spare (volontà e immaginazione sono i principi su cui si basa l'universo, quindi la vita umana e la Magia.) Con il processo della sigillazione si possono creare anche i servitori.
  • Le egregore sono forme pensiero create dal mago per mezzo della sua volontà e della visualizzazione. Sono immagini mentali solidificatesi nella sostanza astrale. Più un egregora è antica, più sarà potente poichè si è caricata nel corso di migliaia di anni.
  • Gli Dei prosperano su attenzione e fede. E' la loro principale fonte di sostentamento.
  • Pathworking, una sorta di GDR che si gioca da soli, in cui si visualizza un cammino che ci porta ad incontrare il personaggio-divinità, con il quale ci si fonde senza perdere di vista se stessi.
  • Nell'invocazione l'entità penetra e si fonde nel mago.
  • Nell'evocazione l'entità assume una forma materiale esterna al mago.
  • La Magia è dentro gli esseri umani e non al di fuori e la principale funzione dei riti è quella di sbloccare, o accrescere, le loro facoltà inconsce. I riti rendono possibile la Magia convincendo gli uomini che essa è realmente possibile. L'esperienza nelle ere arcaiche aveva il predominio sullo studio, il SENTIRE sul SAPERE. In origine i poteri magici erano più istintivi. 
  • Doreen Valiente: l'unica iniziazione davvero significativa è quella che forniscono gli Dei, e per ottenerla è sufficiente mettersi sinceramente in comunione con loro. No intermediari.

lunedì 16 luglio 2018

Il Cammino dell'Arco


paulo coelho
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Cosa Red Crow vi consiglia di ricordare:

- Poiché l'arciere non può scegliere il proprio campo di tiro, nonché le condizioni nelle quali si troverà a scoccare, è necessario perseverare negli allenamenti, anche preparandosi alle condizioni più sfavorevoli. 

- Che cos'è un Maestro? Non è chi insegna qualcosa, ma colui che sprona l'allievo a dare il meglio di sé per rivelare una conoscenza già insita nel suo animo.

- Chi non condivide con gli altri la gioia della freccia e dell'arco non riuscirà mai a comprendere le proprie qualità e i propri difetti, deve quindi trovare degli alleati, non isolarsi.

- I migliori alleati sono quelli che hanno una visione differente dalla maggior parte della gente (NdRC: è una critica al conformismo imperante).

- All'arco vanno concessi dei periodi di inattività, poiché la potenza di un arco soggetto a una tensione continua finisce per scemare.

- Se non si affronta alcun rischio, non si potrà mai conoscere i cambiamenti necessari per migliorare nell'arte.

- Una volta che si sceglie il proprio obbiettivo consapevolmente, non sarà più possibile giustificarsi dicendo che l'avversario era troppo forte. Siamo noi a essere gli unici responsabili per il nostro fallimento.

- L'eleganza non determina la posizione più confortevole, bensì quella più adatta ad avvicinarsi alla perfezione del tiro, ossia è attraverso le difficoltà, la via più ardua, che si compiono i miglioramenti.

- Non angustiarti per le manchevolezze giacché è impossibile rammentare ogni regola, ogni elemento e ogni decisione. Se rivivrai ogni passo del tuo cammino con animo sereno comprenderai i particolari dei tuoi momenti più difficili e scoprirai le soluzioni che hai escogitato per superarli. Questo ti infonderà un'enorme fiducia e la tua mano non tremerà più.

- Sfrutta i momenti negativi per scoprire cosa scatena le tue paure. Utilizza quelli favorevoli per trovare il cammino verso la pace interiore. Comunque non fermarti né per timore, né per gioia. Il cammino non ha fine.

- Non far si che il cammino si cristallizzi nella ripetitività. La routine non deve esistere. (NdRC: è la ripetizione a creare il Maestro, ricordiamocelo, ma una ripetizione consapevole, non il mero ripetere gestualità o esercizi come automi sopraffatti dalla noia). Nulla al mondo ci appartiene e resta con noi per un tempo infinito. 

- Ogni azione rappresenta la manifestazione di un pensiero. Senza azione il pensiero rimane confinato fuori dal mondo.

- L'arciere apprende quando dimentica ogni regola del cammino dell'arco e agisce affidandosi unicamente all'intuizione e all'istinto. Ma per poter abbandonare quelle norme, deve averle praticate e rispettate. A quel punto non avrà più bisogno degli strumenti che l'hanno guidato fino alla conoscenza. (NdRC: quando l'esercizio e la ritualità materiale e razionale sono divenute un automatismo capace di permeare il subconscio allora la Magia avrà origine.)

- Immagina che un Maestro eccelso sia sempre al tuo fianco e adoperati in ogni momento per compiacerlo, onorando i suoi insegnamenti. (NdRC: non serve immaginare, è così. Che si voglia pensare ad esso come spirito guida, animale di potere, angelo custode, Giudice o quant'altro, è proprio così!) Questo ti agevolerà nella crescita.