La Qabalah è un genere di sapere mistico che si riceve o apprende direttamente dalla fonte, vale a dire dalla Divinità.
La Qabalah fornisce un modello dei diversi mondi spirituali e della loro struttura simbolica. Lo fa tramite un diagramma chiamato Albero della Vita.
Nel modello cosmogonico della Qabalah il pensiero precede la materia, al contrario di quanto avviene nel modello promosso dalla scienza, che da alla materia la precedenza sul pensiero. Questo campo unificato della coscienza antecedente a qualsiasi realtà materiale viene definito Pensiero Universale o Monade, l'Uno.
Il Libro del Profeta Ezechiele descrive la sua visione della gloria di Dio, apparsagli sotto forma di carro celeste sormontato da un trono fiammeggiante conosciuto con il nome di Merkavah. E' il trono di Dio, posto al centro del carro della gloria, protetto dai Serafini e trainato dai Cherubini, munito di ruote infuocate (Ofanim) che corrispondono a creature angeliche.
Heikhalot sono i 7 palazzi divini con i rispettivi reami descritti nelle pagine visionarie del Libro di Enoch, testo apocrifo. Sono i luoghi al cui interno risiede la Divinità.
Cinque sono gli elementi fondamentali della Qabalah:
- Le 10 Sephiroth;
- I 22 sentieri;
- L'origine dal nulla e i 3 veli negativi;
- I 4 mondi e i 4 corpi sottili;
- L'Albero della Vita.
Tutti questi concetti sono tratti da versetti specifici e cruciali dell'Antico Testamento.
Ci si riferisce alle Sephiroth come ai dieci numeri speciali che hanno dato origine alla struttura del Cosmo.
In aggiunta a questi dieci numeri ci sono le ventidue lettere dell'alfabeto ebraico che al momento della creazione, hanno dato espressione al mondo materiale. Ed ecco i 22 sentieri. Le parole sono infatti dei potenti simboli dell'oggetto rappresentato, capaci di rendere manifesta la realtà fisica.
Il nulla preesistente dal quale ha avuto origine l'Uno è simboleggiato dai cosiddetti "tre veli negativi": rispettivamente Ein, il nulla, Ein-Sof, il nulla infinito e Ein-Sof Aur, la luce infinita.
L'Albero della Vita è un semplice modello figurativo che ci permette di osservare tutti gli elementi cabbalistici riuniti in un'unica struttura. Grazie ad esso possiamo capire come il pensiero prenda forma e come la forma divenga pensiero, o in che modo un simbolo possa tradursi in oggetto materiale e viceversa. Di fatto il mago cabbalista non ha bisogno di altro per lavorare.
Ricordiamo che i simboli, dei quali la Qabalah è ricca, sono vive funzioni, processi dinamici. Sono gli indicatori coscienti dei processi psichici profondi, trascendentali e universali che rimangono generalmente ignoti alla maggior parte delle persone. Lo studio dei simboli può schiudere le porte ai segreti del sapere collettivo. I simboli scaturiscono da fonti numinose, arcaiche e inesplicabili. I simboli sono la soglia attraverso la quale giungere al corpo centrale della Qabalah e per comprenderli disponiamo di diverse tecniche di meditazione, di contemplazione, della teurgia e del pathworking.
Le Sephiroth sono delle manifestazioni dinamiche, cangianti e in continua evoluzione della volontà e del pensiero di Dio (definizione di Isaac Luria Ashkenazi).
Scopo della pratica è l'ascensione, ossia la capacità individuale di utilizzare la Qabalah in modo tale da sperimentare una completa e totale trasformazione spirituale, raggiungendo così uno stato di piena comunione con la Divinità.
Mentre le dieci Sephiroth rappresentano il ciclo cosmico dell'emanazione e dell'involuzione, i ventidue sentieri corrispondono al ciclo individuale di trasformazione ed evoluzione spirituale.

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